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Il Giro in Austria, dove Roche diventò... Merckx

Il Giro in Austria, dove Roche diventò... Merckx
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© Foto Liverani
 
Il Giro abbandona l'Italia per fare una capatina in Austria, con arrivo a Mayrhofen
MAYRHOFEN, 14 maggio - Dopo aver vestito di rosa l’abruzzese Danilo Di Luca al termine della tappa che saliva sull’Alpe di Siusi, il Giro d’Italia del Centenario ha abbandonato il Bel Paese per fare una capatina in Austria, con arrivo a Mayrhofen e partenza il giorno successivo dall’austera Innsbruck. Nella terra dei grandi campioni dello sci - il cosidetto Wunderteam - vorrei parlarvi di un corridore irlandese che nel 1987 proprio in questa Nazione diventò... Eddy Merckx. Sto parlando dell'irlandese Stephen Roche, un onesto corridore che nel 1987 diventò irresistibile, realizzando un exploit che era riuscito soltanto al grande Cannibale fiammingo (nel 1974) in tutta la storia del ciclismo: primo al Giro d’Italia, al Tour de France e al Mondiale su strada nello stesso anno. Dolpo aver vinto la Corsa Rosa in seguito a un mezzo tradimento perpetrato ai danni del compagno di squadra Roberto Visentini (entrambi correvano nella Carrera, ma il bresciano era capitano, avendo vinto il Giro dell’anno precedente), Roche seppe ripetersi nella Grande Boucle, dove rischiò il collasso al termine della tappa alpina di La Plagne prima di regolare lo spagnolo Pedro Delgado nella classifica finale. Forte di quei due straordinari successi, il simpatico Stephen si presentò al Mondiale di Villach - prima città importante dopo Tarvisio, a due passi dal confine italiano - addirittura nelle vesti di buon gregario di Sean Kelly, illustre cacciatore di classiche e irlandese anche lui. Ma al momento buono, va in fuga con altri temerari e conserva una sola ruota di vantaggio sul nostro Moreno Argentin, che tentava il bis dopo l’exploit di Colorado Springs 1986. Roche entrava così negli annali come il solo, dopo Merckx, in grado di trionfare al Giro, al Tour e al Mondiale dello stesso anno. Un campione di simpatia, ma anche un campione di furbizia.

Paolo Viberti
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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