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Così nasce modello Juve: «Più vinci meno ti fai male»

Bertelli e Sassi, insieme a Julio Tous, sono il cuore della preparazione atletica della squadra bianconera: «Antonio vuole aggressività anche per studiare i video. Il training check raccoglie e analizza tutti i dati degli allenamenti in telemetria. Meno infortuni senza coppe? Vero a metà. Più vinci, più sei sereno e meno ti fai male. Per lui si devono attaccare palla, campo e avversari La novità: sedute uguali dai pulcini alla prima squadra»

Così nasce modello Juve: «Più vinci meno ti fai male»© LaPresse
VINOVO - Bertelli e Sassi, insieme a Julio Tous, siete il cuore della preparazione atletica della Juve di Conte. Come siete organizzati e cosa avete cambiato a Vinovo? Sassi: «Siamo un gruppo affiatato, ognuno con proprie competenze. Bertelli è il primo preparatore, il più stretto collaboratore di Conte con il quale elabora gli allenamenti. Lo spagnolo Julio Tous è l’esperto della forza e lavora in palestra con macchine innovative. Io infine seguo e coordino il Training Check , una delle novità che abbiamo introdotto. Si tratta di elaborazione dati, analisi e report. Lavoriamo in stretta connessione e siamo al servizio di Conte per sviluppare il suo metodo».

Che cos’è il Training Check?
Sassi: «È una struttura a supporto dell’intera società. Una grande novità voluta fortemente da Marotta. Monitoriamo tutti gli allenamenti dalla prima squadra ai bambini, in modo da portare avanti lo stesso tipo di allenamento, ovviamente con carichi diversi in proporzione all’età. Tutto sotto controllo con meccanismi di telemetria che quotidianamente scaricano dati nel mio computer».

Una sorta di scuola Ajax applicata alla preparazione atletica invece che alla tattica.
S.: «Il paragone ci sta. I vantaggi sono tanti. Un esempio? Quando un giovane viene aggregato alla prima squadra si trova meno spaesato: a cambiare è solo l’intensità, ma soprattutto si uniforma un metodo e si porta avanti».

Come si può descrivere il "metodo Conte"?
Bertelli: «È un metodo misto: molto pallone, ma anche esercitazioni senza e lavoro in palestra. Sarebbe lungo da spiegare, se vogliamo sintetizzarne la filosofia si può dire che tutto è orientato all’alta intensità, ad aggredire sempre quello che si fa. In partita, ovviamente, ma anche in allenamento o pure visionando un video. Conte cerca di sviluppare questa aggressività agonistica perché venga applicato al massimo il suo calcio».

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Guido Vaciago
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