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De Rossi: «La Bulgaria avversario temibile»

De Rossi: «La Bulgaria avversario temibile»
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© Foto Pegaso
 
«Ciclo Spalletti non è finito». Maggio: «Sì a Cassano in azzurro»
FIRENZE, 9 ottobre - «La Bulgaria è una squadra importante, che darà qualcosina in più perché incontra i campioni del mondo». Daniele De Rossi prende in mano l'Italia. Fa il leader, come nella Roma. Anche perché non c'è Pirlo, e la regia passa a lui: «Chiedete a qualsiasi allenatore quanto è importante Pirlo. Non ce n'è uno che non vuole Pirlo in squadra. Il Milan ha vinto di più con lui in campo...». L'avversario che fa più paura per la sfida di sabato? Ovviamente mister 38 milioni: «Berbatov è fortissimo. Il fatto di giocare con una nazionale forte ma non abituata a vincere secondo me lo ha un po' penalizzato».

LA ROMA - De Rossi si è poi soffermato sul momento della 'sua' Roma. «La colpa è di tutti», spiega il centrocampista «Dire che il ciclo di Spalletti alla Roma è finito è un'analisi superficiale: l'allenatore ha molti meriti, più di quelli che si ricordano ora. La colpa se in questo momento le cose alla Roma non vanno bene non è solo sua, ma di tutti. Non ci sono eroi tra i giocatori. Non sono i romani, sono tutti. Non facciamo ora il discorso che senza Totti sono io a dover prendere per mano la squadra. E con questo non voglio scansare le responsabilità, ma non è giusto nei confronti dei compagni. Il mio amore per la Roma nasce prima di aver cominciato a giocare in questa squadra, e lontano da questa squadra io non mi ci vedo: non sarei altrettanto felice a giocare con un'altra squadra, che la Roma compri o non compri nuovi campioni. Io gioco per la Roma, non per la società. Non sapete Roma che significa. La Roma è un orgoglio».

MAGGIO 'CONVOCA' CASSANO - Non sono più compagni di squadra ma la stima è rimasta immutata: così Christian Maggio, trasferitosi in estate al Napoli e adesso per la prima volta in Nazionale, si trasforma in sponsor di Antonio Cassano. «Io l'avrei convocato - dice di getto Maggio - L'ho sentito in questi giorni, mi ha fatto i complimenti e l'ho ringraziato. Mi avrebbe fatto piacere vederlo qui ma non gli mancheranno altre opportunità. Come ha reagito all'esclusione? L'ha presa bene». Poi ha voluto smentire certe dicerie sul conto dell'ex compagno di squadra: «Cassano non è uno spacca spogliatoi, l'anno scorso alla Samp eravamo 24 e nessuno ha avuto a che ridire. E da quel che mi hanno detto da Genova quest'anno Antonio è ancora più maturato».
 
 
 
 
 

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