Roma, 3 nov. (Adnkronos/Ign) - ''In politica mai dire mai''. Così il premier Silvio Berlusconi risponde nell'ultimo libro di Bruno Vespa, nel corso di un'intervista rilasciata 10 giorni fa, alla domanda se sia possibile in futuro una nuova alleanza con Gianfranco Fini.
''C'è sempre la speranza - dice il presidente del Consiglio - che tutti gli elettori del centrodestra possano ritornare sotto un'unica bandiera per un vero cambiamento del Paese''. ''Anche recentemente - assicura il Cavaliere - alcuni di loro mi hanno confermato la loro lealtà: 'Stiamo con Gianfranco, ma mai contro Silvio'''.
Non è un modo di mettere Fini alla porta, osserva Vespa, definire le sue posizioni 'assolutamente incompatibili con il Pdl'? ''Non è affatto così - risponde il premier -. Il Popolo della Libertà, lo ripeto per l'ennesima volta, non ha mai messo nessuno alla porta, ma ha subito una scissione che evidentemente era stata preparata da tempo e aspettava soltanto un pretesto per consumarsi. Dunque, non si tratta di un'espulsione, bensì di un'autoesclusione''. E' fallita l'idea del Popolo della Libertà?, chiede ancora Vespa. ''Assolutamente no - risponde Berlusconi -. E tutti insieme abbiamo deciso di continuare sulla stessa linea. La rottura è avvenuta per questioni personali e non politiche''.
Poi rivendica: ''Il Popolo della Libertà è un partito assolutamente democratico e Fini veniva informato regolarmente su tutto quel che accadeva da Ignazio La Russa che lui aveva indicato come 'coordinatore del partito''. Inoltre, ''senza questa rivoluzione politica, difficilmente Fini avrebbe potuto assurgere alla terza carica dello Stato: un risultato che dovrebbe appagare le ambizioni di chiunque''.
Parole di stretta attualità dopo le fibrillazioni di questi giorni. Questa mattina è iniziato a Palazzo Grazioli il vertice dello stato maggiore del Pdl con il presidente del Consiglio. In via del Plebiscito il coordinatore nazionale Pdl Denis Verdini, i capigruppo di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, il vicecapogruppo a Palazzo Madama Gaetano Quagliariello e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti. Nutrita anche la delegazione dei ministri: Renato Brunetta, Altero Matteoli, Ignazio La Russa, Raffaele Fitto, Franco Frattini, Mariastella Gelmini, Michela Vittoria Brambilla, Maurizio Sacconi. Oltre che per preparare la direzione nazionale convocata per domani, il vertice nella residenza romana del premier farà il punto sull'azione di governo e del Popolo della libertà.