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Bearzot, il saluto di Lippi e Prandelli: «Un grande»

Bearzot, il saluto di Lippi e Prandelli: «Un grande»
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L'ex ct campione del mondo: «Vicino a noi, sempre». L'attuale: «Maestro»
ROMA, 21 dicembre - Stupore e gran dolore: con questi due sentimenti Marcello Lippi reagisce alla notizia della scomparsa di Enzo Bearzot: «Come e quando è successo?...» la prima reazione del Ct, campione del mondo nel 2006. «È una notizia che mi dà un profondo dolore e un gran dispiacere - aggiunge poi Lippi - negli anni in cui ho guidato la Nazionale è stato sempre vicino a me alla mia Italia. Ci sentivamo e vedevamo spesso. D'altra parte l'ho anche avuto come allenatore quando fui convocato nell'under 23 azzurro. Poi, nei miei anni da Ct mi è sempre stato vicino e ha fatto sempre sentire il suo affetto. Sono orgoglioso di stare nella storia del calcio vicino a un grande come Bearzot. Ma in questo momento - conclude Lippi - l'unica cosa che mi sento di dire è mandare un grande abbraccio alla sua famiglia».

PRANDELLI: MAESTRO DI FILOSOFIA DEL GRUPPO
- «Il calcio italiano perde il protagonista di una delle pagine più belle ed emozionanti della sua storia, ma soprattutto perde un maestro di calcio che della gestione del gruppo ha fatto una filosofia alla quale tutta la scuola di allenatori italiani continua a fare riferimento». Così il ct della Nazionale Cesare Prandelli ha commentato la scomparsa di Enzo Bearzot, ct dell'Italia campione del mondo nel 1982. «Il formidabile successo del Mondiale in Spagna nell'82 è stata la logica conseguenza di un altro capolavoro, il quarto posto conquistato nell'edizione precedente, quella del '78 in Argentina, con una Nazionale ricostruita dalle fondamenta sotto il profilo tecnico e soprattutto attitudinale - ha proseguito Prandelli, secondo quanto si legge in una nota diffusa dalla Federcalcio -. Il coraggio delle sue scelte, delle quali hanno beneficiato giovani talenti del calibro di Cabrini, Rossi, Bergomi - solo per citarne alcuni - ai quali Bearzot dispensava consigli e fiducia, ci ha consegnato una generazione di campioni quasi senza eguali. Ci mancherà e mancheranno al calcio la sua saggezza, l'onesta e il buon senso».

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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