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Berlusconi: ''Al governo chi ha perso? Sarebbe rovesciamento della democrazia''

Berlusconi: ''Al governo chi ha perso? Sarebbe rovesciamento della democrazia''
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E conferma il no alle elezioni anticipate

Roma, 31 ott. (Adnkronos/Ign) - ''Sarebbe un rovesciamento della democrazia''. Così Silvio Berlusconi commenta nel libro di Bruno Vespa 'Il cuore e la spada. 1861-2011' in uscita il 5 novembre l'ipotesi di una nuova maggioranza per non interrompere la legislatura. Dice testualmente il presidente del Consiglio: ''Non credo che il presidente della Repubblica potrebbe mai consentire un rovesciamento del risultato elettorale con al governo chi ha perso le elezioni e all'opposizione chi le ha vinte. Sarebbe un rovesciamento della democrazia''.

Berlusconi conferma a Vespa di non volere elezioni anticipate. ''Ci sono ovvie ragioni per sconsigliarle - dice il presidente del Consiglio - In un momento di crisi economica globale come questo, da cui ancora non si è usciti, le elezioni produrrebbero un danno grave al Paese. Si scatenerebbe una campagna elettorale con forti contrasti tra le forze politiche e i cittadini si chiederebbero come mai invece di lavorare per uscire dalla crisi, i signori della politica si occupano solo di litigare fra di loro. Si creerebbe una situazione davvero sconcertante''.

Il premier interviene anche sulla riforma della legge elettorale. Secondo Berlusconi ''il ritorno alle preferenze non farebbe vincere i migliori, ma quelli che hanno maggiori fondi a disposizione, rilanciando una forma di finanziamento della politica che è stata sempre criticata sul piano della legalità''.

Già, ma con il sistema attuale i parlamentari vengono nominati dalle segreterie politiche, obietta il giornalista. ''Non accadeva la stessa cosa con il sistema uninominale precedente? Non erano i segretari di partito che stabilivano di mandare il candidato in un collegio sicuro, in uno incerto o in uno perdente? E comunque l'elettore può decidere il suo voto al partito anche in base alla lista dei candidati presentati. Senza il premio di maggioranza la stabilità dei governi non è assicurata e poi, fuor d'ipocrisia, si sa bene che i partiti mandano in Parlamento, accanto a persone esperte delle diverse materie, altre che oltre che una specifica capacità debbono garantire anche la presenza e il voto in commissione e in Aula. Sono stato criticato per le troppe candidature femminili. Bene, le parlamentari hanno una presenza alle votazioni del 98/99 per cento. Ci sono dei parlamentari uomini che non arrivano al 50''.

Vespa chiede a Berlusconi se gli piacciono i Tea Party lanciati negli Stati Uniti dai repubblicani: ''Il sistema americano mi ha sempre interessato. I due partiti, 'leggeri' fuori dalle stagioni del voto, diventano formidabili organizzazioni di comunicazione durante le campagne elettorali. E noi pensiamo di procedere nella stessa direzione''.