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Meneghin: «Sarò 'Caronte' fino a elezioni»

Dino Meneghin
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© Olycom
 
Il nuovo commissario della Federazione: «Ruolo difficile»
TORINO, 30 settembre - «Dino Meneghin avrà tutti i poteri di un presidente federale». Inizia con queste parole di Gianni Petrucci la nuova avventura dell'ex pivot azzurro, nominato commissario della Federazione italiana di pallacanestro in seguito alle dimissioni del presidente Fausto Maifredi. «È un monumento del basket italiano- ha spiegato il presidente del Coni- vogliamo dimostrare che un grande atleta può essere un grande dirigente. L'ho convinto facendogli capire che in questo particolare momento del basket italiano c'era bisogno dell'aiuto di tutti e che era giunto il momento di restituire quello che il basket ha dato a lui. Meneghin avrà tutti i poteri di un presidente federale, per dare al basket quella giusta spinta di rinnovamento»

IL TRAGHETTATORE - Deciso e tranquillo è apparso Meneghin: «Mi sento come il Caronte della situazione e vedo il basket come un grande vascello, come l'Amerigo Vespucci. Un bellissimo vascello dove tutti sono importanti. Il mio compito è quello di portare un nuovo capitano a questo vascello» Sulle prossime elezioni federali ha poi detto: «Vorrei fossero espressione delle idee e non degli uomini. Vorrei una grande attenzione al movimento giovanile, al movimento arbitrale. Gradirei proposte da tutti, da leghe, giocatori e comitati e non solo critiche. Vorrei proposte costruttive e fattibili. Recalcati? È una persona che stimo, un grande uomo che conosce il movimento dalla a alla z. Per me è una persona indispensabile e mi auguro che mi possa affiancare in questi mesi». Sui motivi che lo hanno spinto ad accettare ha risposto con una battuta: «Sono stato sempre refrattario a incarichi politici perchè preferisco il lavoro di campo a quello di palazzo. Ho accettato l'incarico per non sentire più le telefonate di Petrucci alle 7 del mattino... Ma più seriamente perchè ho capito che il basket aveva bisogno dell'aiuto di tutti. Le difficoltà le troverò gia nella prima riunione: in questo momento mi sento un pò come se fossi alla notte prima degli esami o nell'anticamera del dentista mentre dall'altra parte senti il rumore del trapano». Su una sua possibile candidatura alla presidenza federale ha invece detto: «Non penso di essere la persona adatta a fare il presidente a tempo pieno, ma rimarrò sempre disponibile per chi verrà eletto». Meneghin ha poi concluso parlando degli italiani all'estero, precisamente di quelli impegnati in Nba: «Dobbiamo fare capire che la maglia azzurra non è un onere ma un onore, sono sicuro che per la prossima estate avremo tutti i nostri campioni».
 
 
 
 
 

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