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Terribile caduta per il belga Weylandt. È morto

Terribile caduta per il belga Weylandt. È morto
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© Foto Liverani
 
Inutile il massaggio cardiaco, sul posto ambulanza ed elicottero
RAPALLO (GENOVA), 9 maggio - È morto Wouter Weylandt, il corridore belga di 25 anni caduto a 20 km dalla fine della 3/a tappa del Giro d'Italia.

IL DRAMMA - Il belga della Leopard-Trek è caduto a una ventina di chilometri dal traguardo della terza tappa in un tratto in discesa. Il corridore è rimasto immobile a terra, gli è stato praticato il massaggio cardiaco ed è arrivata l'ambulanza. Il corridore è rimasto immobile a terra, dalla televisione si è visto il suo volto insanguinato. I medici hanno cercato di rianimarlo, senza successo. Al momento sconosciuta la dinamica dell'incidente. I soccorritori hanno subito tagliato il cinturino del casco. È stato chiamato l'elicottero del 118 che è partito da Genova e si sta portando sul posto dell'incidente.

LA TESTIMONIANZA - Il medico del Giro d'Italia, Giovanni Tredici, ha confermato la morte di Wouter Weylandt, il corridore belga di 25 anni caduto a 20 km dal termine della terza tappa, con arrivo a Rapallo. «Siamo arrivati immediatamente - ha riferito Tredici -, eravamo dietro al suo gruppo. Era in stato di incoscienza, con una frattura della base cranica e con il massiccio facciale compromesso. Dopo 40 minuti di massaggio cardiaco abbiamo sospeso la rianimazione, d'accordo con il 118, perchè non c'era più nulla da fare».

L'INDAGINE - Il sostituto procuratore di Chiavari Francesco Brancaccio ha dato il nulla osta per il trasferimento del corpo di Wouter Weylandt, il corridore belga di 25 anni morto in seguito alla caduta avvenuta a 20 km dalla fine della terza tappa del Giro d'Italia, all'ospedale di Lavagna dove saranno eseguiti gli esami autoptici. Sulla morte del ciclista verrà aperta un'indagine che chiarisca la dinamica dell'incidente.

STOP AL CERIMONIALE - Lo spagnolo Angel Arcos Vicioso (Androni Giocattoli ha vinto la terza tappa del 94/o Giro d'Italia di ciclismo, da Reggio Emilia a Rapallo di 173 km. Lo scozzese David Millar (Garmin-Cervelo) è la nuova maglia rosa del Giro d'Italia. Al termine della drammatica terza tappa il britannico si è piazzato secondo e adesso ha sette secondi in classifica su Vicioso, vincitore di oggi. Gli organizzatori del Giro hanno deciso di annullare il cerimoniale della terza tappa dopo il gravissimo incidente a Weylandt. Il direttore del Giro Angelo Zomegnan: «Abbiamo la coscienza a posto, in nessun posto al mondo ci sono le nostre attrezzature. Possiamo sono stare in silenzio, oggi è un giorno triste».

IL CASO - Non doveva correre il Giro d'Italia Wouter Weylandt, il giovane velocista belga morto oggi dopo una drammatica caduta ad una ventina di chilometri dal traguardo della terza tappa. A rivelarlo sono i media belgi, ricordando come il corridore sia stato chiamato all'ultimo momento in sostituzione di Daniele Bennati, il compagno di squadra che si era rotto la clavicola in una corsa in Svizzera. Wouter aveva inoltre annunciato a marzo che sarebbe diventato padre per la prima volta a settembre.

IL DOLORE - «La tragica scomparsa di Wouter Weylandt è un fulmine a ciel sereno che ci lascia sgomenti. Il mio pensiero va prima di tutto ai familiari, ai compagni di squadra, dirigenti e tecnici, alla Federazione Ciclistica Belga, intorno ai quali si stringe tutto il movimento ciclistico come una grande famiglia». Così il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco, parla della tragedia del corridore belga, morto al Giro dopo una brutta caduta. «Siamo tutti colpiti da questo lutto provocato - dice Di Rocco - dall'imponderabile che è sempre in agguato nonostante le misure e i mezzi predisposti per garantire le massime condizioni di sicurezza. Da questo punto di vista l'organizzazione ha fatto quanto era possibile con grande professionalità e tempestività». «Di fronte a una tragedia come questa ogni parola è inadeguata», conclude il presidente della Federciclismo. «Siamo senza parole»: così il presidente della Federazione ciclistica belga, Tom Van Damme, commenta la morte di Wouter Weylandt al giro d'Italia. «Il ciclismo belga è piombato in un lutto profondo - ha aggiunto Van Damme - e il mio pensiero in questo momento va alla famiglia che deve avere molto coraggio».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • nautikuss10/05/2011 08:57:36
    La notizia da shock dovrebbe forse far riflettere. Si dice che il corridore, lanciato in discesa ad una velocità di 70/80 km/h, si sarebbe voltato a guardare gli inseguitori. Con le velocità che ormai si raggiungono grazie all'esaspeazione delle tecnologie, sarebbe anche importante una maggior presa di coscienza dei corridori che non marciano ormai più a "velocità da bici", ma a quelle di una motociletta. A quale motociclista salterebbe in mente di voltarsi a 80 km/h a guardare chi sta dietro?
  • tony5610/05/2011 07:18:17
    CORDOGLIANZE ALLA FAMIGLIA DEL POVERO CICLISTA BELGA
     
     
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