Il medico Pirani, nel suo interrogatorio, avrebbe fatto riferimento ad altre quattro o cinque partite, anche di serie A, oltre alle 18 contestate nell'ordinanza di custodia cautelare. Il centrocampista della Roma De Rossi: «Sono stati fatti dei riferimenti falsi alla mia persona per una vicenda alla quale sono detto tutto estraneo». Abete, presidente Figc: «Critiche ad ufficio Palazzi sono strumentali. Al tempo di Calciopoli giustizia sportiva chiuse tutto in due mesi». Intanto oggi sono iniziati gli interrogatori
MODENA, 3 giugno - Altra giornata frenetica sul fronte calcioscommese. È prevista quest'oggi la prima tornata di interrogatori delle sette persone arrestate nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Cremona sulle partite truccate. Fra i primi a dover essere sentiti ci dovrebbe essere Massimo Erodiani, pescarese, titolare di agenzie di scommesse ritenuto tra i promotori dell'organizzazione della quale altre nove persone sono agli arresti domiciliari. Gli interrogatori si terranno davanti al gip di Cremona Guido Salvini. Oltre a Erodiani, oggi dovrebbero essere interrogati dal gip di Cremona Guido Salvini anche Marco Pirani, medico odontoiatra di Sirolo (Ancona), ritenuto con Erodiani il promotore del sistema di scommesse clandestine; Antonio Bellavista, detto 'Makelelè', ex calciatore di seria A e, infine, Marco Paoloni, portiere della Cremonese poi passato al Benevento.
AGGIORNA LA DIRETTA
22.30 - ABETE: «PLAYOFF E PLAYOUT AVANTI»
«
I playoff e i playout dovranno andare avanti dopo di che ci saranno i tempi tecnici per fare chiarezza su questa situazione». Così il presidente della federcalcio Giancarlo Abete ha risposto ad una domanda sui tempi previsti dalla giustizia sportiva in merito al 'terremoto' innescato nel sistema calcio dall'indagine sul calcio scommesse. «
Modena - ha aggiunto Abete ai microfoni della Rai nell'intervallo di Italia-Estonia allo stadio Braglia -
ha risposto alla grande; una risposta di maturità dei tifosi che sanno distinguere tra la parte positiva del calcio e alcune mele marce. C'è un problema di un sistema professionistico eccessivo - ha aggiunto il n.1 della Figc -
ma non si può giustificare un comportamento improprio rispetto a difficoltà di alcuni club».
20.56 - MOGGI: «INTERCETTAZIONI? ANDIAMOCI CAUTI»
«
Sono cosciente del fatto che si tratta di intercettazioni, ci andrei cauto dal momento che le intercettazioni sono come si leggono e non come sono...». Lo ha detto Luciano Moggi in collegamento diretto telefonico al convegno 'Calciopoli: storia di un inganno' che si è svolto all'Aquila, in riferimento alle vicende degli ultimi giorni. «
A mio avviso è un processo fatto prima del processo, così si uccidono le persone. Non vorrei - ha concluso -
che si finisse come ha fatto il Procuratore federale Palazzi, che ha preso come vangelo le 20 telefonate dimenticando le altre 170 mila...».
20.30 - LA MOGLIE A PAOLONI: «AMORE, DIMMI LA VERITA'»
Michela Spinelli è vittima e forse complice delle follie del marito Marco Paoloni, il portiere della Cremonese e poi del Benevento finito in carcere per il calcioscommesse, accusato di aver combinato diverse partite e di aver avvelenato i suoi compagni di squadra affinchè giocassero male e perdessero la gara. Michela si è presentata in procura a Cremona, dove Paoloni non ha risposto al Gip Guido Salvini: i capelli legati e il piercing, il volto teso e gli occhi lucidi, ha subito precisato un paio di concetti. «
Per tutelare i miei genitori e mia figlia che ha solo 3 anni», ha detto facendo intendere quali fossero le priorità. «
Non è vero che la casa dei miei genitori sia stata ipotecata - ha detto -
e non è vero che è stato ipotecato il mio stipendio». Non una parola per il marito, solo una risposta alle tante domande: «
In carcere non fa altro che piangere». Eppure nelle intercettazioni allegate all'inchiesta questa maestra elementare spunta più volte. Non per colpe sue, in realtà, ma per i danni e i bluff del marito, "
personaggio centrale" dell'inchiesta - scrive Salvini - e uomo dalla "
accanita propensione al gioco". Un millantatore, anche, che ai suoi compari rivela di avere contatti con mezzo mondo del calcio e di riuscire ad agganciare giocatori qua e là per pilotare le partite. Per poi finire minacciato dagli stessi personaggi quando scoprono il giochetto: «
Ti sei inventato tutto...non c'era uno che stava con noi» gli urla l'ex capitano del Bari Antonio Bellavista dopo il 'biscotto' di Inter-Lecce. E prosegue: «
Tu domenica ci hai rovinato tutti...ci hai fatto perdere...qua veramente la gente ti viene a sparare...ti faccio vedere io che fine fai...vengo io a casa tua..». Anche Massimo Erodiani è esplicito. «
La cazzata l'hai fatta tu e tu la devi risolvere...non puoi mettere sul lastrico 20 famiglie». Michela sembra conoscere le mosse avventate del marito, tanto che in una telefonata con lui è esplicita: «
Dimmi la verità...quanti assegni miei hai in mano?». E davanti a Paoloni che finge di non capire la gravità della situazione, lei risponde così: «
Il problema non è quello (degli assegni, ndr)
...è il restante». La donna si accorge che la situazione sta sfuggendo di mano, eppure sembra fare poco. Anche perchè sono suoi l'assegno di 27.500 euro e quello in bianco (con la firma falsa fatta dal marito) che Paoloni gira a Erodiani per pagare i debiti; è intestata alla maestra una delle cinque carte Post Pay con cui dal 31 maggio 2010 al 2 marzo 2011 Paoloni gioca centomila euro. Ed è dei genitori di Michela la casa che sarebbe stata ipotecata, così come è sempre lei a chiedere il mutuo. Michela smentisce tutto, il Gip conferma. Ma è in due telefonate che si comprende bene quando la donna sia allo stesso tempo vittima e partecipe. Nella prima, il 9 febbraio 2011, Erodiani e Mario Pirani la chiamano «
con il palese intento di riferirle tutti i particolari della situazione» del marito, scrive il Gip. La telefonata dura 12 minuti e mezzo e per la prima volta Michela scopre la reale entità dei debiti di Paoloni. «
Quanto sai tu per essere chiari?» le dice Eridiani. E lei: «
Oddio, io so che siamo scesi a 42...se non è così dimmelo che per fortuna ho preso cento...dimmi quant'è». Poi comincia a preoccuparsi: «
Aspetta un attimo max ferma il mondo ma quelli che adesso sono usciti fuori? non ti sono arrivati? non t'ha dato niente finora?...io casco proprio dalle nuvole io ho chiesto cento ma sono tutti per voi?». E Eridiani: «
Eh, praticamente sì... tu devi sapere la verità, magari fossero 46 a me sono 106». A quel punto Michela non parla più. La vicenda esplode però il 21 marzo, subito dopo la partita Benevento-Pisa, una di quelle che Paoloni avrebbe dovuto aggiustare. Ma anche stavolta finisce male. Michela parla al telefono con il marito. «
Che hai fatto amore mio...hai fatto un casino eh Marco?» dice ormai consapevole. E lui, piangendo, risponde: «
Mi stavano addosso...mi stavano addosso Michè, ma io non gliela ho data vinta». «
Marco, Marco, Marco... - impreca a questo punto la moglie -
per favore, mi dici cosa è successo? Mi dici a chi c... hai dato questi assegni, voglio sapere cosa è successo».
20.28 - C'E' L'OMBRA DELLA CAMORRA
Nuovi interrogatori sono stati già programmati dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli nell'ambito dell' inchiesta sul calcio scommesse scaturita da una indagine sulle attività di riciclaggio del clan D'Alessandro di Castellammare di Stabia. I pm Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa e il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo al momento non hanno avanzato alcuna richiesta di atti ai colleghi di Cremona che stanno tentando di far luce sul nuovo scandalo che sta mettendo a rumore il mondo del calcio. Nè richieste analoghe sono giunte al Palazzo di Giustizia di Napoli da parte dei pm della procura lombarda nonostante, stando alle indiscrezioni, vi sarebbero elementi di connessione tra le due indagini. Se queste due inchieste marciano finora separate, già sono stati invece stabiliti contatti tra la procura di Bari e quella di Cremona in relazione a un altro fascicolo riguardante illeciti legati al giro delle scommesse. I magistrati pugliesi, che indagano da quattro mesi sul presunto taroccamento della partita Bari-Livorno 4-1 del primo dicembre dello scorso anno, hanno infatti richiesto copia degli atti raccolti dalla procura lombarda. Da oltre un anno è invece decollata l'inchiesta della Dda partenopea sul calcioscommesse scoperto per caso dalle intercettazioni telefoniche che erano state disposte per far luce sugli affari del clan D'Alessandro. È emerso che uomini vicini alla camorra avrebbero anche contattato calciatori per alterare risultati di partite, in particolare della Lega Pro. Tra i match finiti nel mirino degli investigatori vi è in particolare Juve Stabia-Sorrento, del 5 aprile 2009. Ma l'attenzione si è via via concentrata anche su incontri di campionati delle serie superiore e su tornei esteri, in Europa e in Sud America. A destare sospetti gli ingenti flussi di giocate e soprattutto una percentuale assai consistente di puntate effettuate nei secondi tempi e negli ultimi minuti delle partite.
20.16 - ROMA: «TUTELEREMO IL CLUB E DE ROSSI»
Sulla vicenda di Daniele De Rossi è intervenuta in serata anche la Roma, con un comunicato apparso sul sito del club giallorosso. «
In relazione a talune indiscrezioni del tutto prive di ogni fondamento - così come tempestivamente confermato da autorevoli fonti giudiziarie -
pubblicate in data odierna su alcuni organi di stampa, ove il nome del calciatore Daniele De Rossi è stato associato alla vicenda relativa al procedimento penale di cui si sta occupando la procura della Repubblica di Cremona - afferma il comunicato -
la As Roma Spa ribadisce che supporterà in ogni modo il proprio tesserato nelle sedi competenti, nei confronti di chi ha leso l'immagine e l'onorabilità di Daniele De Rossi ed agirà, conseguenzialmente, anche a tutela della società stessa e dei propri azionisti».
18.52 - PIACENZA: «NON GIOCHIAMO I PLAYOUT»
Il Piacenza insiste e chiede nuovamente la sospensione dei playout di serie B. Domani alle 20.45 è in programma allo stadio Garilli la prima sfida con l'AlbinoLeffe che deciderà l'ultima retrocessione, ma la società emiliana vorrebbe che la Federazione ne disponesse l'immediato rinvio. L'amministratore delegato Maurizio Riccardi e il legale del club, avvocato Claudio Borgoni, hanno presentato il contenuto di una istanza diretta alla Federcalcio. Dopo il presunto coinvolgimento del difensore Carlo Gervasoni e di altri biancorossi nell'ipotizzata 'combine' di Atalanta- Piacenza del 19 marzo scorso (3-0 per i bergamaschi), i dirigenti si trovano in una situazione davvero complessa. Spiega Riccardi: «
Non siamo nemmeno in grado di sapere qual è la formazione migliore da mandare in campo, così come previsto dalle norme». Proprio la Federazione dovrebbe operare per far fronte a una condizione oggettiva. «
Il problema - dice l'avvocato Borgoni -
riguarda più squadre e gli stessi spettatori, nel senso che determinate responsabilità andrebbero accertate prima della disputa degli spareggi. Il campionato è stato regolare?. Alcuni giocatori domani in campo potrebbero poi essere deferiti alla Commissione Disciplinare e non sarebbe escluso un aggravamento delle conseguenze di eventuali reati». «
Nella vicenda - continua Riccardi -
noi siamo sicuramente parte lesa, visto che quella partita l'abbiamo persa. Alla Federazione chiediamo anche l'autorizzazione ad adire le vie legali: siamo disposti a percorrere ogni strada per tutelare la società e i tifosi».
18.30 - ERODIANI, SOSTANZIALE CONFERMA DEI FATTI
Avrebbe confermato la ricostruzione dei fatti contenuta nell'ordinanza di custodia cautelare Massimo Erodiani, uno dei principali protagonisti dell'inchiesta sulle partite truccate della Procura di Cremona. L'interrogatorio di garanzia di Erodiani si è concluso da poco e il gip Guido Salvini si è limitato a dire che c'è «
una conferma del quadro accusatorio» da parte dei due indagati sentiti oggi tra i sette per cui è stato disposto il carcere. I due, ha detto il gip, hanno fornito «
ampie dichiarazioni sui fatti».
18.00 - CODACONS: INIBIRE SCOMMESSE SPORTIVE
Il Codacons chiede ufficialmente alla Procura di Cremona di inibire tutte le scommesse sportive. «
Alla luce di quanto sta emergendo, in merito al recente scandalo che ha travolto (ancora una volta)
il mondo del calcio, e con le indagini, ancora in corso, il Codacons - si legge in un comunicato -
chiede alla Procura di Cremona di inibire cautelarmente ogni tipo di scommessa sportiva». Secondo l'associazione, inoltre, gli scommettitori hanno diritto alla restituzione dell'intero ammontare delle scommesse effettuate durante i campionati di calcio incriminati. «
Da una prima stima la cifra si aggirerebbe intorno ai quattro miliardi di euro». In attesa di conoscere i risultati delle indagine, e nuove e ulteriori indiscrezioni, il Codacons ha deciso di iniziare a raccogliere le preadesioni per la class-action in favore degli scommettitori "onesti", attualmente in fase di studio, sul blog del presidente Carlo Rienzi.
17.40 - AVV. GIANNONE «VUOLE RISPONDERE A TUTTE LE DOMANDE»
Francesco Giannone, il commercialista arrestato a Bologna per il 'calcioscomesse', domani a Cremona davanti al Gip «
vuole rispondere a tutte le domande, rintuzzare le accuse ingiuste ed eventualmente riferire ciò che è a sua conoscenza con lealtà». A spiegarlo è il suo difensore, l'avv.Fausto Bruzzese. «
Ci preme chiarire la sua posizione», ha aggiunto. «
Ho avuto la possibilità di leggere tutte l'ordinanza - ha detto Bruzzese -
e mi sono fatto l'idea che Giannone sarà in grado di chiarire tutti gli aspetti di questa vicenda che lo riguardano direttamente. Quello che ci sembra di dovere respingere con forza è il fatto che ci sia stata da parte sua una tentata estorsione nei riguardi di qualcuno. Minacce non ci sono state e nè potevano esserci: Giannone è una persona perbene, incensurata, totalmente estranea ad ogni ambiente delinquenziale. Qualsiasi minaccia, o qualcosa di interpretato come tale, non aveva dietro una struttura che la rendesse degna di nota. Gli altri aspetti, quelli collegati ad un meccanismo di scommesse, lui li intende chiarire. Io ritengo che debba e possa farlo con franchezza. D'altronde è inevitabile che l'attività investigativa interpreti dei fatti. Ora sarà necessario verificare se queste interpretazioni sono corrette o meno». Bruzzese difende anche l'altro commercialista finito nella vicenda, Bruno, che si trova agli arresti domiciliari a Bologna: «
Anche lui vuole chiarire la posizione. È naturale che il suo interrogatorio avverrà più in là come tempi, essendo ai domiciliari». Giannone e Bruni, sono titolari di uno studio di commercialisti dove il 15 marzo si sarebbe svolto un incontro per pianificare le azioni del gruppo dei 'bolognesi', tra i quali Signori, Bellavista e Erodiani. Giannone e Bruni, insieme a Signori, avrebbero puntato 150.000 euro su Inter-Lecce il 20 marzo.
16.45 - PIRANI PARLA ANCHE DI ALTRE PARTITE DI A
Il medico Marco Pirani, nel suo interrogatorio, avrebbe fatto riferimento ad altre quattro o cinque partite, anche di serie A, oltre alle 18 contestate nell'ordinanza di custodia cautelare. Partite che non risalirebbero solo al campionato scorso. Circostanze, queste, che saranno approfondite martedì prossimo in un interrogatorio davanti al pm Roberto Di Martino. A quanto si è saputo, Pirani avrebbe in qualche modo preso le distanze dagli altri indagati, minimizzando il suo ruolo all'interno della presunta organizzazione.
16.00 - PARLERA' ANCHE MASSIMO ERODIANI
Risponderà alle domande del gip Guido Salvini, che ne ha disposto l'arresto, il titolare di agenzie di scommesse Massimo Erodiani. Lo ha spiegato uno dei suoi avvocati, il quale ha sottolineato come siano andati a vuoto i tentativi di far valutare inutilizzabili le intercettazioni telefoniche nell'ambito dell'inchiesta. "Qualora le intercettazioni fossero state giudicate inutilizzabili - ha spiegato l'avvocato Giancarlo De Marco - il processo si sarebbe svuotato -. Così non è stato e abbiamo quindi deciso di far rispondere il nostro assistito". Il legale ha detto che la scelta di rispondere di un altro indagato, Marco Pirani, ha un poco scompaginato le carte". Cosa che non sarebbe successa se tutti avessero fatto valere l'inutilizzabilità delle intercettazioni. Il legale chiederà per Erodiani la scarcerazione oppure un'attuazione della misura cautelare. Erodiani è infatti una delle sette persone per le quali è stato disposto il carcere
15.51 - MOGLIE PAOLONI: «VOGLIO TUTELARE MIEI GENITORI»
Michela Spinelli, moglie dell'ex portiere della Cremonese e poi del Benevento, Marco Paoloni, è giunta in tribunale a Cremona con l'avvocato del marito e ha voluto fare alcune precisazioni sulla vicenda:
«Non è vero che la casa dei miei genitori sia stata ipotecata - ha detto la donna visibilmente provata -
non è vero che è stato ipotecato l'aumento del mio stipendio. Lo dico perché i miei genitori hanno un'attività a Civitavecchia ormai da decenni. Lo dico anche per tutelare mia figlia che ha solo tre anni».
15.43 - AVV.PAOLONI: «ORIENTATO A NON RISPONDERE»
Potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere Marco Paoloni, ex portiere della Cremonese, poi al Benevento, arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulle partite truccate della Procura di Cremona. È questo l'orientamento preannunciato dal suo legale, Emanuela Di Paolo, al suo arrivo in tribunale a Cremona.
«È tuttora molto scosso - ha spiegato il legale -
e, di conseguenza stiamo valutando se rispondere al gip».
15.23 - FC SUDTIROL: «CERCHIAMO SALVEZZA SU CAMPO»
«A noi le vicende extracalcistiche degli altri non devono interessare, né condizionarci in alcun modo. Ciò che conta, ora, è il campo. E così sarà anche per i nostri avversari. Da Ravenna vogliamo tornare con la salvezza». Lo afferma l'allenatore dell'Fc Suedtirol (Fcs), Maurizio Pellegrino, in vista dalla partita di domenica contro il Ravenna, coinvolto nell'inchiesta di Calcioscommesse. Le due squadre si giocano, infatti, la permanenza in Lega Pro Prima divisione. La partita d'andata è andata agli altoatesino (1-0). La gara di ritorno di playout viene disputata allo stadio Benelli di Ravenna.
15.14 - LEGALE PIRANI: «STA PARLANDO NOTEVOLMENTE»
Marco Pirani, il medico odontoiatra anconetano sentito oggi dal gip Guido Salvini nell'ambito dell'inchiesta sulle partite truccate
«sta parlando notevolmente». A dirlo è stato il suo legale, Alessandro Scaloni, durante una pausa dell'interrogatorio che è stato brevemente sospeso e riprenderà tra una quarantina di minuti.
«Stiamo affrontando tutti i punti dei capi di imputazione», ha detto il legale. Nel frattempo, è ancora incerto se Massimo Erodiani, a capo di una serie di agenzie di scommesse e ritenuto il principale protagonista dell'inchiesta decida se rispondere o meno alle domande del gip. Nel pomeriggio dovrebbero inoltre tenersi l'interrogatorio dell'ex calciatore Antonio Bellavista, detto Makelelè, e di un altro protagonista dell'inchiesta, Marco Paoloni, ex portiere della Cremonese poi al Benevento
14.41 - DE ROSSI: «TUTELERÒ MIA IMMAGINE IN SEDE GIUDIZIARIA»
«È mia intenzione - ha dichiarato De Rossi -
sottolineare tutta la mia indignazione per quanto apparso su alcuni organi di stampa e, peraltro, immediatamente smentito da autorevoli fonti giudiziarie, riguardo una vicenda che mi vede del tutto estraneo».
«Sono stati fatti - ha aggiunto De Rossi nella sua dichiarazione all'ANSA -
riferimenti alla mia persona del tutto falsi ed inventati, e per questo tutelerò la mia immagine e la mia onorabilità in sede giudiziaria contro chiunque assocerà il mio nome a questa vicenda. Non ho altro da aggiungere».
14.32 - DE ROSSI: «SONO INDIGNATO»
«Sono indignato, sono stati fatti dei riferimenti falsi alla mia persona per una vicenda alla quale sono detto tutto estraneo»: è questo il senso di una dichiarazione all'ANSA di Daniele De Rossi dopo che il suo nome è stato accostato all'inchiesta di Cremona sul Calcioscommesse
14.10 - AVV.ASCOLI: «NIENTE A CHE FARE CON SCANDALO»
«L'Ascoli calcio vuole dimostrare in tutte le sedi che non ha niente a che fare con lo scandalo del calcio scommesse scoppiato l'1 giugno». Così l'avv. Mauro Gionni, che stamane ha depositato presso il gip e la Procura di Cremona, titolare dell'inchiesta, la costituzione di parte lesa per conto della società.
«Riteniamo di non dover essere coinvolti in alcun modo, in quanto estranei alla vicenda che riguarderebbe, eventualmente, responsabilità dei singoli. Ma è bene che si sappia fin d'ora che l'Ascoli ha sempre combattuto certi comportamenti», dice Gionni. Il riferimento, tra l'altro, è a una denuncia che al termine del campionato 2008-2009 il presidente Roberto Benigni fece proprio al procuratore federale Palazzi segnalando qualche anomalia nei risultati della squadra, che giocava sempre molto bene, ma non raccoglieva punti. Benigni, alla luce di qualche sospetto, presentò alla giustizia calcistica una denuncia contro ignoti, che però non ha avuto seguito. A gennaio scorso, poi, uno dei tesserati coinvolti, Vincenzo Sommese, venne messo fuori squadra, ufficialmente per aver rifiutato un trasferimento. Anche l'altro giocatore coinvolto, Vittorio Micolucci, nella parte finale del campionato scorso è finito in panchina.
«Produrremo, se necessario, documenti e memorie volte a far emergere il corretto comportamento tenuto dall'Ascoli calcio negli anni - aggiunge l'avv. Gionni -
tenuto conto che la Procura federale sta acquisendo gli atti dell'inchiesta sportiva». Il penalista ascolano si occuperà dell'aspetto penale, mentre il collega di Roma Enzo Proietti seguirà la parte relativa alla giustizia sportiva.
14.09 - PM CREMONA, NON C'È NOME DI DE ROSSI
Il procuratore di Cremona, Roberto Di Martino, ha spiegato che non vi è il nome del centrocampista della Roma e della Nazionale Daniele De Rossi nell'inchiesta che ha portato all'arresto di 16 persone per un giro di scommesse clandestine.
«Quella di De Rossi è una sciocchezza - ha detto il magistrato -
ho chiesto informazioni ai miei ufficiali di polizia giudiziaria e mi è stato detto che il nome di De Rossi non c'è».
13.57 - ABETE,DE ROSSI? È E SARÀ COLONNA NAZIONALE
«De Rossi è una colonna della Nazionale e sono certo che lo resterà ancora a lungo». Così il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete ha commentato, ai microfoni di Sky Sport 24, il presunto coinvolgimento del centrocampista della Roma nello scandalo del Calcioscommesse.
«Il mondo del calcio non ha difese - ha spiegato il n° 1 della Figc -
, saremo intransigenti con chi ha sbagliato». Abete si dice
«amareggiato e consapevole che il problema ci sarà anche nei prossimi anni. Il calcio ha bisogno di aiuto, non possiamo accettare che questo mondo venga infangato». Sulle intercettazioni Abete precisa:
«La giustizia sportiva non può intervenire, questo è un compito che spetta alla giustizia ordinaria».
13.54 - MERCATO ILLEGALE RACCOGLIE 2,5 MLD ALL'ANNO
Nel 2010 il mercato delle scommesse clandestine sarebbe ammontato a circa 2,5 miliardi di euro contro i 4,4 raccolti da quello legale. Secondo le stime degli esperti citate dall'agenzia specializzata Agicos, il mercato delle scommesse illegali sarebbe in crescita rispetto al 2009 quando le stime del mercato clandestino erano state di circa 1,6 miliardi di euro. Il mercato delle scommesse illegali rappresenterebbe dunque oltre la metà (il 56%) di quello legale, che nel 2010 in Italia ha fatto segnare una raccolta superiore ai 4,4 miliardi di euro.
13.50 - PM CREMONA, ALL'ESAME ALTRI FATTI REATO
Gli indagati nell'inchiesta della Procura di Cremona sulle partite truccate avrebbero commesso altri reati anche dopo la cessazione delle intercettazioni telefoniche che sono contenute nell'ordinanza di custodia cautelare che ha portato all'arresto di 16 di loro e all'iscrizione sul registro degli indagati di altri 29. È stato spiegato brevemente dal procuratore di Cremona, Roberto Di Martino, il quale non ha voluto dire di quali reati si tratti anche se non dovrebbero essere illeciti di natura sportiva bensì episodi che si collocano nel rapporto tra gli indagati. Nel frattempo stanno proseguendo gli interrogatori di due degli arrestati, Massimo Erodiani, titolare di una serie di agenzie di scommesse, e Marco Pirani, medico odontoiatra con Erodiani ritenuto tra i promotori dell'organizzazione. Di Martino ha anche spiegato che, in tempi brevi, trasmetterà gli atti, o parte degli atti dell'inchiesta, al procuratore della Federcalcio Stefano Palazzi.
13.15 - CALCIOSCOMMESSE: ASCOLI SI COSTITUISCE PARTE LESA
L'Ascoli Calcio, attraverso il proprio legale, l'avv. Mauro Gionni, si è formalmente costituito come parte lesa nel procedimento penale sul Calcioscommesse, pendente presso la procura del Tribunale di Cremona. La società si riserva di costituirsi parte civile laddove si accertassero danni patrimoniali e sportivi cagionati al club dalle condotte degli indagati, oggetto di accertamento da parte dell'autorità giudiziaria. Nell'inchiesta sono coinvolti tre tesserati della società bianconera: Vittorio Micolucci e Vincenzo Sommese (agli arresti domiciliari), e Alex Pederzoli, indagato a piede libero.
13.00 - TRENTASETTE PARTITE SOSPETTE SEGNALATE NELLA STAGIONE 2010/2011
Quattro-cinque partite di serie A. Dodici di serie B e più o meno una ventina di Lega Pro. In totale, fa sapere Agipronews, quasi una quarantina di gare che, nel corso della stagione 2010/2011 sono arrivate sui tavoli della procura federale della Figc su segnalazione dei Monopoli di Stato, attraverso il sofisticato meccanismo di controllo – il “Robocop” a disposizione dell’ente regolatore del gioco, in grado di controllare singole scommesse e giocate multiple fino a cinque gare – che monitora i flussi di qualsiasi tipologia di scommessa inserita nei palinsesti di gioco sul calcio. Le segnalazioni sono state il frutto di un'analisi accurata, sia nella fase “ante”, sia in quella “post” (prima e dopo le gare), a fronte di picchi di danaro scommesso fuori della norma e relativo abbassamento repentino delle quote. Sia chiaro: non tutte le segnalazioni sui movimenti di gioco relativi ai vari “segni” di giocata _ dall'1X2, all'Under/Over, al risultato esatto ecc. _ hanno trovato riscontri tangibili con gli esiti delle partite. Ma in alcuni frangenti la segnalazione ha avuto riscontro pieno, come nel caso di Atalanta-Piacenza, finita nel faldone dell’inchiesta su “Scommessopoli”. Il match dello scorso 19 marzo sul quale la procura federale della Figc aveva aperto un fascicolo su segnalazione dei Monopoli di Stato su flussi anomali di scommesse: dopo aver verificato un’insolita concentrazione di giocate (nell’ordine di centinaia di migliaia di euro) sul segno «1» e sulle tipologie “Primo tempo/finale”(l'esito delle due frazioni di gioco) e «Primo tempo 1X2» (il segno con il quale si sono chiusi i primi 45’). In entrambi i casi, gli scommettitori avevano puntato quasi esclusivamente sull’Atalanta vincente anche nella prima frazione di gioco (3-0 alla fine del primo tempo, risultato poi definitivo). I Monopoli avevano inviato in via Allegri – nella serata di venerdì 18 marzo, 24 ore prima della partita - la segnalazione su flussi anomali sulla vittoria dell’Atalanta.
12.30 - PIRANI HA INTENZIONE DI RISPONDERE AL GIP
Ha espresso l'intenzione di rispondere al gip di Cremona, Guido Salvini, Marco Pirani, il medico odontoiatra della provincia di Ancona, arrestato nell'ambito dell'inchiesta sul sistema di scommesse clandestine. Lo ha spiegato prima dell'inizio dell'interrogatorio, il suo legale, Alessandro Scaloni, il quale ha detto che il medico si dichiara "assolutamente innocente" riguardo la ricetta con la quale l'ex portiere della Cremonese Marco Paoloni acquistò delle benzodiazepine che somministrò ad alcuni suoi compagni di squadra in occasione della partita Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010 per alterare il corso della partita. La somministrazione di lormetazepam provocò uno stato di sonnolenza e affaticamento nei calciatori. Pirani ha spiegato che qualora avesse avuto coscienza che era destinato a un uso illecito, mai avrebbe prescritto il farmaco sulla propria carta intestata alla moglie di Paoloni, che ne aveva fatta esplicita richiesta. Non si sa ancora quale sarà la scelta di Massimo Erodiani, titolare di agenzie di scommesse nel pescarese: non si sa se parlerà al gip o, invece, si avvarrà della facoltà di non rispondere. I suoi legali intendono comunque contestare l'utilizzabilità delle intercettazioni contenute nell'ordinanza di custodia cautelare per una serie di ragioni tecniche.
12.00 - PARLA ABETE
La giustizia sportiva
«deve fare in tempo prima della nuova stagione, deve essere tempestiva». Lo ha detto il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete, a proposito del nuovo scandalo del calcioscommesse, intervistato dal Tg1 all'interno di "UnoMattina estate".
«Vorrei ricordare che quando ci fu Calciopoli, nel 2006, la giustizia sportiva chiuse il suo corso in due mesi. Oggi a Napoli la giustizia ordinaria è al primo grado, dopo cinque anni». La tempestività, ha aggiunto Abete, è necessaria
«per consentire la definizione degli organici» per la prossima stagione.
11.55 - LE CRITICHE A PALAZZI
Quanto alle critiche mosse in queste ore alla procura federale guidata da Palazzi, il presidente della Figc le ha definite
«strumentali».
«Non dimentichiamo che siamo un organismo derivato - ha spiegato -
Cosa si scoprirebbe in Italia, se non ci fossero le perquisizioni, le intercettazioni, i controlli bancari? Noi non possiamo farlo. Se la procura federale avesse queste possibilità, allora capirei queste osservazioni...».
11.40 - L'ATTACCO ALLA SNAI
Poi l'attacco alla Snai sul fronte delle scommesse:
«La Snai aveva segnalato le partite? Non accettiamo pistolotti da nessuno».
11.30 - RISPOSTA A PRANDELLI
Abete ha anche commentato l'appello lanciato da Prandelli al mondo del calcio, per far cadere un muro di omertà:
«Di fronte ai comportamenti delinquenziali - ha detto -
da una parte bisogna migliorare il sistema dei controlli e delle sanzioni, dall'altra bisogna far emergere una dimensione di responsabilità di chi opera nel calcio, per allontanare le mele marce.
Bisogna rafforzare la logica della responsabilità e far venir meno l'omertà che è presente nella società italiana, e anche alle volte nel mondo del calcio». Dopo l'intervista rilasciata ieri all'ANSA dall'ad di Snai Ughi, nella quale si parlava di una richiesta di maggior controllo fatta al mondo dello sport, Abete è anche intervenuto sui rischi che il mondo del calcio corre:
«Noi dobbiamo ringraziare le forze dell'ordine e la magistratura per quello che stanno facendo - ha detto -
d'altra parte il sistema delle scommesse non porta alcun beneficio, al calcio, noi siamo solo soggetti a rischio. Se si può scommettere anche sul numero dei gol fino all'ultimo minuto, fino all'ultimo secondo, non c'è possibilità di premunirsi nei confronti di comportamenti non corretti»
.
11.29 - VOCI SULLA SERIE A
Le voci su un allargamento dello scandalo alla serie A:
«Ci sono situazioni in cui tesserati o ex tesserati fanno riferimento a partite della massima serie - ha concluso il presidente della Figc -
ma finora senza riscontri. Dobbiamo capire fin dove questi personaggi si siano spinti: a prima vista, sembra che la loro dimensione non sia tale da arrivare a questi livelli».
11.24 - L'AMAREZZA DI ABETE E I COSTI DEI CONTROLLI
Abete, che si è definito
«amareggiato e sgomento», per il nuovo scandalo, ha ribadito la necessità
«di fare al più presto luce sui fatti. Dobbiamo garantire la partenza regolare della stagione 2011-2012, la giustizia sportiva deve fare in modo veloce e fare bene». Abete ha infine ribadito i limiti strutturali della giustizia sportiva:
«Ricordo ancora che su Calciopoli dopo cinque anni la giustizia ordinaria è ancor al primo grado. Il nostro è un ruolo diverso, la giustizia sportiva deve fare presto ma ha strumenti diversi. Non può far uso delle intercettazioni, non può fare le perquisizioni, non può fare controlli bancari per capire se un assegno è stato o non è stato staccato. D'altra parte quello delle scommesse è un problema mondiale. La Fifa ha dato 20 milioni di euro all'Interpol, il Cio se ne è occupato e tornerà ad occuparsene il 15 giugno, lo stesso farà l'Uefa chiedendo il sostegno delle forze dell'ordine e della magistratura».
AGGIORNA LA DIRETTA