NBA, nuova rottura, Stern: “Sarà inverno nucleare”
I giocatori non accettano l'ultima proposta del commissioner, si va verso una causa appellandosi alla legge anti-trust
© REUTERS/ALLISON JOYCENEW YORK, 14 novembre – Tra NBA e giocatori arriva una nuova rottura, e questa volta la situazione sembra più difficile da sistemare rispetto alle scorse settimane. Anche perchè il commissioner David Stern aveva descritto l'offerta al sindacato come “definitiva”, dopo la quale non ci sarebbe stato spazio per negoziare. E infatti dopo aver rifiutato la proposta, i giocatori hanno deciso di rivolgersi agli avvocati Jeffrey Kessler e David Boies nel ricorso contro la Lega alla legge anti-trust. Non c'è la cosiddetta “decertificazione”, lo scioglimento del sindacato, ma si passa agli avvocati per cambiare status del sindacato, un po' come hanno fatto i professionisti del football americano durante il recente lockout NFL. E curiosamente, proprio Kessler e Boies avevano rappresentato rispettivamente giocatori e lega durante il lockout del football. E coincidenza vuole che il lockout NFL fosse durato 136 giorni, mentre oggi è il giorno numero 137 della serrata NBA.
COMMENTI – Il presidente Derek Fisher, affiancato nella conferenza stampa da una cinquantina di giocatori tra cui Kobe Bryant e Carmelo Anthony, ha detto: «Arrivati a questo punto è la soluzione migliore, la proposta dei proprietari era inaccettabile». E il direttore del sindacato Billy Hunter ha detto: «I giocatori hanno concesso e concesso ancora. A forza di concedere si è arrivati a un punto di non ritorno». Stern ha risposto: «Non ci lasciamo spaventare, anche se ora la stagione è davvero in pericolo. Il sindacato voleva questa soluzione? Doveva pensarci tempo fa. Andremo verso l'inverno nucleare della NBA, se fossi un giocatore mi domanderei il senso di ciò che ha fatto Hunter». A questo punto, ricordando quanto aveva detto la NBA in caso di proposta rigettata, le trattative ripartiranno con la Lega che offrirà ai giocatori il 47% del fatturato annuo (un 10% in meno rispetto a quanto percepivano l'anno scorso, circa 600 milioni di dollari), ma il rischio che la stagione non parta è davvero elevato.

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