Per l'amichevole con la Costa d'Avorio ci sarà anche Balotelli
TORINO, 6 agosto - Oggi si fa l’Italia. La Nuova Italia, quella di Cesare Prandelli; quella profondissimamente diversa dalla Vecchia Italia di Marcello Lippi; quella che ha l’ingrato compito di tirarsi su dopo essere caduta giù, in basso, che più in basso non si poteva nemmeno in ammollo; quella che la gente vorrebbe ri- amare come ha fatto in Germania nel 2006, quattro anni fa che sembrano un secolo.
FILOSOFIA - Oggi nasce la Nazionale dei presunti ex reietti: Antonio Cassano e Mario Balotelli, che Dio gliela mandi buona, ma anche dell’italianissimo Amauri e magari persino del “ tedesco” Christian Molinaro, perché il neo ct comincia a sperimentare uomini e cose adesso per poi fare sul serio a settembre, quando dovrà affrontare due gare di qualificazione per l’Europeo contro Estonia e Far Oer. L’amichevole contro la Costa d’Avorio a Londra serve per prendere confidenza con un mondo diverso, per scremare il gruppo, per instillare una filosofia differente rispetto al passato. Prandelli ora lavora sulla quantità, sembra un alchimista con i suoi alambicchi: deve capire, soppesare, valutare, infine scegliere. Il gruppo è necessariamente allargato e necessariamente ci sono facce ignote. Tra i portieri il bolognese Emiliano Viviano, aspettando che Gigi Buffon guarisca, mentre si insinua la zazzera tagliata di Marco Storari alle spalle del palermitano Salvatore Sirigu. E in difesa? Il milanista LucaAntonini, forse il bianconero Marco Motta, persino il doriano Daniele Gastaldello nella lista delle liste, con le conferme di Giorgio Chiellini, Leonardo Bonucci, Christian Maggio. Rispunta Mattia Cassani, spera Salvatore Bocchetti. Parola d’ordine: largo ai giovani.
RICCHEZZA - La condizioni fisiche non brillanti di Andrea Pirlo aprono uno spiraglio al doriano Andrea Poli, ancorché sottile, sottilissimo. Per restare in casa Samp, sicura invece la presenza di Angelo Palombo, così come quella di Claudio Marchisio, Simone Pepe, altri reduci sudafricani, e di Daniele De Rossi. In avanti c’è ricchezza: detto di Cassano e Balotelli, e di Amauri, riecco Marco Borriello e Fabio Quagliarella, con l’incognita di Alberto Gilardino, pure lui in condizioni non eccezionali e dunque in bilico. Il modulo è variabile: dal 4- 2- 3- 1 al 4- 3- 1- 2, la flessibilità tattica di Prandelli è fuori discussione anche se, alla resa dei conti, valgono solo i risultati.
RIFLESSIONI - Al netto di qualche sorpresa che può cavare dal cilindro il ct al momento di diramare le sue prime convocazioni, la Nuova Italia trasuda Juventus con spruzzate di Samp e di Napoli. Inevitabile l’osmosi tra i sopravvissuti del Mondiale e i gli innesti “ generazionali” per avviare il ricambio auspicato dal presidente Giancarlo Abete. I propositi sono buoni, la tolleranza nei confronti della gestione Prandelli un dovere sindacale, intuiremo strada facendo quanto inciderà la presenza federale di Arrigo Sacchi, Roberto Baggio e Gianni Rivera i padri putativi azzurri chiamati al capezzale di un movimento in piena crisi.
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