Duncan piega gli Hornets, Pierce rianima Boston
Un gancio a fil di sirena determina l'ottavo ko di fila di New Orleans. Reazione dei Celtics, che tengono i Magic a 56 punti con le seconde linee
© US PRESSWIRE/Soobum Im-US PRESSWIREROMA, 24 gennaio – «Un canestro che è stato un mix tra Magic Johnson e Kareem Abdul Jabbar»: così Tony Parker ha definito la magia di Tim Duncan (28 punti alla fine), la specie di gancio cielo che ha permesso agli Spurs di segnare il canestro della vittoria contro New Orleans. Sconfitta consecutiva numero per gli Hornets (104-102) , che in questa stagione sono anche decisamente sfortunati. Parker ha aggiunto 20 punti e 17 assist alla causa degli Spurs, 14 quelli di Jefferson mentre dall’altra parte non sono stati sufficienti i 26 punti messi a segno da Jarrett Jack. Discreta la prestazione di Belinelli, 12 punti in 29 minuti e 5/6 dal campo (2/2 nelle triple) ma confortante un po’ tutta la prova degli Hornets, che finalmente sono rimasti in partita fino alla fine: Spurs sul +4 a 1 minuto dalla fine prima che Jack segnasse i due canestri del pareggio a 5” dalla sirena. Poi, l’ennesimo capolavoro della carriera infinita di Duncan. Monty Williams sapeva: «Ho visto Popovich fare un segnale a Duncan all’uscita del timeout, così ho chiamato Okafor e gli ho chiesto di difendere al massimo, di stare pronto. La realtà è che Duncan è stato ancora più bravo, stiamo sempre parlando di uno dei migliori giocatori della storia dell’NBA».
I CELTICS SON TORNATI – Continuano a perdere pezzi (Allen, Rondo e tre giocatori della panchina) ma evidentemente la sfortuna non fa altro che esaltare l’orgoglio dei Celtics: Doc Rivers aveva chiesto ai suoi di rispondere con la difesa alle difficoltà di questo inizio di stagione, nel +31 rifilato ai Magic certamente ha ottenuto le risposte che cercava soprattutto perché Orlando è stata tenuta alla miseria di 56 punti, record negativo della franchigia anche per il numero di canestri realizzati nell’arco dei 48 minuti (19). Pierce e Bass i migliori marcatori dei biancoverdi (16), che però la differenza l’hano fatta nella loro metà campo. Dwight Howard è stato “contenuto” a 18 punti e 14 rimbalzi. «Ci hanno asfaltato con la loro energia, con un’intensità che non ci ha fatto respirare», ha commentato il coach dei Magic Stan Van Gundy. Partita già archiviata alla fine del terzo quarto, con i Celtics sul +21 e Orlando a segno una sola volta nei primi 9 minuti di gioco dopo l’intervallo. Vittorie anche per Chicago (110-95 sui Nets, Rose ed Hamilton 22 punti come Farmar), Philadelphia (103-83 su Washington, 17 per Brand, Holiday e Crawford) Oklahoma City (99-79 sui Pistons, Westbrook 24 e Durant 20) e Dallas (93-87 su Phoenix), con Nowitzki fuori e il redivivo Shawn Marion grande protagonista con 29 punti. Dall’altra parte 19 per Grant e Gortat, male Nash.

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