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Gallinari strega i Clippers. Gay stende Miami

Gallinari strega i Clippers. Gay stende Miami
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© AP
 
Sono 31 i punti dell’azzurro nella vittoria dei Knicks

LOS ANGELES, 21 novembre – Ormai è chiaro: Danilo Gallinari è l’ago della bilancia dei New York Knicks. Non è un caso che con quella della notte sono tre le vittorie dei Knicks in altrettante prestazioni di alto livello dell’ex Armani Jeans. Contro i Clippers, addirittura arriva il season high a quota 31 punti. Torna il tiro dalla lunga distanza, 4/6, tornano ad essere positive tutte le percentuali con 7/11 totale, ma soprattutto arrivano tanti tiri liberi che sono segnale che la partita dell’italiano è stata un continuo attaccare il suo avversario. «Ho solo aiutato la mia squadra in un momento in cui ne aveva bisogno. Il quarto periodo è quello più importante specialmente quando stai giocando una partita punto a punto. Ho provato solo a leggere la difesa e prendermi i tiri che mi lasciava. Siamo piccoli, ma abbiamo esperienza e talento per leggere le difese» l’analisi di Danilo Gallinari. Tredici, dunque, le tornate dalla lunetta per l’italiano che tanto per gradire aggiunge 4 rimbalzi, 1 assist e 4 palle recuperate rovinando la festa casalinga della prima vera sfuriata in maglia Clippers di Blake Griffin. La prima scelta del 2008, infatti, ha piazzato il career high con 44 punti (16/23 ai liberi) 15 rimbalzi e 7 assist ed un urlo di felicità che gli si è bloccato in gola. «Dobbiamo aiutarlo di più» il laconico commento di Del Negro.

IL DECIMO RINTOCCO – Senza soste la corsa dei San Antonio Spurs che suonano il decimo rintocco. Si allunga a dieci, infatti, la striscia di successi dei texani che raggiungono quota 11 vinte ed una sola persa portandosi in vetta alla Western Conference (dove però New Orleans ha una partita in meno) e all’intera Nba. Inoltre con quella nella notte gli Spurs hanno migliorato la loro precedente miglior partenza stagionale. L’autore del decimo rintocco, però, resta sempre lo stesso: Tony Parker. Le vicende familiari legate al divorzio con Eva Longoria, sembrano non toccarlo e il francese aggiunge un’altra partita da score-leader di San Antonio (la quinta) con 19 punti, 9 assist e nessun tiro da tre. Al suo fianco, questa volta, né Ginobili né Duncan, ma Thiago Splitter. Il brasiliano ne mette 18 con 5 rimbalzi vincendo il personale confronto con il connazionale Varejao fermo a quota 8.

THE BUZZER BEATER – Fadeaway sulla linea di fondo con la mano in faccia di Lebron James in piena estensione. Questa la dinamica dell’ultimo possesso della sfida a Memphis tra i Grizzlies ed i Miami Heat privi di Wade dopo l’infortunio subìto nella sfida precedente contro Charlotte. Un finale amaro per il team di South Beach che nemmeno qualche secondo prima aveva piazzato il canestro del sorpasso con Lebron James (29) dopo la rubata di Arroyo. Ma era troppo presto per cantare vittoria e infatti è arrivato il quinto stop stagionale. «Non ho pensato a niente, ho tirato e basta» ha commentato Rudy Gay. Consolatore quello di Spoelstra sulla difesa della sua ‘Star’:«Era li proteso con la mano in faccia, ma ha segnato lo stesso. La difesa è stata buona, quella che doveva essere. Complimenti a Gay che ha messo un tiro difficilissimo».

LE ALTRE – Continuano a non brillare i Suns che nella notte incassano un’altra debacle e questa volta per mano dei Bobcats. Senza Steve Nash la macchina da punti dell’Arizona sembra essersi inceppata e la dimostrazione sta nei numeri di Jason Richardson: 11 con 3/11 e 0/4 da tre con tiri non di qualità. A dare il colpo di grazia ad Hill (unico a salvarsi a quota 23) e soci sono stati l’ex di turno Boris Diaw (26), ma anche il duo Stephen Jackson (24) e Tyrus Thomas (22). Successo anche per gli Orlando Magic e Dwight Howard (25 e 12 rimbalzi) che sbrigano in maniera al quanto indolore la pratica legata agli Indiana Pacers. Jason Terry e Dirk Nowitzki, invece, salvano Dallas da quello che sarebbe stato un vero suicidio cestistico. Dopo aver sprecato due vantaggi in doppia cifra (18 punti nel secondo quarto e 16 nel terzo) sono loro i liberi che consentono ai texani di tirare un sospiro di sollievo e passare ad Atlanta. E’ James Harden a firmare, invece, il successo allo scadere dei Thunder (ancora senza Durant e Green) in trasferta a Milwaukee per la quarta ‘W’ in fila. In Colorado, mentre, il nome da seguire resta lo stesso: Carmelo Anthony. L’ex Syracuse guida i Nuggets nella vittoria sofferta contro i Nets, con 28 punti compresi i due liberi della staffa nel finale. Meno punti, 12, e mano fredda per Deron Williams, ma i suoi Jazz tornano a vincere contro i Blazers ancora senza Brando Roy. Matthews c’è e ne scrive 16, Aldridge pure (24) ma a fare la differenza per i Jazz sono i 25 inattesi di Miles.

I RISULTATI DELLA NOTTE Indiana Pacers-Orlando Magic 86-90 (Hibbert 19, Granger 13; Howard 25, Lewis 21)
Charlotte Bobcats-Phoenix Suns 123-105 (Diaw 26, Jackson 24, Thomas 22; Hill 23, Richardson 11)
Atlanta Hawks-Dallas Mavericks 93-98 (Smith 21, Horford 20; Nowitzki 21, Terry 15)
Memphis Grizzlies-Miami Heat 97-95 (Gay 15, Randolph 21 e 15 rimbalzi; Bosh 2o, James 29)
Milwaukee Bucks-Oklahoma City Thunder 81-82 (Gooden 16, Jennings 25;Westbrook 18, Harden 23)
San Antonio Spurs-Cleveland Cavaliers 116-92 (Parker 19, Splitter 18; Williams 21. Jamison 12)
Denver Nuggets-New Jersey Nets 107-103 (Anthony 28, Nene 22; Lopez 20, Outlaw 15)
Portland TrailBlazers-Utah Jazz 94-103 (Matthews 16, Aldridge 24; Jefferson 20, Millsap 15)
Los Angeles Clippers-New York Knicks 115-124 (Griffin 44, Foye 14; Gallinari 31, Stoudemire 39)

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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