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Bryant sfida James: Lakers contro Cavs è già un classico!

LeBron James e Kobe Bryant, guardie rispettivamente di Cleveland e Los Angeles qui in azione nel match dello scorso 25 dicembre allo Staples Center
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© Foto REUTERS
 
Nella notte si incontrano i due più forti della NBA: duello tra titani
NEW YORK (NEW YORK, STATI UNITI), 21 gennaio - Uno viaggia a 15,8 punti nelle ultime cin­que partite. Ma il miracolo è che sia in campo. Tutti si chiedono come riesca a gio­care, nessuno osa dirgli di fermarsi. Kobe Bryant non la prenderebbe bene. L’altro ha 33,7 punti nelle ultime 10 - nettamente il n° 1 della Le­ga. Nelle ultime 5 viaggia al 57,5% al tiro. Media da lun­go che schiaccia e poco più. LeBron James è nel pieno della maturità, tutti aspetta­no la sua decisione in vista del prossimo anno. La scelta della squadra da parte del prescelto può cambiare i de­stini della Nba sul campo e nel marketing. Il 24 giallo­viola, invece, vede la carriera volgere al termine: a 31 anni ne ha già vissuti 13 sui cam­pi Nba. Si è rotto l’ennesimo dito nella mano con cui tira e ha cambiato meccanica di ti­ro faticando una sola partita (incredibile se pensate che l’indice è l’ultimo a rilasciare la palla). Ora ha la schiena in fiamme. Eppure viaggia ancora a 28,7 a partita ed è il numero uno - se non più fi­sicamente - per tecnica, clas­se, carisma e durezza men­tale nei momenti decisivi. Un libro stampato. Ebbene i due, stanotte, si ritrovano. E di mezzo c’è il sacco dello Staples a Natale: 102-87 in tra­sferta per i Cleveland Cavs, col pubblico di L.A. che per­de la testa e lancia le "mano­ne" (i classici "ditoni") in campo per contestare gli arbitri. Il duello è prepa­rato, un confronto fra titani.

CRUCIALE - La stagione Nba entra nella fase crucia­le. Frase fatta e ritrita, vero. Ma reale. L’anno scorso ad esempio, i Lakers girarono il loro campionato nella lunga trasferta ad Est: 6 partite e 6 vittorie, fermando la striscia vincente di Cleveland e stop­pando al supplementare i Boston Celtics. E adesso il tema si ripropone, anche se in situazione parecchio di­versa. Kobe resta attaccato con lo scotch, Gasol e By­num hanno problemi fisici. L’innesto di Ron Artest pro­cede. Però il campione che salì in tribuna per menarsi con i tifosi di Detroit è un ti­po particolare anche come comprensione del gioco, nel­l’attacco triangolo ci sta, ma anche no. Aggiungete che i Lakers hanno il miglior bi­lancio di lega (32-9), ma i Ca­valiers sono vicini (32-11) e gli stessi Lakers hanno gio­cato meno di qualsiasi rivale in trasferta - non brillando: 9 vinte e 6 perse. Oggi comin­cia la lunga trasferta a Ove­st, 8 partite in 13 giorni, il clou stasera con Cleveland, poi New York, Toronto ovve­ro i nostri tre amigos (Gallinari, Bargnani, Beli­nelli) che Kobe guarda sem­pre con riguardo ricordando l’infanzia in Italia al seguito di papà Joe. E anche Boston, senza dimenticare la visita alla Casa Bianca che spetta ai campioni in carica di ogni sport.

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Piero Guerrini
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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