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NBA, lockout finito, inizia il mercato

I giocatori hanno votato in favore del nuovo contratto collettivo. Comincia il mercato, salta lo scambio che avrebbe portato CP3 ai Lakers. A farlo saltare è David Stern in persona!

NBA, lockout finito, inizia il mercato© US PRESSWIRE/Kyle Terada-US PRESSWIRE

NEW YORK, 9 dicembre – Il lockout NBA è finito: i giocatori hanno votato in favore del nuovo contratto collettivo (tetto salariale a 58,04 milioni di dollari, tetto minimo a 46,44 milioni, la luxury tax sarà applicata oltre quota 70,31 milioni), e oggi (nel pomeriggio Usa) iniziano i training camp e il mercato.

MERCATO - I primi free agent hanno già trovato l'accordo, da chi estende (l'ex biellese Jonas Jerebko e Tayshaun Prince, per entrambi quadriennale a Detroit, Greg Oden resta a Portland) a chi ha cambiato squadra. Tracy McGrady andrà ad Atlanta, Mike Dunleavy sta per firmare per due anni con Milwaukee, Caron Butler andrà ai Los Angeles Clippers, Shannon Brown non resterà ai Los Angeles Lakers e andrà a Phoenix. Si muove anche New York, pronta a mettere a centro area Tyson Chandler. A Miami, infine, in arrivo due veterani come Shane Battier e il pivot Eddy Curry, reduce da un anno di inattività, dopo che nelle precedenti due stagioni aveva totalizzato soltanto 10 presenze.

PAUL – Al centro di tutto c'è stato però il caso Chris Paul. Nella notte era arrivato l'accordo per lo scambio a tre Lakers-New Orleans-Houston, che avrebbe portato CP3 in California, Kevin Martin, Goran Dragic, Luis Scola, Lamar Odom (in lacrime in un'intervista ad una radio di Los Angeles) e una prima scelta futura agli Hornets, mentre Pau Gasol sarebbe andato ai Rockets. E invece lo scambio salta. A farlo saltare è stato David Stern, che da commissioner NBA è anche il gestore dei New Orleans Hornets ancora senza proprietario. “Ragioni cestistiche” ha detto Stern, interpretando il malcontento di parecchi proprietari stanchi di vedere le superstar ammassarsi nelle franchigie più prestigiose. Se questo è il primo giorno del nuovo contratto collettivo, ci sarà da ridere...

 

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