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Petrucci: «La Schiavone nella storia dello sport italiano»

Francesca Schiavone, tennista italiana
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© Foto REUTERS
 
Il presidente del Coni euforico dopo la vittoria della tennista azzurra: «Vincere in Francia dà sempre più gusto ai nostri successi»
TORINO, 5 giugno -  «Oggi Francesca Schiavone entra di diritto nella storia dello sport italiano. Il successo al Roland Garros la incorona nel "gotha" del tennis mondiale e regala al tennis azzurro il primo immenso trionfo al femminile in un torneo del Grande Slam». Il presidente del Coni Gianni Petrucci esprime così la sua soddisfazione per un successo di così grande prestigio internazionale. «Francesca - prosegue Petrucci - ci ha regalato emozioni indescrivibili, è stata brava durante tutto il match e per questo voglio manifestarle i sentimenti di orgoglio e di sincera riconoscenza dell'intero sport italiano per il raggiungimento di un traguardo costruito con serietà, talento e abnegazione. La Schiavone rappresenta l'emblema della crescita e della forza del nostro movimento femminile e merita questo successo perché ha dimostrato di credere nelle sue qualità, a testimonianza anche della lungimirante programmazione della Federazione, con in testa il Presidente Binaghi, che ora può giustamente celebrare questo trionfo, 34 anni dopo quello di Panatta, e 50 anni dopo quelli di Pietrangeli».

«NESSUN RISULTATO SENZA SACRIFICIO» - «Nessun risultato nella vita - conclude il presidente del Coni - si ottiene senza sacrificio. E poi, per noi italiani, vincere in terra francese dà sempre un gusto particolare alle nostre vittorie: basti pensare ai tanti epici risultati dello sport azzurro ottenuti in Francia, come l'Italia di Pozzo nel '38, i Tour de France di Coppi e Bartali e i due europei dell'Italbasket, per citare alcuni significativi esempi».

LA TELEFONATA - Il Presidente del Coni, Gianni Petrucci, si è messo in contatto telefonico con Francesca Schiavone subito dopo la vittoria al Roland Garros. «Francesca complimenti, oggi hai fatto piangere di commozione tutti gli italiani che ti hanno seguita in diretta davanti alla tivu», ha detto Petrucci alla tennista azzurra che ha subito replicato: «Grazie presidente, grazie delle parole che mi ha riservato, ma sappia che anch'io sto ancora piangendo di felicità...».

REGIONE LOMBARDIA - La Regione Lombardia darà un riconoscimento ufficiale a Francesca Schiavone che oggi ha vinto il Roland Garros. L'assessore regionale allo Sport, Monica Rizzi, ha voluto farle i complimenti per il risultato «storico che rende orgogliosi in particolare tutti i tifosi lombardi». «Una vittoria - ha sottolineato in un comunicato in cui annuncia anche l'arrivo del riconoscimento ufficiale della Regione - che il nostro tennis nazionale attendeva da sempre: per la prima volta la regina del Roland Garros è finalmente italiana».  «La Regione Lombardia e il presidente Roberto Formigoni assegnino il Premio Rosa Camuna a Francesca Schiavone. Donna e atleta lombarda che ha commosso e riempito d'orgoglio tutti gli italiani facendo sventolare il tricolore e suonare l'Inno di Mameli in uno dei templi dello sport mondiale». Lo afferma l'onorevole Viviana Beccalossi, deputata bresciana del Pdl, che ha ricoperto per otto anni l'incarico di vicepresidente della Regione Lombardia, commentando la vittoria della Schiavone a Parigi. «Sono appassionata di tennis e lo pratico a livello dilettantistico. Quindi per me - conclude Viviana Beccalossi - la soddisfazione è doppia. Sarebbe giusto insignire Francesca Schiavone della Rosa Camuna, il riconoscimento che premia le donne lombarde che si sono contraddistinte positivamente nella propria attività quotidiana. Di certo non mancherò, qualora la Giunta decidesse di assumere questa decisione, alla consegna del meritato riconoscimento».

LA PROPOSTA -  «Ci auguriamo di cuore che il Presidente Napolitano voglia fregiare Francesca Schiavone del titolo di Commendatore della Repubblica». L'auspicio viene dall'Italia dei Valori, ed in particolare dalla responsabile nazionale sport dell'Idv, Luisa Rizzitelli. «È un'impresa, e ora Francesca Schiavone è nella storia del tennis mondiale - continua l'esponente del partito di Antonio Di Pietro -. Oggi ci ha regalato, vincendo il Roland Garros, un altro straordinario successo dello sport italiano. Al lavoro e ai risultati già eccellenti della nazionale femminile, la Schiavone aggiunge un trionfo che è frutto di una vita dedicata allo sport». «Però bisogna cominciare a lavorare in modo serio - aggiunge la responsabile sport dell'Idv - per qualificare giuridicamente i tantissimi atleti che, solo formalmente, non sono professionisti. Non è più comprensibile che campionesse come Francesca Schiavone, ma insieme a lei nomi come Josefa Idem, Federica Pellegrini e tante altre e altri che vincono e vivono di sport per una vita, siano per lo Stato e per lo sport italiano delle dilettanti e dei dilettanti. E sarebbe bello che a cambiare le cose siano le vittorie delle donne come Francesca». La quale oggi, con il successo a Parigi, ha incassato un assegno di un milione e mezzo di euro: se non è professionismo questo...

PAPÀ SCHIAVONE -  «Tutta la sua carriera ha questo sapore, quello del successo, ma questa è l'apoteosi». Così, Francesco Schiavone, papà di Francesca commenta al telefono con l'Ansa la vittoria della figlia al Roland Garros, prima italiana nella storia ad alzare un trofeo dello Slam. Una vittoria raggiunta con il sacrificio e la grinta tipica del suo tennis e del suo carattere, forgiato in anni di battaglie sui campi di mezzo mondo fino a portarla in cima a Parigi. «Dopo il primo turno, difficilissimo, l'ho vista molto bene - ha proseguito papà Francesco, dalla casa di Bornato in Franciacorta - poi, superate la Kirilenko e la Wozniacki, ho pensato che con la Dementieva se la potesse giocare». «In finale - ha proseguito - mi sono detto: se riesce a imbrigliare il dritto della Stosur ce la fa». E Francesca c'è l'ha fatta, nonostante un passaggio a vuoto in avvio di secondo set «perché quando è sul ciglio del burrone sa salvarsi. Sente molto la partita e una flessione fisiologica può succedere: forse in passato non avrebbe tirato fuori il carattere che ha sempre avuto, ora si». Il carattere, fondamentale in ogni competizione, «è un patrimonio personale ma anche questione di scuola, di mentalità e di cultura che bisogna trasmettere già ai bambini». Lo dice Francesco Schiavone, il padre della tennista italiana che oggi ha conquistato il Roland Garros. «Ma fuori - aggiunge - si deve essere la persona più buona del mondo, l'importante non è partecipare ma "uccidere" l'avversario in campo», - ha proseguito -, avere quello che gli americani definiscono "killer instinct". E Francesca lo ha nel Dna l'istinto del predominio: il leone lo ha ha e non si costruisce». Vinto il Roland Garros, salita al sesto posto del ranking mondiale, per la Schiavone si apre ora la corsa ad altri titoli dello Slam, magari già a Wimbledon. «Non ho la palla di vetro» scherza papà Schiavone, che lascia aperta la porta anche a buone prestazioni su superfici diverse dall'amata terra rossa. «Non sono convinto che la terra sia la sua superficie preferita. Quando era piccola giocava molto serve and volley: il punto si costruisce da fondocampo ma certe caratteristiche restano». Rimasto in Italia insieme alla moglie Luiscita, originaria del Bresciano, papà Schiavone ha festeggiato la vittoria della figlia tra le mura domestiche subito raggiunte da amici festanti. «Ho visto la partita insieme a moglie - racconta ancora -. Siamo in Franciacorta, appena finito il match sono arrivate 50 persone con 10 bottiglie di spumante. vedere tutta quella gente è stata una emozione quasi più forte della vittoria del Roland Garros».

FORMIGONI - 
«A nome del Governo regionale e della gente di Lombardia ringrazio Francesca e tutta la federazione del tennis italiano»: così il presidente della Regione, Roberto Formigoni, ha commentato in una nota la vittoria di Francesca Schiavone al Roland Garros. Meno sobrio il suo commento su Facebook: «Ti ringraziamo - ha scritto - sei grande, grande, grandissimaaaaaaaaaaaaaaaaaa». «Prosegue - ha aggiunto invece nella nota - la settimana d'oro dello sport lombardo. Prima Ivan Basso ha riportato tra noi la maglia rosa, oggi Francesca Schiavone ha di nuovo fatto innamorare i lombardi di uno sport dal sapore antico e sempre affascinante».

NAPOLITANO CHIAMA, SCHIAVONE ONORATA - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, da Torino, dove si trova in visita, ha telefonato alla tennista Francesca Schiavone congratulandosi con lei per la vittoria al torneo Roland Garros. La telefonata del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano «è stata un'onore». Lo ha detto Francesca Schiavone rispondendo ai cronisti dopo la sua vittoria al Roland Garros di Parigi. «Il presidente - ha aggiunto - mi ha fatto i complimenti, mi ha detto di godere di questo momento, che è un onore per l'Italia». Di questo ha concluso, «sono molto felice e onorata. Spero di offrirvi altri momenti cosi».

COMUNE MILANO - Dopo l'annuncio di un riconoscimento dalla Regione Lombardia, arriva per Francesca Schiavone - che oggi ha vinto il Roland Garros - anche l'annuncio che riceverà l'Ambrogino d'oro, il premio più prestigioso del Comune di Milano. «Siamo felici ed orgogliosi per la straordinaria e storica vittoria della nostra concittadina - ha commentato il sindaco Letizia Moratti insieme all'assessore allo Sport Alan Rizzi - Attendiamo Francesca a Milano, a Palazzo Marino, per conferirle l'Ambrogino d'oro e festeggiare nella sua città, con i suoi sostenitori, questo grandioso risultato».

CRIMI: «COMPLIMENTI FRANCESCA» -  «I miei complimenti a Francesca Schiavone: oggi pomeriggio ha suonato il pianoforte davanti a tutta Parigi, come faceva da ragazza a Milano». Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo sport, Rocco Crimi, si congratula con Francesca Schiavone per il successo al Roland Garros: «Penso sia uno dei traguardi più significativi degli ultimi anni per lo sport italiano - dice Crimi -. Lo dico perché questa è una vittoria inedita in uno sport disabituato alle finali, e una vittoria popolare: mi fa piacere che la partita fosse visibile in diretta anche sulla Rai». La Schiavone, secondo il sottosegretario, «partendo da un campo in cemento, ha dimostrato a tutti che la volontà si può realizzare il sogno di una vita». Crimi fa poi i complimenti anche alla Federazione italiana tennis: «Un angolo della Coppa è anche del presidente Binaghi e del ct Barazzutti. Francesca non sarebbe arrivata a questo risultato senza una squadra di Fed Cup unita e competitiva al massimo livello».

BARAZZUTTI - Francesca Schiavone «è entrata non solo nella storia del tennis ma dell'intero sport italiano»: lo ha detto Corrado Barazzutti, allenatore della neo campionessa del Roland Garros. «È tra i più grandi sportivi che abbiamo mai avuto in Italia - ha aggiunto Barazzutti intervistato da Supertennis -. e un esempio per tutti i nostri giovani, fuori dal comune»". Per il capitano non giocatore della Fed Cup, la Schiavone oggi «ha fatto le cose giuste». «Ha giocato - ha spiegato - una palla sempre diversa dall'altra e ha saputo fare pressione e paura all'avversaria», ha concluso. Per Nicola Pietrangeli, che di Roland Garros ne ha vinti due, la milanese incoronata a Parigi è stata invece «grandissima e straordinaria».

PELLEGRINI - «Ora sei inebriata, quando è passata capirai cosa hai fatto: e capirai che sei nella storia dello sport italiano». Arrivano dalla Sierra Nevada i complimenti di Federica Pellegrini a Francesca Schiavone, da donna a donna, da vincente a vincente. «Voglio mandare tutti i miei complimenti a Francesca - il messaggio inviato dall'olimpionica di nuoto dagli Stati Uniti - anche se non ho potuto vedere la sua finale per i miei allenamenti in altura». «Quando vinci una cosa così importante, all'inizio non assapori neanche quel che hai fatto - aggiunge la Pellegrini - Poi ti godi il momento che è tutto tuo, e ti rendi conti che sei entrata nella storia dello sport italiano»

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • PSOUSA6605/06/2010 18:31:21
    il solito papavero che esce fuori a cose fatte!
  • freddyfe05/06/2010 18:16:44

    Molto bene i complimenti da tutte le parti, ma sinceramente non mi piace che in un momento storico per il tennis italiano bisogna puntualizare che si tratta della responsabile dello sport dell'Idv o della regione Lombardia..... e l'Italia intera a gioire per la Schiavone!!!!!
     
     
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