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Milano e la sindrome del terzo periodo

Qualcosa non va e l'addizione di un giocatore, il play-guardia Jr Bremer, non può risolvere tutto

Milano e la sindrome del terzo periodo© LaPresse
MILANO - La Top 16 di Eurolega, è noto, non concede prove di riparazione. Vallo a dire a Sergio Scariolo e all'EA7 Emporio Armani, reduce da 5 sconfitte in fila, le quattro in campionato perlomeno imbarazzanti. In questi giorni si sono moltiplicate analisi tecniche e psicologiche. Dall'uso o abuso del tiro da tre rispetto alle soluzioni interne contro Varese (che messa così non ha senso, bisogna valutare quanto, quando e come va la palla in post basso e poi viene eventualmente riaperta), passando per la mancanza di leadership in squadra, finendo al conteggio di quanti giocatori battano l'uomo dal palleggio e siano creativi. Ovvio, una simile crisi non ha una sola e semplice riposta. Detto che la soluzione non può essere solo nell'addizione di un giocatore (Scariolo ha praticamente ottenuto il play-guardia Jr Bremer, passato da Biella nel 2005-06, portandola ai playoff, ha passaporto bosniaco. Ha giocato con lui a Malaga e lo chiedeva dalla partenza di Gallinari), e che il presidente Proli ha tuonato contro i giocatori e si è messo in discussione difendendo il coach («se si continua così a fine anno cambia il presidente...)», proviamo a contribuire con un altro dato statistico. Seguendo la regola dei tre indizi che fanno prova, qualcosa non va nel terzo periodo: 4 punti (a 18) contro Varese, 9 (a 16) contro Biella, 16 (pari) contro Treviso, 12 (a 26) contro Teramo! Ci sarebbero pure i 10 contro Panathinaikos e 17 contro Cantù, però le partite erano già finite. Ci sarebbero i 14 (pari) nel successo di un punto su Avellino. Come se gli avversari trovassero correttivi tecnici migliori nel riposo lungo in spogliatoio. Ma potrebbe pure significare che il gioco di Milano produce meno alternative, per quanto sembri un paradosso visto il materiale a disposizione. Ecco, se Scariolo trovasse la scatola nera di quanto accade nell'intervallone, magari la soluzione ai guai di Milano arriverebbe prima. Sinora lui ha difeso il gruppo a prescindere, ma è ovvio che debba recitare la parte e che nel contempo in palestra stia cercando una chiave per le troppe pause. E per il rientro in campo rallentato. Non è un caso che le migliori interpreti di Serie A del terzo periodo siano Cantù e Pesaro, molto ben allenate da Trinchieri e Dalmonte. Vedremo già stasera contro il Fenerbahce, decisiva per l'Eurolega. Ma uscire in Top 16, magari non sarebbe un male per l'Emporio Armani incerottato. Se Cantù (che ha già raggiunto il suo obiettivo europeo) e Siena giocano leggere con lo Zalgiris e a Madrid col Real, Milano si porta un fardello addosso. Aspettando Bremer, la trattativa con il Nizhniy Novgrad è praticamente conclusa. L’uomo esperto, capace di coprire due ruoli, giocare il pick and roll e creare, secondo l'identikit tracciato da Don Sergio. La socità corre contro il tempo per averlo in campo già domenica contro Pesaro.

Piero Guerrini
COMMENTI
  • MUGNAIO25/01/2012 15:02:21
    NEL Leggere Sul Sito di Tutto Sport Che (MILANO aveva Perso a Varese) Mi Sono TORNATI In MENTE GLI ANNI Doro in Qui Giocavano La (SIMMENTAL Milano, e LA GRANDE IGNIS per VARESE)Di QUI io Sono SEMPRE STATO TIFOSO E lo saro sempre!
     
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