Roma, 4 dic. (Adnkronos/Ign) - Rispetto per le prerogative del capo dello Stato ma anche per la volontà degli elettori. Il Pdl fa quadrato dopo le polemiche per le dichiarazioni del coordinatore del partito Denis Verdini all'indirizzo del Quirinale.
"Da parte nostra non viene e non verrà mai meno il rispetto che dobbiamo al presidente della Repubblica e alle sue prerogative", ha detto, in una nota, il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. Quanto alla richiesta di dimissioni rivolta al premier, ''ovviamente Berlusconi non farà questo favore al terzo polo e tanto meno alla sinistra".
Nella situazione politica che si è creata, secondo Cicchitto, "nel più pieno rispetto delle prerogative del capo dello Stato, ma anche tenendo conto della sovranità degli elettori e delle posizioni di alcune forze politiche assai importanti quali il Pdl e la Lega, le uniche alternative possibili sono: o la tenuta del governo Berlusconi, con tutti gli arricchimenti programmatici anche derivanti dalle proposte delle forze sociali e con qualche disponibilità a prendere in considerazione le modifiche possibili e accettabili della seconda parte della Costituzione e della stessa legge elettorale, oppure le elezioni anticipate".
Va al contrattacco il portavoce nazionale del Pdl Daniele Capezzone. "Se c'è qualcuno che ieri ha leso le prerogative del Quirinale, è il presidente della Camera, il quale ha indebitamente annunciato che non vi saranno elezioni - ha detto Capezzone - Detto e ribadito questo, il Pdl ha rispettato, rispetta e rispetterà sia il capo dello Stato sia la volontà popolare, manifestata in modo inequivocabile a favore di Silvio Berlusconi nel 2008, nel 2009, e ancora pochi mesi fa nel 2010. E questo ha ieri detto il coordinatore del Pdl Verdini".
Anche la Lega prende di mira Fini. ''Verdini non doveva dire quella frase nei confronti di Napolitano e ha anche giustamente chiarito che non voleva mancare di rispetto al capo dello Stato - ha detto il presidente dei senatori della Lega Federico Bricolo -. Detto questo, ognuno ha il suo ruolo: il Parlamento, il governo e il presidente della Repubblica. E questo deve valere per tutti, anche per il Presidente della Camera Fini che ha l'obbligo di svolgere la sua funzione in modo super partes e non da capo partito''.
Dal Pd interviene Marina Sereni. "Berlusconi e i suoi sodali come Verdini non hanno ancora capito che l'Italia è stufa dei loro comizi, dei loro insulti, delle loro menzogne, della loro protervia", ha dichiarato la vice presidente dell'assemblea nazionale del Pd.
L'Udc respinge "con forza la politica degli insulti''. ''Ci auguriamo che Berlusconi non scelga l'Aventino e la smetta con le sue solite litanie elettorali", ha detto il segretario nazionale dell'Udc Lorenzo Cesa invitando a ''rimboccarsi le maniche'' per ''dare vita a un governo di responsabilità nazionale''.