La lezione di Treviso, Djordjevic coach dell'anno
Squadra rivoluzionata per necessità , cessioni, futuro societario ancora incertissimo: eppure Djordjevic lancia i giovani e la Benetton è quasi qualificata ai playoff
© Foto CiamilloCosì ecco emergere uno dei pochi medagliati europei Under 20, il play De Nicolao. Ed ecco in campo i 221 centimetri di Ginone Cuccarolo. Anche grazie al loro rendimento (e ben al di là delle cifre) la Benetton è a un passo dalla qualificazione ai playoff di Eurocup (e con due turni ancora da giocare, dopo la vittoria bis sui russi di Kuban), attraverso un girone di Last 16 davvero difficile che comprende i ricconi della Lokomotiv Kuban, il Lietuvos rytas Vinius e l’Alba Berlino, quando invece avrebbe potuto affrontare la seconda fase di Coppa con spirito turistico e nessuno avrebbe avuto nulla da eccepire. Anche perché, questo è il vero problema, il futuro non è affatto assicurato. Si attendono risposte da una cordata internazionale, ma il tempo stringe. A fine febbraio bisogna decidere. Il vicepresidente e a.d. Enzo Lefebre ha percorso ogni strada possibile, ma questa è la fotografia reale. Incertezza, speranza che potrebbe trasformarsi a breve in disperazione. Del resto è la realtà del basket italiano, laddove ogni giorno ormai si leggono grida d’allarme da parte di qualche club in A, s.o.s. in bottiglie che navigano per mari non frequentati. Ma non aspettatevi che a Treviso si rassegnino. Questa è una squadra in missione, ben allenata, con lo spirito di chi vive una sfida contro tutto. E tutti. Applausi, per gli uomini in verde. E candidatura d’ogglico per Sasha Djordjevic a coach dell’anno. Se non lui o il veneziano Mazzon chi altri?


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