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La leggenda di Siena e l'erede di Milano

Montepaschi oggi lancia una sfida a se stessa, all’età, gli acciacchi

La leggenda di Siena e l'erede di Milano 
TORINO - IL SIGILLO a un ciclo francamente irripetibile. Il sesto scudetto consecutivo dell'era Pianigiani, mai riuscito a nessuno prima d’ora, e settimo in nove stagioni. Per diventare leggenda. Siena oggi lancia una sfida a se stessa, all’età, gli acciacchi. E vabbé, alle polemiche di una stagione. Alimentate soprattutto dall’avversaria, MilanOlimpia che vuole regalare a Giorgio Armani il primo tricolore. Ciò che alla “Juventus” dei canestri manca dal 1996. Nando Gentile il condottiero della banda Tanjevic, allora. Alessandro Gentile oggi, tra i protagonisti in mano a Sergio Scariolo. La questione tecnica è, in fondo, riassunta dall’età. Ci sono 4 anni in meno di media nei milanesi rispetto agli eroi Montepaschi. Ce n’erano 5 a favore dell’Olympiacos nel quarto di finale fatale a Siena in Eurolega. A questo si aggrappa l’Emporio Armani che nel 2009 e 2010 è uscita 4-0, annichilita, dalla finale. Si può prevedere che non sarà così. Perché, ad esempio, Siena ha sempre sofferto in stagione l’atletismo degli esterni avversari. E Milano che ha ritrovato la chiave JR Bremer (dovendo però rinunciare, a causa dell’infortunio del play all’ingaggio cruciale di Tre Simmons), gli affianca Cook, Malik Hairston, lo stesso Gentile. Che alla vigilia dice: «Quest’anno abbiamo ben più di una chance. Il 1996? Avevo tre anni. Altri tempi, speriamo sia arrivato il momento di riprenderci il titolo. In Italia nessuno ha tre giovani come noi». E il riferimento va a Nicolò Melli, maturato parecchio, e a Radosevic. Ale ha pure cambiato squadra in una stagione cominciata a Treviso: «Qui ho trovato un livello fisico altissimo e un organico profondo. Guadagnare minuti non è semplice, ma ti matura. Certi individualismi del mio gioco li ho dovuti eliminare. Ammetto, non è stato facile. Siena? Ha tutto: esperienza, fisico, difesa e abitudine a vincere. Ma noi abbiamo talento come pochi e possiamo sfruttare il gioco in post basso delle ali, Mancinelli e Hairston». Ecco, la difesa di Siena. Che in stagione regolare subiva 72 punti ed è scesa a meno di 68 nei playoff. Quella di Milano invece non è migliorata, nei numeri. Milano che dovrà difendere forte sul tiro da tre senese, senza scoprire troppo i suoi centri. E in attacco dovrà limitare le perse. Ma già avere una finale interessante sarebbe la lieta novella. Perché intendiamoci, la favorita resta l’irripetibile Siena.

Piero Guerrini
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1 commenti

  1. stefanorise
    stefanorisealle 11:11 del 09/06/2012

    Forza Milano!!!! Basta con Siena! :D