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Daniele Silvestri: "Col mio 'Scotch' metto insieme questa Italia amara"

Daniele Silvestri: "Col mio 'Scotch' metto insieme questa Italia amara"
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Quindici brani per un lavoro durato quasi quattro anni

Roma, 25 mar. - (Adnkronos) - C'è l'attualità e ci sono i sentimenti, c'è il momento dell'ironia e quello dell'invettiva, c'è il coraggio e c'è la resa. Ma soprattutto c'è tutta la passione di Daniele Silvestri per la musica in 'S.C.O.T.C.H', il nuovo album in uscita il 29 marzo su etichetta Sony Music. L'acronimo del titolo, che richiama il brano-manifesto dell'album 'Lo scotch', è stato oggetto di un gioco di Silvestri con i fan, a cui è stato chiesto di proporre delle interpretazioni: "Le più belle -spiega Silvestri- le ho messe nel libretto dell'album. Le mie preferite sono: Settuagenario Cavaliere Offre Tenda Con Harem e Sembrerebbe Coincidere Oggi Tokio Con Hiroshima".

Il nuovo album è frutto di un lavoro durato quasi quattro anni: "Per fortuna ho potuto lavorare con i tempi necessari. Ho scritto più di 30 canzoni ed il lavoro più difficile è stato proprio quello di selezione, finito solo nelle ultime settimane. Inevitabile che guardandomi intorno in questi ultimi anni sia stato colpito dall'attualità, spero però di non esserne rimasto schiacciato. Ma non posso negare una visione amara del nostro Paese", sottolinea l'autore.

L'album contiene quindici brani prodotti e arrangiati dallo stesso Silvestri e registrati, in presa diretta, con la band con cui ha costruito tutta la sua storia musicale live ma anche con numerosissime e sorprendenti incursioni amichevoli di colleghi musicisti e non. Insieme a Daniele, alla chitarra e al pianoforte, Piero Monterisi alla batteria, Maurizio Filardo alle chitarre, Gianluca Misiti alle tastiere, Gabriele Lazzarotti al basso e Ramon Josè Caraballo alla tromba e alle percussioni, hanno preso parte al disco moltissime guest star.

Con Silvestri nel disco ci sono anche: Niccolò Fabi che, insieme a Daniele, scrive e canta 'Sornione'; Raiz che irrompe in un rap irriverente al termine di 'Precario è il mondo'; Gino Paoli che presta la sua voce ne 'La Chatta', una libera e divertente trasposizione dell'originale 'La Gatta'. "Quella con Gino Paoli è stata la collaborazione più sorprendente: lo avevo chiamato sperando di avere l'ok per la mia 'rivisitazione' de 'La Gatta' e invece mi è arrivata anche la proposta di una partecipazione. Un grande regalo".

Ma di collaborazioni nel brano ce ne sono tante altre: Diego Marcino divide la stesura del testo e del cantato con Daniele in 'Acqua che scorre' e partecipa insieme a Pino Marino ai cori di 'Cos'è sta storia qua' e de 'L'appello'; Bunna, voce di Africa Unite, canta 'in lontananza' in 'Lo scotch' e Peppe Servillo e Andrea Camilleri, voci recitanti nello stesso brano; i Solis String Quartet aggiungono i loro archi in 'Ma che discorsi' e 'In un'ora soltanto'; Stefano Bollani accompagna al pianoforte l'ultimo brano 'Questo paese'. "La cosa che mi ha fatto più piacere è che abbiano accettato tutti. Nessuno mi ha detto di no e questo non era scontato", ammette Silvestri.

Al centro dell'album, c'è lo ''scotch''. "E' un po' il baule -spiega l'autore- in cui ho un po' messo tutto quello che c'è nel disco. Anche dal punto di vista musicale, visto che ad ognuno dei musicisti ho chiesto di lasciare un segno nel disco". Il brano insomma è una sorta di sintesi del disco: attraverso uno stile più cinematografico che di forma-canzone, 'Lo scotch' riproduce appieno la totale libertà che si respira nell'intero album che accoglie e raccoglie sperimentazioni, riflessioni, giochi e ''divertissement'' di ogni genere con la collaborazione attiva di amici artisti che sono passati in questo disco, lasciando qualcosa di sé, un saluto, un omaggio.

Infine, c'è lo scotch usato nella foto di copertina: qualcosa che trattiene e che impedisce di andar via, al contrario di ciò a cui Daniele sembra aspirare in alcuni dei brani dell'album. A cominciare da Le navi, un semplice piano e voce, che dà subito un'impronta molto forte degli umori legati all'attualità che animano l'album: ''che salpino le navi/si levino le ancore/ si gonfino le vele/ verranno giorni limpidi e dobbiamo approfittare/ di questi venti gelidi del greco e del maestrale''. Gli stessi umori che ritroviamo in 'Precario è il mondo', brano presentato durante l'ultima puntata della trasmissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano ''Vieni via con me'': '' il mio lavoro è roba piccola, fatta di plastica/ che piano piano mi modifica, mi ruba l'anima/ dice "il lavoro rende nobili" - non so può darsi/ sicuramente rende liberi di suicidarsi''.

C'è poi il rifacimento di 'Io non mi sento italiano', uno degli ultimi brani scritto da Giorgio Gaber. "Anche la presenza di questo brano la devo a Fazio e Saviano che mi hanno chiesto di cantarla nella mia prima apparizione a 'Vieni via con me'. E' un piccolo testamento che Gaber ci ha lasciato e che è bello che continui a vivere. E' un brano di straordinaria attualità e mi sembrava perfetto anche come contraltare ai festeggiamenti dei 150 anni dell'Italia", aggiunge Silvestri.

L'attualità politica viene fuori in tutta la sua forza in 'Monito(r)', dove Silvestri, servendosi di un improvvisa virata rock, avvia una riflessione sul ruolo del Presidente della Repubblica ''chiuso nel suo studio/ chissà che cosa fa/ il Presidente medita sul ruolo che oggi ha/ in mano un'arma scarica la penna che ratifica/ la mano trema il cuore frena/ però alla fine firmerà/ il Presidente firmerà''. "C'è un irriverenza anche un po' adolescenziale. L'ho scritto nei mesi in cui molti di noi avevano dei dubbi sulla capacità del presidente di svolgere con una certa forza il suo ruolo. Col senno di poi -aggiunge Silvestri- mi viene da dire che forse c'aveva visto lungo e sapeva che il momento caldo sarebbe venuto più avanti, come si è visto in queste settimane".

Ne 'L'appello', poi, Silvestri trova l'equilibrio nell'unire uno scanzonato stornello ad un testo di cui il protagonista è Salvatore, fratello del giudice Borsellino ''questo è un appello/ io sto cercando in giro mio fratello/ scomparso all'improvviso a fine luglio/ ' mezzo a un bordello/ e con addosso sembrerebbe solo un piccolo borsello''. A chiudere l'album, ricongiungendosi concettualmente con l'inizio, è 'Questo paese': ''la grandezza di questo paese/ non è più nelle piazze, non e' nelle chiese/ non è Roma di marmi fontane e potere/ né Milano tradita da chi se la beve/ non è Genova o Taranto signore del mare/ non è Napoli e questo è perfino più grave''.

Ma sono anche le dinamiche di coppia a fare da perno al disco di Daniele che al tema dedica 'Fifty-Fifty', 'Acqua stagnante', 'Ma che discorsi' e 'In un'ora soltanto'. "Come nella vita, anche nella musica lo spazio per i sentimenti c'è sempre. Il fuori e il dentro non possono scindersi: non si può né guardare solo a se stessi né guardare solo al mondo fuori, sennò si perdono prospettive e giuste distanze", dice Silvestri che il 21 maggio dal palasport di Andria (BT) partirà col nuovo tour, prodotto da Cose di Musica. Dopo la prima data pugliese, lo spettacolo di Silvestri nel corso dei prossimi mesi toccherà le principali città italiane, le cui date saranno comunicate prossimamente. La partenza del tour in Puglia nasce nell'ambito di Puglia Sounds, il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale regionale.

Infine, una battuta sullo sciopero del mondo dello spettacolo, rientrato dopo l'annuncio del governo del reintegro del Fus: "Ora che mi dicano che si è risolto tutto con un po' di tasse sulla benzina mi viene da ridere".