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Niente Olimpiadi: la boxeur ha il seno rifatto

Niente Olimpiadi: la boxeur ha il seno rifatto
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La Blewden fermata dalla federazione inglese a causa del silicone
ROMA, 16 febbraio - L'ex modella inglese Sarah Blewden, 25 anni, dovrà accantonare il sogno di partecipare come pugilatrice alle Olimpiadi, dove la boxe femminile potrebbe entrare fin da Londra 2012. L'avvenente parrucchiera di Poole non potrà infatti continuare l'attività sul ring, intrapresa con buoni risultati due anni fa, perché la federazione di boxe dilettantistica britannica, secondo quanto scrivono (anche nell'edizione online) i quotidiani 'Mirror' e 'Telegraph', le ha imposto il divieto di praticare questo sport «in quanto le regoli internazionali vigenti - ha spiegato ai giornali il presidente federale Tony Attwood - ne proibiscono la pratica per chi, come la Blewden, si è fatta impiantare nei seni delle protesi al silicone: i colpi presi potrebbero danneggiarle, e sarebbe troppo pericoloso».

L'INTERVENTO - La ragazza, che nel 2003 si è sottoposta ad operazione di chirurgia plastica per farsi aumentare di due taglie i seni, garantisce che 'questa storia non finirà qui', e minaccia di portare il suo caso davanti alla magistratura ordinaria e sportiva (Tas di Losanna compreso). "Per tanti anni nel pugilato le donne sono state discriminate - ha detto al 'Mirror' e al 'Telegraph' - al punto che non ci era permesso di praticare questo sport. Ora c'è questo nuovo ostacolo, ma io andrò avanti perchè così altre donne che, come me, hanno il seno al silicone non avranno lo stesso problema e potranno fare le pugilatrici». «E poi questa storia è ridicola - ha aggiunto la Blewden -. Il chirurgo mi ha sempre detto che i miei seni non mi rendono più vulnerabile rispetto ad altre donne. E poi non sono mica enormi, ma ben proporzionati. Si tratta di protesi a base di gel. In ogni caso, pur di continuare a salire sul ring, sarei ben contenta di sottopormi ad una nuova operazione per riparare gli eventuali danni al mio seno». La federboxe britannica, scrive il Telegraph, ha ammesso di aver cercato di ovviare al problema cercando di sviluppare un nuovo tipo di reggiseno protettivo che potesse permettere alle ragazze con il seno 'artificiale' di praticare il pugilato, poi però la ricerca è stata abbandonata per mancanza di fondi.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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