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Il Napoli supera il Chievo. La Roma cade con il Siena

Gli azzurri superano 2-0 i veneti grazie ai gol nel primo tempo di Britos e Cavani (su rigore). Nell'altro posticipo della 23ª i giallorossi di Luis Enrique si fanno sorprendere dai toscani in gol dagli 11 metri con Calaiò

Il Napoli supera il Chievo. La Roma cade con il Siena 
ROMA - Il Napoli passa 2-0 contro il Siena, la Roma cade 1-0 in casa del Siena. Sono questi i risultati dei posticipi della 23ª giornata di Serie A che sancisce di fatto la spaccatura della classifica di Serie A in due tronconi. Al San Paolo bastano i gol nel primo tempo di Britos e Cavani (su calcio di rigore) per regalare la vittoria alla squadra di Mazzarri. Nella ripresa i partenopei controllano in facilità la situazione e tornano in corsa per un posto in Europa. Al Franchi altra giornata no per la squadra di Luis Enrique che cede con il minimo scarto: decide la sfida un gol di Calaiò su calcio di rigore nella ripresa.

NAPOLI-CHIEVO 2-0 (Britos 14' e Cavani 38') - Dopo tanto freddo, e non solo atmosferico, una serata che riscalda i cuori azzurri. Il Napoli batte la 'bestia nerà Chievo, si riappropria del San Paolo, dove non vinceva dallo scorso mese di dicembre, fa pace con i propri tifosi e, in un certo senso, riapre il suo campionato. O almeno si riavvicina al terzo posto, quello valido per la qualificazione Champions, che era l'obiettivo di inizio stagione e che sembrava del tutto abbandonato. Ora la Lazio, terza, è distante otto punti: una rimonta difficilissima (anche perchè in mezzo ci sono altre tre pretendenti), quasi impossibile, ma non del tutto irrealizzabile. La formazione di Mazzarri trova il bandolo della matassa contro una squadra che non è schierata (come ormai fanno tutte o quasi le avversarie del Napoli) in maniera eccessivamente prudente. Di Carlo, infatti, forse un pò avventatamente, se la gioca eccome: piazza quattro uomini sulla linea di difesa, tre a centrocampo e due punte, con Thereau a sostegno. Non c'è dunque in campo per il Napoli un avversario con una disposizione tattica che, in passato, è sempre riuscita ad inaridire il gioco offensivo dei partenopei; i quali, complice anche qualche loro calo di tensione o un deficit atletico, in più di una circostanza hanno finito per fare brutta figura e uscire dal campo senza punti o, al massimo, con un pareggio. Questa volta, però, il destino della partita è diverso. Gli azzurri sembrano più risoluti e concentrati. Mazzarri rifonda la difesa (un po' per la squalifica di Cannavaro, un po' per il precario stato di forma di Campagnaro) e si riaffida, dopo quasi un anno di assenza, a Gianluca Grava, un veterano, uno dei pretoriani della rifondazione napoletana dopo il fallimento. Aronica scala al centro e sulla sinistra trova spazio Britos. A centrocampo il tecnico toscano lascia a riposo Maggio e dà fiducia ad Inler, al fianco di Gargano; mentre in attacco nessuno, tantomeno Mazzarri, oserebbe mettere in discussione i tre tenori. Il Chievo se la gioca ed il Napoli si trova a suo agio. La difesa azzurra regge bene e sulle ripartenze Hamsik, Lavezzi e Cavani fanno sentire la loro velocità. La partita la sblocca al 14' Britos con un colpo di testa su calcio d'angolo e la gara si mette subito al meglio per i padroni di casa perchè il Chievo, già predisposto all'offensiva, deve ancor di più tentare di recuperare. Non è un caso che il rigore del raddoppio Cavani se lo procuri a conclusione di una rapida verticalizzazione di Hamsik. Nella ripresa latitano le emozioni. Il Napoli contiene i veneti e le occasioni da gol scarseggiano. Ma quel che conta per gli azzurri, pur non avendo fatto stropicciare gli occhi, è l'aver ritrovato il passo giusto.

SIENA-ROMA 1-0 (Calaiò 50') - Quanto è bello il Siena di sera. Prima batte il Napoli in Coppa Italia, poi la Roma in campionato. Quanto è bravo Sannino che manda in confusione la Roma di Luis Enrique dopo aver tessuto le lodi della squadra («È la più in forma del campionato») e del tecnico («ha portato idee nuove»). Ma alla fine paga la gavetta più della scuola blaugrana dello spagnolo. La Roma è come gelata dalla neve che ha coperto la capitale in questi giorni: irretita nel gioco, spenta nelle idee e nella corsa. È brutta la squadra di Luis Enrique: confusa in difesa, opaca a centrocampo, inoffensiva in attacco. Soffre le ripartenze del Siena e subisce quattro occasioni da gol prima del rigore partita di Calaiò per l'1-0 finale. Brienza, Destro e Calaiò fanno meglio del tridente giallorosso Borini-Totti-Lamela, con il capitano spento e Borini che perde la sfida col collega ventenne Destro. Già, Destro: ha sciupato, ma si è preso il rigore partita. Se avesse anche segnato la sua sarebbe stata una prestazione con lode. Nella Roma, orfana di De Rossi e Gago, l'unica novità rispetto alle voci della vigilia è Josè Angel al posto di Taddei. Sannino ripropone il 3-5-2 con cui all'andata aveva imposto il pari a Luis Enrique ed affida a Brienza il compito di raccordare centrocampo e attacco. Una curiosità: la sua squadra è tutta italiana negli undici di partenza. La Roma aspira a vincere per mettere nel mirino un piazzamento Champions, ma il Siena, dopo aver pareggiato a Torino con la Juve e battuto il Napoli in Coppa Italia, cerca un altro risultato di prestigio. E per tre volte nei primi 23' mette a nudo le incertezze difensive romaniste: Destro (al 9' ispirato da Rossettini), Calaiò (16' liberato da Brienza) e ancora Destro (23' servito da Giorgi) falliscono tre nette palle gol. Nel Siena del tutti per uno e uno per tutti, brilla Brienza nel ruolo di ispiratore; nella Roma, che fa tanto possesso palla, ma subisce le ripartenze senesi, c'è solo una punizione di Lamela respinta da Pegolo (20'). Negli spazi intasati dalle maglie bianconere e con le fasce arginate da Del Grosso e Giorgi (bravo anche come uomo assist), la Roma fa fatica ad arrivare dalle parti di Pegolo, anche se Pjanic non perde mai lucidità e le giocate di Lamela, pur se non efficaci, sono piacevoli da vedere. Juan soffre la forza e la velocità di Destro. Viviani e Simplicio sono disorientati sotto il pressing di Gazzi e Vergassola. Totti è latitante e si fa notare solo per un calcione, punito con il giallo, su Terzi. Ma quello che più stupisce è la libertà incondizionata di cui gode Brienza, piazzato tra le linee romaniste. Insomma, nei primi 45', il Siena sembra la Roma e Luis Enrique ringrazia la buona sorte, o meglio l'imprecisione di Destro e Calaiò, se la gara resta in parità. Il punteggio resta in equilibrio per poco e neppure il cambio Kjaer per Juan, al rientro dagli spogliatoi, dà sicurezza alla difesa romanista. Anzi, proprio da una incertezza del danese arrivano le condizioni del vantaggio del Siena, che giunge dopo che Destro fallisce la quarta palla gol per i senesi (2' calcia su Stekelemburg dopo uno scambio con Calaiò). È il 5', quando su una triangolazione Vergassola-Calaiò-Destro, il danese tocca il ventenne bianconero in area: rigore, che trasforma Calaiò, e giallo. Luis Enrique toglie Totti e lancia nella mischia Osvaldo (capitano diventa Heinze), fermo dal 4 gennaio, e poi Bojan per Simplicio. La Roma gioca con quattro attaccanti per cercare di recuperare la partita, ma produce un forcing inutile. La squadra di Luis Enrique si conferma incompiuta; il Siena guarda con ottimismo alla salvezza.

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1 commenti

  1. Onizuka87k
    Onizuka87kalle 00:01 del 14/02/2012

    Mazzarri, oggi tutto bene eh? Rigorino e tutti a casa eh?? Nessuna polemica oggi, strano...

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