Il nuovo azzurro alla vigilia della sfida con la Costa d'Avorio: «Il brasiliano mi è sempre piaciuto, è il centravanti giusto per le mie squadre. Pazzini e Gilardino? Li conosco bene, per loro ci sarà di nuovo spazio in nazionale. Cassano e Balotelli possono essere i leader di questa squadra. Se avranno i comportamenti giusti, saranno degli esempi da seguire per i compagni»
LONDRA, 10 agosto - «Cassano e Balotelli possono essere punto di riferimento per questa nazionale: ho parlato con loro e ho capito che sentono questa responsabilita». Lo ribadisce Cesare Prandelli, a poche ore dal suo esordio sulla panchina degli azzurri stasera in amichevole con la Costa d'Avorio. «Mi seguiranno 54 milioni di ct? Mi fa piacere, vuol dire che non sono solo ma in buona compagnia» ha detto Prandelli ai microfoni di Bruno Gentile, nella consueta intervista alla Rai nell'ambito dell'accordo di esclusiva tra Federcalcio e tv pubblica.
«Mi rendo conto che mi siedo sulla panchina che è stata di Lippi, Bearzot e Pozzo, e non è da tutti, ma è un'avventura che voglio affrontare con serenità». A proposito degli stati d'animo, il ct ha descritto anche quelli di Cassano e Balotelli: «Antonio è più tranquillo dopo il matrimonio. Mario affronta un probabile trasferimento in Inghilterra e chissà non sia un modo per assumersi delle responsabilità. In ogni caso tutti e due, se avranno i comportamenti giusti, possono essere punti di riferimento azzurri».
Sono loro due i giocatori che tutti vogliono, ma Prandelli precisa che le scelte sarebbero state identiche anche senza la pressione dell'opinione pubblica: «Li avrei chiamati comunque, non ho avvertito nessuna pressione». Ci sono però anche altri giocatori che Prandelli attende con interesse. «Pirlo è un giocatore su cui puntare sempre - ha detto l'allenatore - ha personalità e qualità ed è difficile trovare uno con le sue caratteristiche. Amauri mi è sempre piaciuto, fa giocare bene la squadra, è il centravanti giusto per le mie squadre. Ma Gilardino e Pazzini li conoscevo già, in futuro rientreranno in nazionale». Infine la sorpresa: «Presto per parlare degli eredi di Buffon, ma la concorrenza tra i portieri e il loro valore tecnico mi ha sorpreso».
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