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D'Agostino: «La Nazionale? Per me è un onore»

D'Agostino: «La Nazionale? Per me è un onore»
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© Foto Liverani
 
Allenamento degli azzurri: controlli per Perrotta, De Sanctis e Gattuso
FIRENZE, 17 novembre - Poco più di un'ora di lieve allenamento defatigante per i 22 azzurri convocati da Marcello Lippi per l'amichevole Grecia-Italia, questo pomeriggio a Coverciano. Dopo aver riunito gli azzurri e aver tenuto un breve discorso, Lippi ha fatto svolgere alla nazionale una parte fisica e un addestramento tattico con i giocatori divisi in due gruppi, alternandone l'impiego negli schieramenti. A lungo Toni è stato addirittura provato a destra con Iaquinta centrale e Rossi a sinistra. Prove di centrocampo a tre, con Gattuso e De Rossi ora con Perrotta ora con Montolivo. La difesa titolare, mercoledì ad Atene, appare scontata: Bonera e Grosso terzini, Cannavaro e Chiellini centrali. A fine allenamento, il medico azzurro professor Enrico Castellacci ha accompagnato tre giocatori in clinica per esami di controllo definiti assolutamente precauzionali: si tratta di De Sanctis, Perrotta (contusione nel derby) e Gattuso (calcio al naso rimediato ieri in Milan-Chievo).

D'AGOSTINO
- «Credo di aver raggiunto la maglia azzurra perchè adesso ho un'identità tattica ben precisa che prima non avevo». Non si lancia in elogi o proclami Gaetano D'Agostino nonostante la soddisfazione legittima di essere stato convocato per la prima volta dal ct Lippi per l'amichevole di mercoledì con la Grecia. «Sapere di potermi allenare accanto a giocatori come Cannavaro, Camoranesi, Toni è per un grandissimo onore - dice il ventiseienne giocatore dell'Udinese visibilmente emozionato - Tutti quelli che fanno questo mestiere sperano prima o poi di raggiungere questo traguardo, ringrazio Lippi e ovviamente Marino».

IDENTITA'
- Ovvero l'allenatore che a Udine ha saputo dargli questa identità tecnica dopo aver sperato di sfondare a Roma dove D'Agostino ha militato per dieci anni: «Mi dispiace non essere riuscito a sfondare in giallorosso come avrei voluto, ma è stata tutta e soltanto colpa mia». E comunque adesso non è certo il tempo dei rimpianti e delle recriminazioni: «Mi godo questa chiamata in azzurro e insieme ai miei compagni voglio togliermi ancora tante soddisfazioni con l'Udinese dove si sta seguendo un progetto molto simile a quello della Fiorentina. Nonostante gli ultimi due ko di fila non siamo in crisi e gli obiettivi non sono cambiati, puntiamo a restare ai vertici del campionato e ad andare il più avanti possibile in Coppa Uefa».
 
 
 
 
 

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