Corini sicuro: «Con questo Palermo volo»
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© Foto Pegaso
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TORINO, 5 marzo - Dopo aver guidato per vent’anni le sue squadre dettando i tempi in mezzo al campo, Eugenio Corini si prepara a guidarene altre da una panchina. E da buon futuro allenatore, anche nella Tuttosport League piazza in campo una squadra perfettemente equilibrata, tranne che sul piano cromatico: il rosanero del Palermo domina su tutti gli altri colori. «Ho voluto premiare il momento straordinario di una squadra in condizioni psicofisiche eccezionali e che mostra grande qualità di gioco. Ho visto il Palermo con la Juve a Torino: ha disputato un secondo tempo impressionante».
Si aspettava una stagione così dai rosanero?
«Sapevo che il Palermo era un’ottima squadra, ma dopo le difficoltà iniziali non mi aspettavo un ritorno a questo livello. Come il Napoli, però, dopo il cambio di tecnico anche i rosanero hanno cambiato passo. Nello Squadrone ho schierato le ali del Bayern e altri campioni come Higuain, che sta facendo cose straordinarie, ma avevo la tentazione di schierare tutta la squadra di Rossi... Anche per una questione di cuore: sono molto legato alla società e alla tifoseria».
Pensa che in futuro il Palermo possa inserirsi nella lotta per lo scudetto?
«Quello che sta facendo è già straordinario. L’ultimo gradino è il più difficile da salire perché la disparità di budget con le grandi è notevole. Se però il Palermo riesce a raggiungere la Champions quest’anno e non vende i pezzi pregiati, in tre o quattro anni può costruire una squadra in grado di lottare per lo scudetto o per piazzarsi con continuità tra le prime quattro. Ha in rosa giocatori giovani e fortissimi: Kjaer è già un grandissimo difensore e Pastore, che ha colpi straordinari, se non si accontenta può diventare un vero crack».
Parliamo dello scudetto di quest’anno: Milan e Roma possono lottare con l’Inter?
«Guardando la rosa nerazzurra direi che è molto difficile. Sarà decisiva Roma-Milan di domani sera, certo che l’Inter a Udine ha mostrato uno strapotere fisico e tecnico impressionante. I nerazzurri sono cresciuti molto come spirito di squadra: possono arrivare in fondo anche in Champions».
La Juve è stata la grande delusione del campionato: perché?
«La Juve ha una rosa importante e ha fatto una bella partenza. Però era una squadra costruita per giocare col rombo e quando sono arrivati i primi risultati negativi c’è stata un po’ di confusione nella ricerca di un’alternativa. In più i bianconeri hanno subito una quantità impressionante di infortuni, che hanno penalizzato le scelte di Ferrara. Il fatto che giocatori importanti come Diego e Melo dovessero inserirsi ha complicato le cose».
Mercoledì non si è vista un’Italia entusiasmante con il Camerun. Cosa si aspetta dagli azzurri al Mondiale?
«In amichevole lasciamo sempre a desidare, ma quando inizia la competizione facciamo bene. Lippi conosce alla perfezione il gruppo storico e sta valutando le alternative: mi è piaciuta l’idea di provare la difesa a tre. Sono convinto che in Sud Africa saremo protagonisti. Le rivali saranno le solite: Brasile e Spagna davanti a tutte, poi Inghilterra, Germania e Argentina. Però mi piacerebbe se tra le prime quattro arrivasse il Sud Africa o un’altra squadra africana».
Lei, anche se per la panchina, ha scelto Balotelli. Lo porterebbe al Mondiale?
«Questo dipende dall’allenatore, che deve pensare anche al gruppo e non solo alle qualità dei singoli. Quelle di Balotelli sono straordinarie, ma come Pastore anche lui ha margini di miglioramento enormi. Se non si accontenta del talento che gli ha donato la natura può diventare un campione assoluto: e io tifo per lui visto che è nato a Palermo e d’adozione è bresciano come me».Sergio Baldini