Rondo strapazza Miami, bene Raptors e Nuggets
I Celtics ottengono il quinto successo consecutivo battendo Miami, Oklahoma City asfalta i Bulls in una delle sfide più attese. Italiani tra luci e ombre
© LaPresseROMA, 2 aprile - Una delle partite più attese della stagione, ovvero lo scontro al vertice tra Oklahoma City e Chicago Bulls, si tramuta in un tracollo per i Tori di Thibodeau, che cedono 92-78. Decima assenza di fila per Derrick Rose, questa volta la forza del collettivo dei Bulls non è sufficiente per contenere Russell Westbrook (27 punti) e Kevin Durant (26): Chicago non va oltre il 33% dal campo mandando il solo Korver (14) in doppia cifra fra i giocatori dello starting five, Lucas ne aggiunge 19, la maggior parte dei quali quando i giochi sono ampiamente fatti. Oklahoma City conduce nel punteggio già a partire dal palla a due, la svolta arriva nel terzo quarto quando la squadra di Brooks tiene i Bulls a soli 12 punti e tocca il trentello di margine di vantaggio .
MAGO VINCENTE - I Raptors battono Washington 99-92 nella sfida tra squadre che non hanno molto da chiedere a questo finale di stagione. Sufficiente la prova di Andrea Bargnani che chiude a 18 punti (6/12 da due, 0/3 da tre, 8/8 ai liberi, 8 rimbalzi, 4 assist, 3 recuperi), Toronto si è complicata la vita nel finale dopo aver condotto per tutta la gara, Washington è tornata a contatto negli ultimi 60” grazie a John Wall più una tripla di Crawford per il -3 a 20”, Forbes e Anderson l'hanno chiusa a favore dei Raptors.
MALE GLI HORNETS - Gli Hornets hanno chiuso nel modo peggiore la lunga “road trip” (5 trasferte in 7 giorni) con una sconfitta a brutta sconfitta a Phoenix (92-75) nonostante il ritorno in campo di Kaman e Ayon. Marco Belinelli chiude con 14 punti e 7 rimbalzi in 34’ (5/10, 1/4). Phoenix (Dudley 21, Brown 16, 14 assist per Nash) ha chiuso il primo tempo con un break di 9-2 (50-41), nel terzo quarto è arrivato il 18-4 che ha permesso ai Suns di volare sul +21.
GRANDE BOSTON - I Celtics, in quella che è ormai è diventata una sfida all'ultimo sangue, strapazzano gli Heat 91-72 nonostante l'assenza di Ray Allen, grazie a un break devastante nel terzo quarto, una grandissima difesa e un Rajon Rondo in formato All Star. Il playmaker biancoverde manda a referto la quinta tripla doppia della stagione con 16 punti, 14 assist e 11 rimbalzi, è un parziale di 31-12 nel terzo periodo a rendere la partita una passerella trionfale per i Celtics: Miami non raggiunge il 35% dal campo, Bosh chiude a soli 4 punti con 2/11 al tiro, mentre i 23 di LeBron vengono pareggiati da Pierce. I Celtics ottengono la quinta vittoria consecutiva, utile per ampliare a una partita il vantaggio sui Sixers al primo posto nella Atlantic Division.
KOBE STELLARE - Il forfait di Bynum, costretto a lasciare il campo nel primo quarto per un problema alla caviglia, ha costretto Kobe Bryant agli straordinari nella sfida vinta 120-112 con i Golden State Warriors. Dopo le difficoltà incontrate nelle ultime cinque partite (31/120 al tiro, 30%), il numero 24 dei Lakers ritrova la precisione segnando 40 punti con 16/28 dal campo e 3/3 dalla lunga distanza: è la prima volta che Kobe torna a varcare quota 40 dopo il 14 gennaio. Nonostante uno svantaggio di 13 punti all'inizio del quarto periodo, i Warriors rientrano fino a -1 ma vengono nuovamente allontanati da un parziale di 9-0 innescato da Sessions e poi vengono efinitivamente messi ko da una bomba di World Peace. Ottimo anche Pau Gasol, 26 punti e 11 rimbalzi.
NUGGETS OK - L'assenza di Dwight Howard, la prima della stagione, ha certamente facilitato il compito di Denver che passa a Orlando 101-104: la squadra di coach Karl, ancora priva di Danilo Gallinari chiude col 56% al tiro, ispirata dai 22 punti di Afflalo e dai 25 con 9 assist di Lawson, che segna il canestro decisivo nel finale. I Magic, che in questa stagione non avevano mai concesso così tanti punti agli avversari, ricevono 27 punti da Jameer Nelson e 18 con 16 rimbalzi (career high per lui) da Glen Davis, schierato in quintetto al posto di Howard. La seconda vittoria in fila concede un po' di respiro ai Nuggets in ottica playoff: Denver si riavvicina a Memphis e aumenta a una partita il vantaggio su Houston, al momento ottava.

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