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Gallinari: «Con le mie mani esalto New York»

Gallinari: «Con le mie mani esalto New York»
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© Foto REUTERS
 
Intervista esclusiva al nostro asso protagonista in Nba
NEW YORK, 22 gennaio - Alla prima stagione vera, dopo l’operazione alla schiena, il Gallo canta eccome a New York. Pietra miliare del futuro. I super numeri (14,8 punti, 5 rimbalzi il 40,8% da 3 che nelle 9 partite di gennaio è salito al 44,2) non indicano l’impatto sui Knicks di Danilo Gallinari. Atteso stanotte all’esame dei Lakers e di Kobe Bryant. Gallo, siamo a metà stagione, provi a tracciare un bilancio. «Positivo, in genere. Salvo l’inizio perché non mi piace perdere tante partite. Stia­mo migliorando, crescendo, dobbiamo ele vare la soglia della nostra attenzione. Soprattutto in difesa».

Lei, intanto, si è conquistato un ruolo da uomo guida. Persino dai momenti in cui Mike D’Antoni la fa riposare, lo si capisce.
«E’ vero, mi sento un giocatore importan te. Ed è bellissimo. Sinceramente non me l’aspettavo. Ed ero contento lo stesso di stare bene. Credo che tutto sia dovuto al la possibilità di allenarmi. E poi, giocando bisogna provare a fare un po’ di tutto. Io ci metto la voglia e la grinta».

In attacco è già un faro, in difesa?
«Non penso di essere a posto in attacco, devo perfezionare tanti dettagli e impe gnarmi perché emerga anche la mia capa cità di passatore. Non sono solo un realiz zatore. Si migliora analizzando i video, le partite e anche altri giocatori. Lo sapete: il presidente Walsh mi ha regalato quello di Larry Bird. In difesa mi manca un po’ di peso e la concentrazione costante, quel la che ti permette di essere aggressivo».

Come gioca una squadra conscia che il prossimo anno non sarà più la stessa. Avverte in qualcuno un calo di fi ducia, talvolta?
«Si gioca rispettando il più possibile i det tami della società e dell’allenatore. Siamo un gruppo abbastanza unito. Eppoi i playoff sono possibili. Ci credo».

Nella notte c’è un altro esame. Contro il ragazzo cresciuto in Italia. Che l’altra volta s’è fermato a parlare con lei.
«Ed è stato emozionante perché non me l’aspettavo. Sarà difficile perché L.A. è la migliore squadra Nba. Poi qui Kobe si esalta sempre».

Nessun pronunciamento sulla Nazionale. Ma è chiaro che la prossima estate lei dovrà lavorare molto sul fisico, sulla schiena.
«Sì, lavoro specifico ne faccio tutti i giorni, però in estate dovremo migliorare elasti cità e forza. Bisogna completare quanto iniziato dopo l’intervento alla schiena».

Leggi il resto dell'intervista sull'edizione di Tuttosport oggi in edicola

Piero Guerrini
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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