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Gallinari convince Denver. Il Mago non salva Toronto

Gallinari convince Denver. Il Mago non salva Toronto
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© LaPresse
 
l nuovo acquisto dei Nuggets realizza 30 punti ma arriva il ko

NEW ORLEANS, 26 febbraio – Secondo successo in fila per gli Hornets che riescono a battere i T’Wolves, anche senza l’attuale scoring leader del team della Louisiana: David West. Una vittoria di gruppo, di squadra nella quale sono arrivate le prestazioni al di sopra delle righe di Trevor Ariza e Chris Paul. Sono rispettivamente 18 e 17 punti quelli segnati dalla coppia di New Orleans con CP3 che ci ha messo anche 8 assist. Nella vittoria Hornets, però, solo 11 minuti per Marco Belinelli che ha perso minutaggio a favore di Green e segnato solo 5 punti con 2/5 dal campo.

GALLINARI ‘SUPERSTAR’ – Di nuovo in campo dopo una cospicua assenza, Brandon Roy riprende subito confidenza con i tiri allo scadere. Questa volta il suo Big Shot non è servito alla vittoria direttamente, ma alla fine è come se lo fosse stato. Triplone allo scadere dei tempi regolamentari che pareggia il conto e porta il match all’overtime. Nel supplementare, poi, Denver alza bandiera bianca con solo tre canestri dal campo e due liberi in cinque minuti di gioco. Poteva essere la seconda vittoria consecutiva da quando Anthony ha lasciato Denver, poteva essere la prima da vittoria da eroe e da superstar di Danilo Gallinari. L’ex Olimpia chiude con 30 punti, 7/14 dal campo e riprende la sua personale ‘crociata’ con i tiri in avvicinamento come dimostrano i 17 tiri liberi concessi (14/17 la statistica). Una prova, la seconda in quintetto da quando è finito in Colorado, che farà salire le quotazioni di mercato in vista del futuro.

BARGNANI ‘TORNA MAGO’ – Purtroppo da solo non basta e lo si era visto anche in passato. Tenendo da parte la questione della difesa e dei 100 subiti che sono il dettaglio della differenza tra la vittoria e la sconfitta, un altro giocatore che possa segnare tiri importanti nel momento del bisogno è quello che manca in attacco ai Raptors, Così si spiega anche la sconfitta in casa contro i Phoenix Suns ai quali bastano un doppio 17 di Carter e Gortat per chiudere la questione. Per l’azzurro, invece, 26 punti, con nessun tiro da tre punti e 12/15 dal campo.

LE ALTRE – Non l’avranno fatto in pubblico, perché poi hanno anche perso. Ma saputa della sconfitta dei Knicks contro la peggior squadra della Lega al Madison Square Garden, a Denver una risata l’avranno fatta. Jamison ed Hickson completano un successo clamoroso anche se si guarda il tabellino dei Knicks: Anthony 27, Stoudemire 31 e Billups 26. Il problema? Ovviamente la difesa. Subire 115 punti dai Cavs è troppo per chiunque ed ora c’è il rischio che Philadelphia possa rubare la posizione a New York all’interno della griglia. Sixers che vincono la terza partita consecutiva e pareggiano il conto vittorie/sconfitte a quota 29. La vittima sacrificale al Wells Fargo Center, i Detroit Pistons che si affidano alle mani di Bynum (29) per contrastare la furia di Iguodala e Young. Vittoria sorprendente anche dopo lo scambio che ha portato Wallace a Portland, per i Bobcats che grazie ad uno inaspettato tris porta a casa il successo. Al fianco delle mani infuocate di Jackson (30 con 11/19) sono arrivate quelle di Augstin, ma soprattutto quelle di Handerson finito nello starting five di Silas. Primo successo post rivoluzione e post Deron Williams per i Jazz, che in trasferta battono i Pacers grazie alla seconda prova da 30 punti di Jefferson. L’ex Minnesota è divenuto il centro dell’attacco dei Jazz, al fianco del quale sono poi arrivati anche i 23 di Millsap. Dopo la sconfitta contro i Bulls, ci si aspettava una risposta rabbiosa da parte degli Heat, che però è arrivata a metà. Vittoria sì, ma con qualche stento contro i Wizards che c’hanno provato con la mano calda di Young (38 punti) e quella di John Wall (24). Dall’altra parte a togliere le castagne dal fuoco ci pensa Wade e i suoi 41 punti, ma per la seconda volta dopo l’All Star Game, Miami non ha impressionato. Il 33% al tiro per i Thunder spiega una serata che deve essere dimenticata in fretta da Durant e compagni. Impossibile contenere la furia di Dwight Howard, Ibaka ha fatto quello che poteva, ma alla fine è stato tutto inutile: 40 punti e 15 rimbalzi per il ‘Superman’ della Florida. Mani fredde, anzi congelate per i Warriors che tirano e perdono con 37% dal campo ed il 16% dalla lunga distanza. Con tutti questi errori, quindi, è stato semplice per gli Hawks e per la coppia Smith-Horford approfittarne. Vittoria a parte, quello che ha impressionato di più dei Lakers, dopo l’All Star Weekend, è la faccia già da playoff di Kobe Bryant. Il Black Mamba spinge i suoi non solo con i punti, ma soprattutto con la leadership mentale. Il derby losangelino è tinto di gialloviola, Griffin ne mette 22 con 10 rimbalzi.

I RISULTATI DELLA NOTTE
Minnesota T’Wolves-New Orleans Hornets 81-95 (Ridnour 22, W.Johnson 22; Paul 17, Ariza 18, Belinelli 5)

Portland TrailBlazers-Denver Nuggets 107-106 1ts (Aldridge 24, Fernandez 18; Gallinari 30, Chandler 20)
Toronto Raptors-Phoenix Suns 92-110 (Bargnani 24, DeRozan 14; Carter 17, Gortat 17)
New York Knicks-Cleveland Cavaliers 109-116 (Anthony 27, Stoudemire 31; Jamison 28, Hickson 24)
Philadelphia 76’ers-Detroit Pistons 110-94 (Iguodala 21, Young 24, Bynum 29, Villanueva 17)
Charlotte Bobcats-Sacramento Kings 110-98 (Jackson 30, Augustin 23, Handerson 21; Thornton 14, Dalembert 18)
Indiana Pacers-Utah Jazz 84-95 (Granger 17, Collison 16; Jefferson 30, Millsap 23)
Miami Heat-Washington Wizards 121-113 (Wade 41, James 25; Young 38, Wall 24)
Orlando Magic-Oklahoma City Thunder 111-88 (Howard 40, Richardson 17; Durant 23, Westbrook 18)
San Anronio Spurs-New Jersey Nets 106-96 (Ginobili 26, Blair 17; D.Williams 14, Morrow 25)
Golden State Warriors-Atlanta Hawks 79-95 (Lee 20, Ellis 16; Smith 26, Horford 22)
Los Angeles Lakers-Los Angeles Clippers 108-95 (Bryan 24, Gasol 22; Foye 24, Griffin 22)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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