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Doping, blitz Gdf: indagato anche Rebellin

Doping, blitz Gdf: indagato anche Rebellin
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© Foto REUTERS
 
L’indagine a Padova. In carcere l’ex ct della Serbia Nikacevic
PADOVA, 16 luglio - Questa volta i baci galeotti alla cocaina, come nel caso del tennista francese Richard Gasquet, non c'entrano: sono fiale belle e buone, ma soprattutto con pericolose dopanti, quelle sequestrate dalla Guardia di finanza di Padova e che hanno dato un altro scossone al mondo del ciclismo, portando in carcere anche l'ex commissario tecnico della nazionale serba di ciclismo Aleksandar Nikacevic.

L’INDAGINE - Lunghe e complesse indagini, con perquisizioni in 10 regioni e sequestri di migliaia di dosi di prodotti dopanti, hanno consentito di scardinare quella che i finanzieri ritengono essere una organizzazione nella quale c'era posto per tutti, dal cicloamatore dal soprannome che evoca una supervelocità magari artificiale, "Furia", a Nikacevic, attuale direttore sportivo del Partizan Belgrado ciclismo. Con l'ex ct sono state denunciate anche 30 persone, tra cui 12 ciclisti professionisti, quasi tutti di origine italiana, rappresentanti di società farmaceutiche, cinque medici, tre direttori sportivi di team ciclistici e una minorenne. Le ipotesi di reato formulata, a vario titolo, sono ricettazione, commercio, cessione, utilizzo, detenzione e contrabbando di prodotti dopanti.

ANCHE MINORENNI - Gli accertamenti hanno consentito di appurare che le richieste che si incrociavano (a "Furia" venivano chieste "due coppie di ruote" per avere farmaci Epo), ma soprattutto che le pratiche di doping erano effettuate anche su atleti minorenni con il consenso dei genitori: lo dimostrerebbero le intercettazioni audio-video in uno studio medico. Nel corso delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Padova, sono emersi anche i nomi di direttori sportivi, ciclisti professionisti e medici, tutti indagati per contrabbando e ricettazione di farmaci dopanti, tra i quali il Cera (Continuous erythropoietin receptor activator), l'eritropoietina, la somatotropina, l'Igf, l'insulina, il testosterone, steroidi ed anabolizzanti di vario tipo, la gonadotropina, corticosteroidi e altri prodotti dopanti.

LA SVOLTA - Secondo gli investigatori Nikacevic avrebbe avuto un ruolo centrale nella fornitura di questo genere di farmaci a ciclisti professionisti e dilettanti in Italia. Il caso più recente in cui sarebbe coinvolto è quello di un ciclista al quale è stata trovata insulina nascosta sotto al letto della sua camera d'albergo alla vigilia del Campionato Italiano professionisti su strada, svoltosi a Imola il 28 giugno 2009. A dare la svolta alle indagini sarebbe stato però il sequestro di 11 fiale di eritropoietina omeopatica, trovate a casa di un indagato. Le successive perquisizioni nella sede di una casa farmaceutica produttrice della sostanza, hanno permesso di sequestrare 83 flaconi contenenti la diluizione madre e il principio attivo originario di eritropoietina e della somatotropina, che avrebbero consentito la illecita produzione di ben 10 mila fiale di analoghi farmaci dopanti.

ANCHE REBELLIN - Ci sarebbero anche i nomi di Davide Rebellin e Marco Ghiselli tra quelli dei 30 indagati. Secondo quanto filtra da ambienti vicini all'inchiesta, altri nomi coinvolti sono quelli di Donato Giuliani, direttore sportivo della Hadimec, squadra che ha cinque corridori tra gli indagati: Ghiselli, appunto, Julian David Giraldo Munoz, Daniele Ricci, Americo Novembrini e Armando Camelo. Ai nomi del ciclismo che conta gli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Benedetto Roberti, sono arrivati attraverso la collaborazione piena di Emanuele Sella, il quale ha ricostruito i passaggi del doping dal ct serbo, poi riscontrati dagli uomini delle fiamme gialle. Le indicazioni investigative hanno portato a individuare anche in Simone Mori, general manager della squadra Aeronautica militare-Amica chips-Knauf il fornitore del famigerato cera, l'eritropoietina di ultima generazione ai corridori della squadra, Francesco Rivera e Mateo Priamo. A differenza della posizione giudiziaria di Sella, che ha patteggiato una pena ridotta proprio per le ammissioni sulla propria posizione e la fattiva collaborazione con gli investigatori, le responsabilità di molti degli indagati sono ancora da valutare compiutamente.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • dinross17/07/2009 08:16:35
    Che delusione, non mi sarei mai aspettato che anche Rebellin fosse caduto nel fango del doping. Adesso giù con la mannaia e castigare senza pietà tutti quelli che hanno fatto i furbi. Però questo rigore, devrebbe riguardare non solo il ciclismo, ma anche il calcio...ma purtroppo si sa bene che non è cosi.
     
     
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