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Bryant stende i Knicks. Toronto, c'è solo Bargnani

Bryant stende i Knicks. Toronto, c'è solo Bargnani
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© REUTERS/RAY STUBBLEBINE
 
I Lakers passano al Garden con i 33 punti di Kobe, Gallinari si ferma a 14

NEW YORK, 12 febbraio – 4-0. Questo il conto del tour ‘on the road’ dei Los Angeles Lakers che sbancano il Madison Square Garden con la solita partita di altissimo livello di Kobe Bryant. Dopo averne segnati 20 nel secondo tempo a Boston, il Mamba ne mette 33 con 10 rimbalzi nella notte newyorkese che lo ho ha visto protagonista di 19 punti nel primo quarto e 23 al suono della sirena dell’intervallo lungo. Al suo fianco anche i 20 i Pau Gasol che vince il duello con Amar’e Stoudemire, ma soprattutto induce l’ex Suns al 14esimo fallo tecnico della stagione. Ancora due ed il limite di 16 sarà raggiunto con conseguente sospensione di una partita. Serata impegnativa anche per Danilo Gallinari che allo stesso tempo ha dovuto occuparsi di Bryant in difesa e provare a piazzare tiri pesanti in attacco. L’azzurro chiude con 14 punti, 6 rimbalzi e 3 assist.

HORNETS ‘CORSARI’«Non siamo cosi tanto male ad Est». Questa la dichiarazione di Chris Paul subito dopo la vittoria degli Hornets in trasferta sul campo degli Magic. Il Killer di Orlando è Willie Green che ne mette 24 per il suo season high, anche se il dato più rilevante riguarda l’ultimo periodo. Diciannove i punti in 12’ dagli ospiti e addirittura 13 da parte dei Magic. Orlando riesce anche nel tentativo di sbagliare qualsiasi cosa venisse ‘lanciata’ verso il canestro negli ultimi 8 minuti. Le uniche due eccezioni? Il canestro di Clark e quello d Redick, per il resto solo errori. Un gioco da ragazzi per gli Hornets prendersi il vantaggio e interrompere la striscia di 4 sconfitte. Per Marco Belinelli solo 3 punti in 14’.

RISORGE CLEVELAND - Dopo 26 tentativi, finalmente i Cavaliers riescono ad uscire dal campo con il sorriso, testa alta e quell’urlo tante volte stato strozzato in gola. Arriva a Cleveland il successo, dopo un supplementare, che cancella la peggior striscia di sconfitte della Nba (evitato il record dei Tampa Bay Buccaners negli anni 70, con i quali ora i Cavs condividono la striscia di 26 sconfitte) e riporta quantomeno un pizzico di tranquillità in Ohio. A fare da vittima sacrificale i Los Angeles Clippers ma i 32 punti di Griffin, i 26 di Davis ed un tempo supplementare, non sono bastati.

C’E’ SOLO BARGNANI – Nell’ennesima sconfitta, l’unica luce per i canadesi di Toronto è rappresentata dal Mago. Bargnani esce dal torpore dei Raptors e prova a caricarsi la squadra sulle spalle per portarla alla vittoria contro i Blazers ma i 29 punti dell’ex Benetton con 6 rimbalzi e 4 assist, servono a ben poco. Dall’altra parte tocca ad Aldridge (37) e Fernandez (23) dare il colpo di grazia ai canadesi.

LE ALTRE – In una notte da incubo al tiro, gli Spurs collezionano la nona sconfitta stagionale a Philadelphia. Decisivo il 17% da tre con solo 3 triple segnate su 17, ma soprattutto il sonoro 27/81 complessivo. Gli unici tre in doppia cifra sono Duncan, Neal e McDyess, 25 i punti complessivi del trio Parker-Ginobili-Blair. In una serata a basso punteggio, per i Sixers sono bastati i 27 di Jrue Holiday ed i 13 di Hawes per festeggiare una vittoria di prestigio. E il sorriso è tornato anche in casa Nets, che in trasferta a Charlotte inanella la seconda vittoria consecutiva grazie ai 31 di Lopez. La sconfitta con Miami non sembra aver fermato la corsa dei nuovi Pacers che battono Minnesota e agganciano l’ultimo posto disponibile nella Eastern per i playoff. Sei uomini in doppia cifra per Indiana e tutta la squadra in campo e a referto con almeno 4 punti. A guidare i Pacers il doppio 19 nello score di Granger e Jones, mentre ai T’Wolves non bastano i 22 di Love ed i 14 d Hayward. Dopo le sfuriate nelle ultime partite di Lebron, tocca a Wade guidare gli Heat al successo. Nella vittoria contro i Pistons all’ex Marquette ne bastano 24, con 8 rimbalzi e 7 assist, mentre l’ex Cavaliers chiude con 16 punti, 10 assist e 8 rimbalzi. Successo sudato fino alla fine e arrivato grazie ai liberi di Allen nei secondi finali, quello dei Grizzlies che lasciano a Jennings solo l’illusione dell’ultima preghiera. Milwaukee sbaglia tanto dal campo, 28/77 e perde 18 palloni. Non fa meglio Memphis che tiene il team del Wisconsin in partita perdendone 14 e tirando male i liberi. Amaro il debutto sulla panchina dei Jazz per Tyronne Corbin. Cambia il direttore d’orchestra, dunque, ma la musica non cambia, dal momento che Utah perde ancora e lo fa sotto i colpi di Nash (18 e 10 assist) e quelli di Warrick venendo dalla panchina (16). Per i Jazz è di 19 e 14 assist il fatturato di Williams che continua ad essere considerato il motivo principale dell’addio di Jerry Sloan.

I RISULTATI DELLA NOTTE
New York Knicks-Los Angeles Lakers 96–113 (Gallinari 14, Stoudemire 24; Bryant 33, Gasol 20)
Orlando Magic-New Orleans Hornets 93–99 (Howard 20, Turkoglu 16; Green 24, Belinelli 4, Paul 15)
Cleveland Cavaliers-Los Angeles Clippers 126–119 1ts(Jamison 35, Hickson 27; Griffin 32, Davis 26)
Toronto Raptors-Portland TrailBlazers 96–102 (Bargnani 29, Bayless 18; Aldridge 37, Fernandez 23)
Philadelphia 76’ers-San Antonio Spurs 77–71 (Holydays 27, Hawes 13; Duncan 16; Neal 11)
Charlotte Bobcats-New Jersey Nets 89–94 (Wallace 20, Jackson 21; Lopez 31, Harris 16)
Indiana Pacers-Minnesota T’Wolves 116–105 (Granger 19, D.Jones 19; Love 22, Hayward 14)
Detroit Pistons-Miami Heat 92–106 (Daye 18, Gordon 16; Wade 24, Bosh 17)
Memphis Grizzlies-Milwaukee Bucks 89–86 (Conley 23, Gay 14; Maggette 22, Salmons 18)
Utah Jazz-Phoenix Suns 83–95 (Williams 19, Millasp 16; Nash 18, Warrick 16)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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