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Vasseur replica a Kohl: «Porta le prove»

Vasseur replica a Kohl: «Porta le prove»
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© Foto Liverani
 
L’austriaco aveva accusato: «Nel Tour 2008 tutti dopati»
PARIGI, 10 giugno - «La sua è la posizione di qualcuno che prova a discolparsi: porti delle prove, se ne ha che le metta sul tavolo». Le accuse lanciate da Bernhard Kohl non potevano restare senza repliche. La risposta alle dichiarazioni dell'ex corridore austriaco della Gerolsteiner è arrivata da Cedric Vasseur, presidente dell'Associazione internazionale dei corridori. Kohl è risultato positivo all'Epo Cera dopo un controllo antidoping al Tour de France 2008 rimediando due anni di squalifica: per questo il 25 maggio ha deciso di ritirarsi.

LE ACCUSE - In un'intervista rilasciata a L'Equipe lo stesso Kohl ha rivelato le sue pratiche dopanti (tra le altre cose l'autoemostrasfusione iniziata nel 2005 e proseguita durante il Tour 2008 e l'epo Cera preso prima del Tour 2008). Ma non solo. Perché Kohl ha anche accusato dei suoi colleghi: «Ho la convinzione che i primi dieci della classifica sarebbero potuti risultare positivi. Annullare la classifica completa del Tour? Mi sono detto che non avrebbero mai osato».

DIFESA DISPERATA - «Comprendiamo il suo modo di difendersi - la risposta di Vasseur affidata all'Afp - che senza dubbio è stato deciso dai suoi avvocati. Ma le sue sono accuse gravi che non possono restare senza un seguito. Difficile pensare ai rivali di Kohl che gli mandano degli sms per dirgli cosa stanno facendo». Per Vasseur le parole di Kohl sono sensazioni e niente altro: «È forse quello che lui pensa, ma serve che porti delle prove. Se le ha, le metta sul tavolo». Sulle accuse ai primi dieci della classifica del Tour ha detto: «Il problema è che soltanto lui è risultato positivo tra i primi dieci. Tira in ballo l'Uci e l'agenzia francese antidoping, ecc... È la posizione di qualcuno che cerca di discolparsi dicendo che gli altri fanno come lui. Prima di lui, questa strategia era già stata usata da altri corridori che erano nella stessa situazione».

ACCUSE INGIUSTE - «Forse Kohl - ha proseguitoVasseur - considerava di aver bisogno di usare sostanze proibite per entrare nei primi dieci, ma non può permettersi di tirare in ballo il lavoro degli altri corridori, compresi quelli che sono finiti dietro di lui nelle tappe di montagna. È grave, ingiusto». Vasseur ha quindi chiesto che siano tolti sospetti sulle prestazioni provocati dalle dichiarazioni di Kohl, se dovesse venir dato credito all'austriaco, che ha riconosciuto di doparsi dall'età di 19 anni. «Bisogna dare una garanzia al pubblico, agli sponsor ma anche ai corridori. È legittimo».

IMBROGLIONE - Sulla vicenda è intervenuto anche l'ex ciclista francese Laurent Fignon, vincitore del Tour nel 1983 e nel 1984. «Kohl è un caso particolare - ha detto all'emittente radiofonica francese Europe 1 -. È un corridore senza qualità, che non ha mai vinto niente. Vediamo che dai 19 anni ha iniziato a imbrogliare per vincere».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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