Tuttosport

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Due anni fa la tragedia Sandri. Il padre: «Ora giustizia»

Due anni fa la tragedia Sandri. Il padre: «Ora giustizia»
Vota l'articolo
Si
-
No
-

© Foto Liverani
 
«In questo paese si fa fatica a punire un uomo in divisa»
ROMA, 11 novembre - Sono passati due anni dalla tragedia di Gabriele Sandri. Il tifoso della Lazio è stato ucciso da un colpo di pistola sparato da un agente di polizia in A1, in un'area di servizio vicino ad Arezzo. La vicenda si è conclusa con una condanna a 6 anni per l'agente Luigi Spaccarotella. Il padre di Gabriele, Giorgio Sandri, intervistato da Sky ha raccontato che quel giorno «c'è stato un diverbio fra quattro ragazzi e non 200. Non si è arrivati neanche a uno scontro fisico». Secondo il padre della vittima, «la polizia che era dall’altra parte dell’autostrada ha suonato la sirena e tutto è finito. Gli amici di Gabriele si attardavano perché la macchina non partiva. Erano passati diversi minuti non c'era niente in quell'autogrill. L’agente era posizionato da qualche minuto, ha preso la mira e ha sparato. Se non voleva uccidere non so cosa volesse fare».

«VOGLIO SOLO GIUSTIZIA» - La richiesta di Giorgio Sandri è chiara: «Voglio avere ancora speranza nella giustizia. Voglio giustizia per mio figlio e per la mia famiglia. Ci sono molte manifestazioni in tutta italia per chiedere chiarezza sulla vicenda. In Italia si fa fatica a condannare un uomo in divisa, ma qui non si giudica una divisa ma l'uomo. Dobbiamo avere il coraggio di punire chi si è macchiato di un simile atto».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

CORRELATI

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Commenti

  • 11/11/2009 17:01:09
     
     
    Per poter inserire un commento/articolo devi essere registrato
    Esegui il LOGIN o, se non l'hai ancora fatto, REGISTRATI