La libertà espressiva che distingue il design della C- Max si ripresenta puntuale anche nella definizione dell’abitacolo, orientato a un moderno dinamismo: merito di un disegno assai riuscito dei vari elementi di arredo, che combinano un’atmosfera sportiva con le più classiche esigenze di razionalità e confort. La
plancia riprende alcuni temi stilistici già anticipati sulla Fiesta e li esalta con maggiore espressività grazie al disegno “ a corna di toro” che collega una consolle centrale prominente alle estensioni sui due lati, verso i pannelli porta, della struttura principale. Ne deriva un coreografico senso di avvolgenza, senza nulla togliere alla necessaria luminosità d’insieme.
Materiali e finiture – l’allestimento preso in esame è quello più ricco, il
Titanium – sono di buona qualità e includono una piacevole superficie gommata nella porzione superiore; gli assemblaggi appaiono piuttosto curati e solidi. Al di là dello stile,ergonomia e funzionalità sono pienamente della partita, e in particolare la c
limatizzazione risulta studiata con grande cura: l’impianto standard è automatico bizona, di buona funzionalità e le bocchette di aerazione sono praticamente il doppio rispetto alla media: sia lateralmente sia al centro sono infatti presenti doppi diffusori, tutti orientabili o parzializzabili, e allo stesso modo nella porzione posteriore dell’abitacolo non mancano specifiche bocchette, anche qui “ duplicate”.
Semmai si può eccepire che i numeri del display di controllo siano un po’ troppo sottili, dunque non perfettamente leggibili La posizione di guida, dal canto suo, è tra le voci meglio riuscite: si riesce infatti a viaggiare rilassati e avvolti dalla luce avendo nello stesso tempo il pieno controllo della vettura. Il
sedile eccelle per dimensioni e imbottitura, rigida quanto basta ( anche nei supporti laterali) ma mai invadente, mentre le regolazioni complete permettono una facile personalizzazione della postura. Lo stesso
volante, pur lievemente inclinato in avanti, si trova sempre in posizione adeguata, al pari di una pedaliera davvero comoda.
Meno premiante, invece, la visibilità; il muso è sfuggente e appare piuttosto lontano, mentre in coda tolgono luce la linea di cintura a salire combinata al montante posteriore un po’ massiccio. Insomma: i
sensori di parcheggio non sono indispensabili ma certamente molto utili. Anche la
seduta posteriore è confortevole, ma qui il frazionamento 40/ 20/40 del divano consiglia, quando si viaggia in due, di stare verso i lati esterni del divano, trovandosi di conseguenza un po’ a ridosso dei montanti; lo spazio per le gambe è adeguato, a patto di regolare i sedili anteriori non tutti indietro: si spazia infatti da 9 a 33 cm.
Comodi i tav
olini reclinabili, così come la presa 230V, che però ha un sovrapprezzo. Ottimale, per la luminosità che conferisce all’abitacolo, il grande tetto in cristallo, completato da un’efficace schermatura elettrica ma — come sempre più spesso accade in questi casi — non apribile. Il
vano di carico ha una capienza paragonabile a quella delle concorrenti: non enorme eppure più che adeguata per le esigenze di carico di una famiglia in vacanza, oltre che per il trasporto occasionale di colli lunghi; se si opta per il ruotino di scorta in luogo del kit di riparazione si perde qualcosa in volume utile, che scende da 471 a 432 litri. Soglia di carico quasi a filo ( solo 11 cm di bordo), presenti presa 12V, ganci laterali appendiborse e occhielli di fissaggio. -