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Doping, Petacchi indagato dalla procura di Padova

Doping, Petacchi indagato dalla procura di Padova
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© Foto REUTERS
 
L'atleta della Lampre, attuale maglia verde del Tour, è sotto inchiesta
PADOVA, 20 luglio - Alessandro Petacchi è indagato per utilizzo di sostanze e pratiche vietate. Oltre a quello del corridore della Lampre, ci sono i nomi di almeno altri due ciclisti professionisti tra le persone segnalate dalla Guardia di Finanza alla Procura di Padova nell'inchiesta per doping.

Secondo quanto appreso da fonti vicine all'inchiesta, l'iscrizione nel registro degli indagati di Petacchi - attualmente in maglia verde al Tour de France - è precedente l'avvio della Grande Boucle. Sarebbe da mettere in relazione al sequestro effettuato nelle scorse settimane nell'abitazione del ciclista di alcune fiale di Pfc (perfluorocarburo), una sostanza chimica sintetica usata in anestesia, e di albumina umana. Oltre a Petacchi, gli uomini delle fiamme gialle di Padova, che indagano assieme ai Nas di Firenze, avrebbero segnalato alla magistratura le posizioni di almeno due professionisti, ex compagni di squadra del campione Lampre, e di altri due ciclisti a livello amatoriale. Il nuovo filone anti-doping, in capo al pm di Padova Benedetto Roberti, non ha a che vedere direttamente con l'indagine che nell'aprile scorso aveva portato i Nas a sequestrare farmaci nelle case dello stesso Petacchi e del compagno di squadra Lorenzo Bernucci. La documentazione è stata trasmessa dai magistrati padovani alla Procura del Coni.

PETACCHI: DIMOSTRERÒ LA MIA ESTRANEITA' - Alessandro Petacchi «è certo di poter fornire tutti gli elementi a dimostrazione della Sua totale estraneità alla vicenda». Il corridore della Lampre commenta così, attraverso il suo legale, Virginio Angelini, l'iscrizione nel registro degli indagati dalla procura di Padova nell'ambito di un'inchiesta sul doping, sottolineando che l'invito a presentarsi è a Tour concluso e su vicende «relative al passato e in nessun modo pertinenti alla stagione in corso». «La Procura della Repubblica di Padova ha invitato Petacchi in data 12 luglio 2010 (non prima della partenza del Tour de France) - spiega l'avvocato - a presentarsi in data successiva al termine della manifestazione sportiva francese per rispondere ad alcune domande relative al passato e in nessun modo pertinenti alla stagione in corso e all'attuale Società Sportiva d'appartenenza». Petacchi, che era regolarmente al via della 16/a tappa del Tour questa mattina, fa sapere che «con la massima serenità ha già dato la sua più completa disponibilità agli organi preposti con il forte intento di chiarire la Sua posizione ed è certo di poter fornire tutti gli elementi a dimostrazione della sua totale estraneità alla vicenda».

LAMPRE, FIDUCIA A PETACCHI - La Lampre resta al fianco di Alessandro Petacchi. Il team dello sprinter spezzino, indagato dalla Procura di Padova nell'ambito di un'inchiesta sul doping, «constatata la piena volontà del corridore di chiarire la propria posizione e di collaborare con gli organi giudiziari competenti per dimostrare la completa estraneità alla vicenda, accorda la propria fiducia a Petacchi, rimanendo comunque in attesa di ulteriori eventuali sviluppi».

«SPERO NON MI MANDINO VIA DAL TOUR» - «Mi dispiace per tutta questa vicenda e per la mia squadra, che non c'entra niente. Spero che non mi manderanno a casa, perchè sto faticando tanto, ho fatto tanto per vincere le due tappe e per questa maglia verde». Alessandro Petacchi si è mostrato rammaricato per l'indagine sul doping della Procura di Padova che lo vede coinvolto: ai microfoni della Rai, prima della partenza della 16/a tappa del Tour, il velocista della Lampre ha però spiegato di voler chiarire tutto con i magistrati, respingendo ogni suo coinvolgimento nella vicenda e precisando che si presenterà al pm il prossimo 28 luglio, una volta rientrato in Italia dopo il Tour de France. «Purtroppo non si può mai stare tranquilli - ha continuato il corridore spezzino - succede sempre qualcosa. Non mi era stato detto niente - ha concluso - forse per lasciarmi tranquillo in questo Tour. Ma il pm sta indagando su di me ed ora voglio parlare con lui per capire che cosa è successo. Andrò da lui il 28, non appena rientro dal Tour. Se fosse stato trovato qualcosa a casa mia non sarei qui».

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • cippalippa22/07/2010 00:23:51
    Ma questi signori non si vergognano neanche un pò già lo hanno pizzicato una volta adesso un avviso di garanzia ma per favore.
    ma cè ancora qualcuno che crede in questo sport? tutti in miniera a spalare carbone bisognerebbe mandarli.....
     
     
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