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Il Milan non va oltre il pari con il Wolfsburg

Il Milan non va oltre il pari con il Wolfsburg
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© Foto Liverani
 
Due volte in vantaggio viene acciuffato dai tedeschi
TORINO, 17 dicembre -  Milan col fiato corto anche in Europa, dove impatta 2-2 a San Siro col Wolfsburg nell'ultima partita della fase a gironi. Un mezzo disastro, visto che il pareggio consegna il primato in classifica proprio ai tedeschi e lascia ai rossoneri il secondo posto. Forse il piazzamento peggiore, che vale sì i sedicesimi di finale di Coppa Uefa, ma accoppierà il Milan con una delle otto squadre retrocesse dalla Champions League.

DELUSIONE
- Una delusione non da poco per Ancelotti, che a tre giorni dal ko in campionato con la Juve si aspettava una reazione, una prova di orgoglio e di maturità. Che non c'è stata, perchè anche in Europa il Milan non convince, si fa raggiungere per ben due volte e rischia il tracollo nel finale. Sotto i colpi di un Wolfsburg cinico quanto basta, che una volta messi a nudo i limiti dei rossoneri cerca il colpaccio. Con Dzeko soprattutto, nelle battute conclusive una vera spina nel fianco nella difesa campione del mondo.

SENZA GIOCO
- Colpa delle tante assenze, certo, ma colpa anche di una squadra alle prese con una inspiegabile involuzione. Con i tedeschi si rivisto il Milan di inizio stagione, quello incapace di produrre gioco con continuità e in difficoltà quando c'è da mettere al sicuro il risultato. Eppure le prime battute sono a favore dei rossoneri, che fanno vedere buone cose soprattutto a sinistra. Merito di Shevchenko e Seedorf, che a turno hanno vita facile su Hasabe e Zaccardo, quest'ultimo a sorpresa schierato da Magath come esterno di centrocampo. Ancelotti perde subito Senderos per un problema alla schiena (dentro Kaladze), ma gli equilibri non cambiano di molto. Perchè è il Milan a fare la partita, anche se le giocate di Pirlo non danno profondità a una squadra imballata e a tratti passiva, che soffre la pressione del Wolfsburg a centrocampo e non riesce a cambiare marcia.

INCERTO
- Fino al 15', quando un calcio d'angolo battuto a sorpresa da Seedorf, consente ad Ambrosini di battere di testa Benaglio. Che se la prende con Barzagli e Hasebe, distratti e fuori posizione. Il vantaggio dà un minimo di tranquillità ai rossoneri, che però continuano ad accusare problemi in fase di impostazione. Incertezze ripetute, che il Milan potrebbe pagare a caro prezzo a metà tempo, quando Dzeko gira sul palo un cross da sinistra di Schafer. Ancelotti se la prende un pò con tutti, ma non con Shevchenko, che fa tanto movimento, salta spesso l'uomo e mette in mezzo palloni che Inzaghi non sfrutta come dovrebbe.

SECONDO TEMPO
- Nella ripresa Pato prende il posto di Pirlo, con Seedorf arretrato a centrocampo. Una mossa azzardata ma che si rivelerà indovinata. Perchè dopo il pareggio a sorpresa di Zaccardo (bello l'assist di Schafer), il brasiliano mette alle spalle di Benaglio un pallone non controllato da Inzaghi. È il gol che dovrebbe dare fiducia al Milan, e che invece carica un Wolfsburg sempre più pericoloso. Che prima trova la rete del 2-2 con Saglik, poi sfiora due volte il vantaggio con Dzeko. Ma per fortuna per il Milan, non c'è più tempo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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