Il motore ecoboost spinge come un diesel
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Cambio, freni e sterzo permettono anche una guida divertente.
La linea aggressiva,specie nella parte anteriore, l’assetto poco cedevole e una reattività ai comandi non usuale per una berlina da famiglia di questa categoria, rivelano l’aspirazione della Ford a rivolgersi a un’utenza che richiede anche una guida più coinvolgente rispetto alla maggior parte delle concorrenti, Golf inclusa. La Focus, per certi versi, potrebbe rappresentare addirittura un’alternativa meno dispendiosa – seppure di caratura inferiore – all’Alfa Romeo Giulietta. Il motore sovralimentato da 150 cv, grazie al turbo a bassa inerzia, raggiunge la coppia massima già a 1600 giri e la mantiene fino a 4000 giri. In più, quando si affonda l’acceleratore, per qualche istante c’è la funzione overboost che, tra i 1900 e i 3500 giri, innalza il picco da 240 a 270 Nm: la traduzione nella realtà di questi numeri è che questa Ford può essere guidata come una diesel, perché si muove con grande rapidità anche se ci si limita a utilizzare bassi regimi e marce alte. Rispetto a un motore a gasolio, però, sono maggiori le possibilità di allungo, perché la potenza massima viene erogata a 5700 giri. Insistere oltre è controproducente, perché il motore non ha regostato, lazioni sportive e non dà particolari soddisfazioni all’avvicinarsi della zona rossa, però sa assecondare volonterosamente qualche escursione sportiva. Lo sterzo, con servoassistenza elettrica, ha una demoltiplicazione ridotta rispetto alla vecchia Focus e ne derivano risposte molto rapide che danno una gradevole sensazione di incisività, anche se rimane una certa leggerezza che limita la sensibilità. Il cambio a sei marce è preciso e contralazioni sportive e non dà particolari soddisfazioni all’avvicinarsi della zona rossa, però sa assecondare volonterosamente qualche escursione sportiva. Lo sterzo, con servoassistenza elettrica, ha una demoltiplicazione ridotta rispetto alla vecchia Focus e ne derivano risposte molto rapide che danno una gradevole sensazione di incisività, anche se rimane una certa leggerezza che limita la sensibilità. Il cambio a sei marce è preciso e contrastato, con una piacevolezza di uso che aumenta mano a mano che cresce la velocità dei comandi. Sia la leva che il pedale della frizione richiedono uno sforzo leggermente superiore alla media, ma non al punto da affaticare. I freni potenti e, soprattutto, poco sensibili alla fatica, infondono tranquillità e fiducia sia quando si viaggia carichi, sia quando ci si vuole togliere qualche soddisfazione, magari su una strada di montagna, e il sistema di gestione della stabilità è abbastanza permissivo e permette qualche libertà più della norma prima di intervenire su alimentazione e freni. Come già anticipato, la Focus è ben piantata sulle ruote, rolla e beccheggia poco e offre una palpabile sensazione di controllo. Sulle sconnessioni dell’asfalto marcate, piuttosto che sui dossi rallentatori, può sembrare un po’ rigida, ma nell’uso normale, sulle superfici regolari tipiche delle nostre strade, non ha problemi di assorbimento, digerisce tutto il necessario e mantiene una compostezza che la rende piacevole e precisa, se non addirittura divertente.