Roma, 23 nov. (Adnkronos/Ign) - All'indomani dello sciopero dei lavoratori dello spettacolo, il capo dello Stato torna a parlare di cultura. Non è mortificando la cultura e negandole risorse che l'Italia potrà avviarsi verso un nuovo sviluppo economico e sociale: il presidente Giorgio Napolitano lo sottolinea con convinzione nel corso della cerimonia di presentazione al Quirinale dei premi 'Vittorio De Sica', alla presenza del ministro dei Beni culturali Sandro Bondi. "Dobbiamo discutere seriamente e trovare nuove vie per il nostro sviluppo economico e sociale - premette - ma non troveremo queste vie attraverso una mortificazione della risorsa di cui l'Italia è piu' ricca: la risorsa cultura".
In particolare, Napolitano ribadisce la sua "vicinanza, senza bisogno di ripeterne le ragioni" al cinema italiano e più in generale al mondo dello spettacolo "come parte costitutiva della nostra identità nazionale, come risorsa produttiva, come fattore di prestigio e di attrazione dell'Italia nel mondo". Quindi, rivolto alla platea di registi e attori, rassicura: "Naturalmente, so bene quel che vi inquieta, quel che vi assilla e conosco i motivi della protesta che ieri ha attraversato il Paese".
Il presidente della Repubblica esorta quindi a "sostenere il cinema, il teatro e tutte le realtà dello spettacolo" a "vedere i problemi nel quadro più generale dei problemi della cultura del suo ruolo e delle sue esigenze, nel modo di corrispondervi in Italia nelle condizioni attuali. Il discorso sullo spettacolo, sia come mondo espressivo che come attività economica e industria che ha i suoi ritorni per il Paese, richiede un'attenzione specifica per le gravi difficoltà che sta attraversando e per l'incertezza che pesa sul suo futuro".
Il capo dello Stato ricorda "la regola per me doverosa di tenermi lontano dalla dialettica tra sindacati e governo", per poi considerare "positivo quel che il ministro dei Beni culturali ha dichiarato sulle ragioni della protesta di ieri, sui problemi reali che essa pone; e quel che ha annunciato in materia di ripristino di risorse per il Fondo dello spettacolo e di rinnovo delle misure di incentivazione fiscale".
Tuttavia, Napolitano sottolinea l'esigenza di "una riflessione di fondo e di prospettiva, che si impone e che deve comprendere l'insieme del capitolo cultura e delle risorse pubbliche e private da destinarvi: lo spettacolo e i musei, i siti archeologici e i palazzi storici, i centri urbani e i luoghi paesaggistici; il patrimonio straordinario - sintetizza - che abbiamo ereditato e che abbiamo il dovere di preservare e valorizzare".
Si chiede, a tal proposito, il presidente della Repubblica: "Quale spazio e quale grado di priorità merita la risorsa cultura nella legislazione e nel bilancio dello Stato e delle Regioni, delle istituzioni nazionali e locali, negli investimenti pubblici e nelle donazioni private? E' venuta l'ora di discutere seriamente - conclude Napolitano - guardando a quel che ci aspetta e che ci impegnerà nei prossimi anni, in quanto comunità nazionale".