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Freire vince la Milano-Sanremo in volata

Freire vince la Milano-Sanremo in volata
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© Foto REUTERS
 
Lo spagnolo della Rabobank: «Ho vinto facile»
SANREMO (IMPERIA), 20 marzo - Per 297 chilometri e mezzo è stato sornione, sempre a contatto con gli altri big ma senza farsi notare. Negli ultimi 500 metri, però, Oscar Freire ha dettato la sua legge dello sprint e fatta sua per la 3/a volta la Milano-Sanremo mettendo in riga Tom Boonen e Alessandro Petacchi che, come gli altri azzurri (cinque nei primi dieci) ha lottato molto ma invano. Pioggia e vento hanno messo pepe alla gara e sporcato i ciclisti come alla Parigi-Roubaix. Ma non hanno cambiato il tradizionale finale all'ultimo colpo di reni. E, letale come nel 2004 e nel 2007, lo spagnolo ha corso una volata perfetta, partendo a ruota di Bennati (primo a scattare, ma 5/o alla fine) e poi passando sull'esterno davanti a Petacchi, che ha sofferto la confusione nell'ultima curva, e Boonen, che per l'ottava volta torna da Sanremo senza gloria. "Stavolta ho vinto facile. Ero l'unico in corsa ad aver già vinto due volte questa classica, ma la stampa non mi citava nemmeno fra i favoriti, chissà dove mi metteranno l'anno prossimo...", sorride soddisfatto al traguardo Freire, 34 anni, che in palmares avrebbe anche tre mondiali ma in effetti, dopo una Tirreno-Adriatico senza lampi, non era in cima ai pronostici sebbene fosse temuto dai rivali.

Dalla cima del Poggio, dopo 270 km con continui attacchi tentati, Liquigas, Quickstep, Acqua e Sapone, Lampre e Sky hanno iniziato a fare tattica per scortare i vari Bennati, Boonen, Paolini, Petacchi ("ho perso ma ho fatto una grande Sanremo") e Boasson Hagen, norvegese di 22 anni in testa ai favori della vigilia. Mentre, pur senza gregari della Rabobank al suo fianco, Freire li ha messi tutti in riga. "È la mia quarta vittoria in stagione ma di certo è la più bella perchè, anche se avevo la gamba buona, è stata molto dura", spiega Freire, che come gli altri 198 al via ha dovuto presto fare i conti con umidità e pioggia. Specialmente sulle strade viscide del Turchino: in salita sono caduti in una quindicina senza conseguenze; in discesa il brasiliano Fischer (Garmin) si è rotto una clavicola mentre se l'è cavata con una foratura l'inglese Mark Cavendish, campione in carica ma in cattive condizioni e protagonista di una giornata da dimenticare, vissuta sempre in seconda fila. Poteva essere da incorniciare, invece, quella dei tre (Ratti, Piemontesi e Caccia) partiti in fuga pochi secondi dopo il via e ripresi dopo 203 chilometri. Altre scosse arrivano poi da Ginanni che si lancia lungo le 25 curve della discesa della Cipressa, o dal francese Offredo attacca per primo la salita del Poggio, ripreso da Garzelli che aggredisce la pendenza contro vento per lanciare Paolini. È destino, però, che la Milano-Sanremo finisca con un testa a testa. Pozzato parte subito ma non ha la gamba. Dietro di lui sbuca Freire e alza le braccia al cielo dando una lezione a Boonen ("contro un Oscar così è impossibile") e Petacchi ma soprattutto al giovane Boasson Hagen, scintillante alla Tirreno-Adritico. "È fortissimo, ma questa è la corsa che conta: la generazione nuova arriva, ma noi vecchi ci siamo ancora", sorride lo spagnolo che pone il traguardo finale della sua carriera non in questa stagione (che è la sua 13/a) ma in quella successiva: "E vincerò anche la prossima Sanremo".


 La terza volta di Oscar Freire al traguardo della Sanremo è in volata, anche se Tom Boonen e Alessandro Petacchi, rispettivamente secondo e terzo, non hanno potuto nulla contro lo scatto finale dello spagnolo. « - dice il trionfatore della Classicissima, ai microfoni Rai - stavolta ho vinto facile. In questa stagione ho fatto cinque volate e ne ho vinte quattro, ma questa è la più importante». Già primo nel 2004 e nel 2007, Freire è rientrato stavolta in gruppo nei chilometri finali per preparare lo sprint vincente: «Avevo la gamba buona - ha concluso lo spagnolo - ma con la pioggia e il vento era diventata una gara davvero difficile».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • jeanpi2321/03/2010 21:30:30
    Complimenti ad Oscar, che come sempre è stato impeccabile, peccato per Petacchi e Pozzato che ci hanno provato in tutti i modi, complimenti a Boonen ed a Modolo, mentre da bocciare completamente è l'atteggiamento di Bennati che ha sacrificato la squadra senza aver alcun risultato.
  • Fenrir20/03/2010 20:10:42
    complimenti...sei un grande, poche balle....
     
     
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