Il dg assicura: «Siamo ancora un cantiere aperto: vedrete quanti colpi!». E sta per partire l'assalto a Montolivo
MILANO, 24 giugno - Pur attento a non sbilanciarsi troppo sullo stato delle singole operazioni, Marotta ha accettato di fare il punto della situazione: «In questo momento siamo un cantiere aperto e molto deve accadere. Anche in entrata. Non è il caso di fare nomi, ma arriveranno ancora parecchi giocatori. Purtroppo abbiamo dovuto fissare il ritiro ai primi di luglio a causa del preliminare di Europa League e questo non ci agevola, perché ogni trattativa richiede il suo tempo. Dovremo integrare la squadra strada facendo».
IL POKER - Simone Pepe, Marco Storari e Jorge Martinez (ne parliamo a parte) rappresentano dunque l’avanguardia della Juve prossima futura. Un tris di giocatori assolutamente affidabili e soprattutto funzionali - ci riferiamo ai due esterni - al sistema di gioco caro a Gigi Del Neri. A completare il poker, non è un mistero, dovrebbe arrivare Leonardo Bonucci. Su questo punto lo stato maggiore juventino è assolutamente ottimista, in quanto convinto che il Genoa prima di venerdì dovrà abbassare la guardia. Ma dall’altra parte tengono botta, facendo filtrare la voce che nell’incontro di oggi (ieri Marotta e Stefano Capozucca si sono sostanzialmente ignorati) saranno disposti a parlare di Domenico Criscito e Raffaele Palladino, non del difensore attualmente in comproprietà con il Bari. Se la posizione rossoblù dovesse davvero rivelarsi tanto intransigente, il ricorso alle buste sarebbe inevitabile. Uno spettacolo nello spettacolo, perché se Marotta passa per essere uno specialista del genere, Capozucca è sicuramente ben allenato, basti pensare che al momento di comproprietà deve risolverne addirittura 19.
LA DIFESA - Un bel rebus, dunque. Ma al momento, lo ripetiamo, la sensazione degli addetti ai lavori è che entro venerdì Bonucci vestirà la maglia bianconera. L’agente del giocatore, Davide Torchia, ieri ha passato il pomeriggio ad attendere notizie, producendosi in un laconico ma preciso commento: «L’unica cosa certa è che se la Juve arriva a Bonucci, prende la totalità del cartellino». Il che fa prefigurare un imminente accordo con il Bari. Ma il Genoa, appunto, è un’altra cosa. Per rimanere alla difesa, emergono nuovi particolari sul caso Gallas. La Juve a metà della scorsa settimana avrebbe formulato un’offerta ufficiale al giocatore (tesi però smentita da Marotta), salvo ricredersi dopo le prestazioni poco convincenti del diretto interessato al Mondiale. Pare sia stato lo stesso Del Neri a frenare. A prescindere sulla ricostruzione, emerge il fatto che a questo punto Marotta dovrà reperire un altro specialista del ruolo, ancora da identificare. Due se dovesse fallire inopinatamente l’assalto a Bonucci. Il Palermo è sempre in attesa di sistemare Simon Kjaer, ma al momento il danese non rientra nella lista della spesa bianconera. Ma superato lo scoglio delle comproprietà, si aprirà un nuovo mercato. E sicuramente si riparlerà di Aleksandar Kolarov. Anche qui si registra un certo ottimismo in casa bianconera, legato alla convinzione che il Real Madrid in tema di esterni privilegerà la pista Maicon. A destra, invece, tutto dipende dall’esito della trattativa tra Udinese e Roma per Marco Motta. Se la spunteranno i friulani, il giocatore verrà dirottato alla Juve in un secondo tempo, altrimenti anche qui andrà individuata un’alternativa ( Cassani?).
I PEZZI GROSSI - Molto deve ancora accadere nell’edificazione della Juve. E non ci riferiamo solo alla quantità. Se le condizioni (vedi atteggiamento di Diego) lo permetteranno, l’assalto a Edin Dzeko avrà grosse chance di andare in porto. E - la ripetizione è voluta se le condizioni lo permetteranno (leggi partenza di Momo Sissoko o Christian Poulsen) si potrebbe assistere anche un clamoroso assalto a Riccardo Montolivo. Il giocatore, dicono i bene informati, punta a un ulteriore salto di qualità, ed è certo che Del Neri farebbe carte false per averlo al fianco di Felipe Melo. Si tratta, beninteso, di un’operazione ancora da abbozzare, eppure presente nel disegno strategico della Juve. Come dice Marotta: «Il cantiere è aperto».
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