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Kohl accusa: «Al Tour 2008 tutti dopati»

Kohl accusa: «Al Tour 2008 tutti dopati»
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© Foto REUTERS
 
«Corsa da annullare. Ma non hanno avuto il coraggio»
VIENNA, 9 giugno - L'Epo Cera preso prima del Tour 2008 («Una parte dei ciclisti era convinta che questa Epo non sarebbe stata trovata»), l'autoemostrasfusione iniziata nel 2005 e proseguita durante la Grande Boucle dello scorso anno, la classifica della stessa corsa da annullare del tutto («Ma non avrebbero mai il coraggio»). Sono alcuni dei passaggi dell'intervista-confessione rilasciata al quotidiano francese “L'Equipe” dell'ex corridore austriaco Bernhard Kohl, risultato positivo all'epo dopo un controllo antidoping al Tour de France 2008 (due anni di squalifica). Il 25 maggio il ventisettenne della Gerolsteiner ha per questo deciso il ritiro dall'attività.

«Nell'agosto del 2007 ho subìto un primo prelievo di sangue destinato a essere utilizzato per il Tour 2008 - ha detto Kohl -. Poi un secondo a novembre. Un litro per volta. Avevo quindi a disposizione due litri per il luglio 2008. Il mio sangue è stato preparato, i globuli separati dal plasma, codificati e congelati». Ma l'autoemostrasfusione è proseguita anche durante il Tour: «Sparivo per venti minuti, non di più. Nessuno notava niente. La prima trasfusione dopo la sesta tappa, la seconda prima dei Pirenei, l'ultima prima delle Alpi».

Kohl ricorda quando ha iniziato questa pratica: «Ho cominciato nel 2005, con il laboratorio austriaco Humanplasma - ha detto -. Ho fatto il Tour (2007, ndr) senza veramente beneficiare di un protocollo dopante di alto livello. È per il 2008 che è stato deciso che avrei meritato il top del top. Con una vera pianificazione». Proprio per il Tour di quell'anno Kohl ha avuto a disposizione «quattro sacche di sangue da 0,5 litri ognuna. Niente altro. C'erano troppi controlli a sorpresa. Quindi niente testosterone, a parte della caffeina, pseudo-efedrina, analgesici. L'epo, l'insulina, ne prendevo prima, non durante».

Per Kohl - e qui viene la parte veramente interessante dell’intervista - tanti altri ciclisti sarebbero potuti risultare positivi e per questo addirittura la classifica del Tour dovrebbe essere annullata. «Quando ho appreso che l'Agenzia francese antidoping avrebbe proceduto a nuove analisi dopo il Tour, ho accusato il colpo. E ho cercato di rassicurarmi: “Ok sono morto, ma tutti saremo morti!”. Molti ciclisti sarebbero stati presi. Cosa avrebbero dovuto fare le autorità francesi? Annullare la classifica completa del Tour? Mi sono detto che non avrebbero mai osato. E invece abbiamo pagato soltanto in tre (in realtà quattro, visto che oltre a Kohl sono risultati positivi anche l'italiano Riccò, lo spagnolo Beltram e il colombiano Dueñas, cui in seguito si è aggiunto il tedesco Schumacher, ndr): ho la convinzione che i primi dieci della classifica avrebbero potuto essere positivi».

Alla domanda del perché sia stato trovato positivo nonostante “un protocollo dopante con una vera e propria pianificazione”, Kohl ha risposto: «Una gran parte dei ciclisti erano convinti che questa epo non poteva essere trovata: l'ho avuta da un altro ciclista, me la sono iniettata da solo tre giorni prima del Tour. Nella mia testa ero tranquillo».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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