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Mastrangelo: In guerra con Roma

Mastrangelo: In guerra con Roma
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Il centrale: «Ho chiesto al tribunale di reintegrarmi il prima possibile»
ROMA, 23 settembre - Luigi Mastrangelo aspetta. Si allena da solo, in attesa che il tribunale si pronunci sulla sua richiesta di reintegro d'urgenza nella squadra. Quella M. Roma Volley che ha deciso di ripartire dalla A2 e, di conseguenza, ha lasciato partire tutti i suoi campioni. Ma Mastrangelo a quel punto non è riuscito a trovare una squadra che lo rendesse soddisfatto. da lì è partita una querelle tra il giocatore e la società. Querelle che è finita anche in tribunale. «Non so cosa succederà - ha raccontato in una intervista a Sky Sport24 - quello che abbiamo chiesto noi al giudice è di reintegrarmi il prima possibile nella squadra».

"SARA' UNA GUERRA"
- Certo che, anche se fosse reintegrato non sarebbe facile tornare in squadra. C'è il rischio di essere un corpo estraneo, un elemento non voluto. Il timore è di subire una sorta di mobbing: «Provvederà poi il mio legale, che è stato incaricato anche per quello, per cercare, comunque, di evitare queste altre situazioni negative. Sarà una guerra. Onestamente, non volevo trovarmi in una situazione del genere, ma sono stato costretto. Quando la società mancò l'iscrizione all'A1, le squadre nel mio ruolo erano quasi tutte già complete. Mi sono trovato, comunque, a non poter scegliere, ma ad andare nelle neopromosse, che sono squadre che non mi permettevano di lottare per vincere. Oltre a questo, di dimezzarmi quasi il contratto. Questa è una cosa che non potevo accettare».

PRESENTE E FUTURO
- «Fino a che il giudice non emetterà la sentenza non posso allenarmi con nessuno - ha continuato - L'unica cosa che posso fare è il lavoro fisico da solo e basta»ViboTaranto potrebbero essere interessate ad averlo in squadra, ma il suo obiettivo è un altro: «L'idea per ora è quella rimanere a Roma, di giocare lì, per lo meno di allenarmi. Poi, non so se mi faranno giocare o meno, ma questo non è un problema mio». Mastrangelo vede ingiustizia nell'ambiente: «La cosa che mi fa stare peggio è che noi atleti siamo tutelati veramente poco, se non niente, e credo sia il momento giusto per far valere i nostri diritti».
 
 
 
 
 

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