Seul, 10 nov. (Adnkronos/Ign) - Il presidente Usa Barack Obama è giunto oggi a Seul in vista del vertice del G20 che inizierà domani. Già arrivati per il summit anche il presidente russo Dmitry Medvedev, il premier australiano Julia Gillard e il presidente sudafricano Jacob Zuma, mentre il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è atteso domani.
Ingenti le misure di sicurezza dispiegate dalle autorità sudcoreane, anche in vista delle migliaia di manifestanti attese nel centro di Seul. Il governo ha mobilitato circa 50.000 agenti di polizia e 10.000 soldati, oltre il doppio delle forze di sicurezza dispiegate per il precedente G20 a Toronto.
Poco dopo l'arrivo del presidente americano, la Casa Bianca ha diffuso una lettera inviata da Obama agli altri leader del G20. Bisogna mettere fine agli "squilibri" che hanno portato alla crisi economica e tutti i "paesi devono fare la propria parte", scrive il presidente Usa. "Se tutti i paesi fanno la propria parte, quelli emergenti come quelli avanzati, quelli con una situazione di deficit come quelli con un surplus, allora tutti avremo i benefici di una crescita pià alta" si legge nella lettera. Gli Stati Uniti "faranno la propria parte", promette poi Obama, per aiutare la ripresa economica e "calmare i mercati" creando posti di lavoro e facendo crescere il consumo.
"Nessun paese può raggiungere da solo il nostro comune obiettivo di una forte, equilibrata e sostenibile ripresa" ha poi aggiunto il presidente americano sostenendo che il mondo ha bisogno di una robusta ripresa americana. "Una forte ripresa che crea lavoro, reddito e spesa è il principale contributo che gli Stati Uniti possono dare alla ripresa globale - scrive ancora Obama - la forza del dollaro poggia in ultima analisi sulla fondamentale forza dell'economia Usa".
Dall'Italia Berlusconi, in una breve conferenza stampa Palazzo Chigi, ha sottolineato: "Sto partendo per Seul, insieme con Tremonti per partecipare al G20. Ci siamo dati come impegno di governo quello di batterci contro la speculazione finanziaria sulle materie prime". In una lettera agli altri leader il presidente del Consiglio afferma: ''Gli effetti devastanti della crisi economica e finanziaria ci hanno già portato a definire riforme di notevole importanza a livello internazionale. Ad ogni modo, la nostra missione non è compiuta e dobbiamo andare avanti con determinazione".
"Al riguardo, vorrei sottolineare - aggiunge il premier - l'importanza di affrontare i temi della speculazione finanziaria e della manipolazione dei mercati, in particolare nei mercati delle materie prime. Si tratta di questioni di cruciale importanza: sono riemerse ampie fluttuazioni nel prezzo delle materie prime, con un rinnovato e preoccupante impatto sui Paesi più poveri, in particolare in Africa. Inoltre, i movimenti nel prezzo del petrolio stanno producendo instabilità economica e finanziaria e rischiano di avere effetti negativi sulla domanda globale e sul livello dei prezzi". "Il vertice di Seul - conclude il presidente del Consiglio - è il momento giusto per prendere le necessarie decisioni".
Secondo l'ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, l'Europa a Seul rischia però di ''presentarsi senza una vera politica comune, senza avere comportamenti cooperativi, lasciando spazio a chi vuole avere un ruolo più forte dal punto di vista mondiale". "In Europa - sottolinea Prodi - c'è la tentazione da parte della Germania di potercela fare da sola, di avere un ruolo più forte. Il rischio però è di avere conflitti tra la stessa Germania e la Francia, senza riuscire però a dare una risposta comune, senza una vera strategia di reazione".
Da parte sua la cancelliera tedesca Angela Merkel ha lanciato, alla vigilia del summit, un monito chiaramente diretto alla manovra da 600 miliardi di dollari della Federal Reserve: ''Nessuno può avere interesse a creare nuove bolle". La Merkel ha aggiunto di aspettarsi al vertice un confronto sulle strategia di uscita dalle misure straordinarie post-crisi: l'obiettivo, ha precisato, è quello di rispondere alla domanda su "quando torneremo a politiche (economiche) che rispecchiano una situazione normale".