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Stile Range Rover

Dinamica, sicura, silenziosa: lo stile di marcia è quello tipico Range Rover

Stile Range Rover 
È una vera Range anche da guidare, la piccola Evoque? Nel complesso sì. Nel senso che riesce a trasmettere con efficacia tangibile i valori tradizionali che distinguono il prodotto di lusso firmato Land Rover. Dove lo spazio al dinamismo ed alla sportività devono essere tangibili ma non eccessivi, lasciando pari opportunità di espressione ad altre qualità tra cui il senso di ricca accoglienza e di raffinato relax. Per dire il vero, la 2.2 SD4 Prestige provata in queste pagine parte da una base leggermente più rigida di quanto ci si aspetti, e questo nonostante la presenza dell’assetto regolabile che dovrebbe lasciar più spazio al molleggio in modalità confort; dall’altro lato della bilancia, tuttavia, incide la presenza delle ruote maggiorate da 20 pollici, dal profilo molto ribassato ed altrettanto rigido ( 245/45).
La prima impressione è quella dunque di un’auto dinamica, molto ferma e ben piantata sulle ruote. Il che suggerisce sicurezza e un certo senso di dominio della strada, anche perché la posizione di guida è avvolgente ma comunque rialzata. Il comportamento è assai più raffinato ed incisivo rispetto alla Freelander di origine, con lo sterzo che con pochi tocchi permette significative variazioni di traiettoria e un telaio capace di seguire con fedeltà le linee impostate; solo il ritorno di sterzata è poco marcato, imponendo al conducente di accompagnare attivamente lo sterzo anche in uscita di curva. Con andatura dinamica, ma lontana dagli eccessi, la Evoque corica poco sia in curva sia in frenata, forte tra l’altro di un equilibrio pressoché impeccabile. Alzando invece il ritmo, emerge repentino il sottosterzo in ingresso curva assieme al rollio, entrambi marcati: questo segna il limite piuttosto preciso del veicolo e del progetto dal quale deriva, che tuttavia non punta per scelta all’eccessiva sportività. Dal canto suo, l’assetto regolabile funziona piuttosto bene e apporta una marcata dose di aggressività, ma la regolazione più spinta si traduce in una rigidità notevole delle sospensioni sulle asperità, tale da renderla gradevole e godibile solo quando la guida è realmente “ispirata” e la strada perfettamente levigata. Resta ad ogni modo un’opzione più che consigliata.

Motore, cambio e trazione fanno tutti bella figura. Il primo offre un funzionamento piuttosto raffinato: non troppo rumoroso al minimo, rotondo nell’erogazione e dotato di una “ voce” gradevole anche ai regimi elevati, combina risposte pronte su tutto l’arco di erogazione, muovendo con autorità la massa del veicolo. Tanto che lo scatto da fermo è apprezzabilmente rapido, attorno ai 10 secondi per traguardare i 100 km orari. Il cambio è un sei marce automatico (a richiesta) dal pregevole funzionamento, combinato all’originale selettore di comando a “torretta”. Spostando il comando sulla selezione sport, le marce sono innestate rapidamente e la cambiata è più diretta, con pochi trascinamenti: un comportamento soddisfacente anche in chiave sportiva, giusto un filo inferiore rispetto alle soluzioni tecniche più recenti ( automatici di ultimissima generazione, doppia frizione). Eccellente la resa della trazione 4x4, notevolmente ottimizzata da parte della Casa nonostante la tecnologia con giunto centrale a frizione multidisco pressoché identica di base a quella di altri costruttori, oltretutto integrata dalla raffinata gestione Terrain Response. Che tuttavia richiede al conducente un minimo di informazione per poter essere impiegata con profitto. La pregevole silenziosità di marcia, invece, è immediatamente apprezzabile da tutti e “regala” viaggi di notevole qualità.

Fa più di 17 chilometri con un litro
La Evoque con il turbodiesel da 190 cv è accreditata di una velocità massima di 200 km/h, di un’accelerazione 0-100 in dieci secondi e di un consumo medio di 17,5 km/litro.
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