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Doping, arrestati vigilantes al Centro Coni

Doping, arrestati vigilantes al Centro Coni
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© Foto Liverani
 
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Quattro guardie giurate che lavoravano all'Acqua Acetosa di Roma fermate dai Carabinieri per spaccio di sostanze stupefacenti
ROMA, 26 luglio - I Carabinieri hanno arrestato giovedì scorso quattro vigilantes di un'azienda privata che lavoravano al centro di Medicina dello Sport "Giulio Oresti" del Coni all'Acqua Acetosa per spaccio di sostanze stupefacenti: a uno dei quattro sono state sequestrate sostanza dopanti. «Lo spaccio, principalmente di hashish e cocaina - hanno fatto sapere i Carabinieri, che hanno agito nel quadro dell'indagine del sostituto procuratore Leonardo Frisani della Direzione distrettuale antimafia di Roma - si sarebbe consumato oltre che presso le rispettive località di residenza anche nel posto di lavoro. Tre dei vigilantes arrestati avrebbero, infatti, effettuato anche alcune cessioni presso la guardiola in cui prestavano servizio, operando alcune consegne con l'uniforme di servizio, certi che tale espediente li avrebbe salvaguardati da eventuali controlli di polizia. All'atto dell'esecuzione delle ordinanze e delle contestuali perquisizioni sarebbe, peraltro, emerso il possesso da parte di uno di essi anche di sostanze dopanti, mentre il quarto italiano tratto in arresto sarebbe stato sorpreso in possesso di 70 grammi circa di hashish e di strumenti atti al confezionamento». Tre dei quattro, inoltre, utilizzavano i telefoni del Coni per ricaricare i propri cellulari e quelli di altre persone. «Nel corso delle indagini - continua il comunicato dell'Arma - sono stati complessivamente operati sei arresti e recuperati circa mezzo chilo di sostanza stupefacente, un migliaio circa di euro in contanti e materiale da confezionamento e taglio».

CONI PARTE CIVILE - Nella vicenda, il Coni si considera parte lesa e si costituirà parte civile contro i quattro vigilantes. I quattro lavoravano per la Tvs, società che aveva vinto un appalto per il Coni. All'interno del centro "Giulio Onesti" ci sono impianti sportivi utilizzati da varie federazioni e il laboratorio antidoping. Nell'ambito dell'Acquacetosa, ma con un ingresso separato e indipendente dalla guardiola della porta carraia dove lavoravano i vigilantes, ha sede l'Istituto di medicina e scienza dello sport del Coni, dove si svolgono le visite mediche per gli azzurri, come è stato per la squadra olimpica. Tre dei quattro arrestati, inoltre, utilizzavano i telefoni del Coni per ricaricare i propri cellulari e quelli di altre persone.
 
 
 
 
 

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