Scariolo fatalista: “Siamo finiti contro il muro”
Il tecnico dell'Emporio Armani analizza il ko contro il Panathinaikos, il quarto di fila in due settimane
MILANO, 20 gennaio – La quarta sconfitta di fila tra campionato ed Eurolega ha aggravato la crisi dell'Emporio Armani, e il match di domenica a Varese si annuncia ancora più delicato. Dopo il ko contro il Panathinaikos, Sergio Scariolo è stato fatalista, riconoscendo la netta superiorità dei campioni d'Europa: «Abbiamo impattato con i campioni d'Europa e l'impatto è stato duro, e la loro difesa con giocatori fisici sul perimetro, dove si crea il gioco, è stata dura da superare. Oltretutto è una difesa fisica e che lavora da tanti anni con concetti rodati e giocatori che si conoscono, quindi è stato un muro insuperabile. Ci abbiamo provato, è stato evidente lo sforzo di volontà e altrettanto evidente è stata la difficoltà oggettiva così come la condizione psicologica che rende tutto più difficile. La dimensione del rivale odierno ha ingigantito le nostre difficoltà, che non sono soltanto di stasera: la partita di oggi non ha aggiunto molto sulla mia analisi sul nostro momento».
SUPERIORITA' – Scariolo ha ammesso come il Panathinaikos abbia tolto le principali opzioni all'attacco milanese: «Abbiamo due punti da cui possiamo trarre vantaggio in condizioni normali, il post basso di Mancinelli e Bouroussis, ma contro la difesa del Panathinaikos non è stato così. Poi volevamo attaccare il pick-and-roll con Cook, loro si sono chiusi molto in area, concedendoci il tiro da fuori, ma non siamo stati precisi, e abbiamo perso qualche pallone di troppo. Difensivamente, considerando le differenze fisiche in tante posizioni, siamo stati accettabili, purtroppo ci hanno catturato molti rimbalzi d'attacco. Sono grossi, forti ed esperti, sanno come giocare, non ci sono obiezioni sulla loro superiorità».
NICHOLAS – In merito a Drew Nicholas, ancora negativo e fischiatissimo dal Forum, Scariolo descrive una situazione di difficoltà tecnica: «E' in difficoltà, è un giocatore che si impegna, è encomiabile, ma purtroppo non è un'attenuante. Non gli stanno uscendo le cose, lui è un terminale, che deve ricevere tiri con vantaggio e a quel punto fa canestro, non è mai stato un costruttore. Ma in questo momento non ci sono quelle situazioni per costruire vantaggi che poi vanno a creare spazi aperti per il suo tiro, e lui soffre».

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