L'Under 21 di Ferrara vola. Battuta anche la Turchia
Gli azzurrini sconfiggono 2-0 i pari età turchi grazie ai gol di Saponara e Destro e compiono un importante passo in avanti verso le qualificazioni all'Europeo di categoria in Israele nel 2013. È una vittoria di livello considerando che la squadra di Cetiner veniva da quattro vittorie consecutive
© Foto LiveraniRADDOPPIO DESTRO - Prima, però, loro come i circa 5.000 tifosi accorsi allo stadio di Rieti hanno visto in campo più Turchia che Italia. Gli ospiti sono ordinati, forti fisicamente e soprattutto possono giocare con la forza della tranquillità che viene dai 12 punti con cui guidano la classifica. Ferrara deve farsi sentire dalla panchina per scuotere i suoi. Gli azzurrini si trovano spesso in difficoltà sulle ripartenze dei turchi (schierati con Kucik unica punta), bravi negli scambi brevi, veloci triangolazioni che mandano in crisi Santon e Antei. Su una di queste, al 9', Pinsoglio deve sfoderare l'unica vera parata del primo tempo, respingendo la conclusione ravvicinata di Yilmaz. Nella manovra azzurra si sente la mancanza di un vero regista. Il piccolo folletto Insigne potrebbe far male ai difensori turchi, ma è servito male, con palloni spioventi, difficili da controllare. Il preludio al gol di Saponara (servito da Gabbiadini) è la bella azione personale di Destro (21') che si libera in dribbling di due avversari e poi tira a lato di un soffio. Un gol che mina le certezze dei turchi, che già al 5' della ripresa incassano il raddoppio di Destro: tiro di punta su un cross agganciato in area da Gabbiadini. Cetiner rivoluziona l'attacco e finalmente mette dentro Emre Colak, il suo uomo più talentuoso inspiegabilmente lasciato in panchina. Ma ormai gli azzurri hanno colpito due volte e possono muoversi con maggiore tranquillità . La Turchia passa ad un attacco con due punte, però lo sforzo non paga. Pinsoglio (apparso non sempre sicurissimo) non corre mai veri rischi e deve impegnarsi solo in un paio di uscite. Gli azzurrini finiscono tra gli applausi. Ora li attende la tana turca, a Bursa..
FERRARA FELICE - «I nostri ragazzi sono stati grandi, sono felice». Ciro Ferrara non nasconde la sua soddisfazione al termine della vittoria della sua Under 21 a Rieti contro la Turchia. Peccato soltanto per l'espulsione di Insigne nel finale di partita. «Io ero abbastanza lontano - dice il tecnico azzurro ai microfoni della Rai -, non sono riuscito a capire. Per un episodio del genere perdiamo un giocatore importante. Dobbiamo essere più furbi, non deve capitare più una cosa del genere». «È stata una partita durissima - spiega Ferrara - sul piano tattico e fisico. Abbiamo sofferto la prima mezz'ora, eravamo troppo rispettosi di questa Turchia e questo ci ha condizionato. Una volta sbloccati abbiamo fatto molto bene. La Turchia è una grande squadra, che ti mette in difficoltà , la mia difesa ha dovuto lottare contro giocatori importanti».Â
L'ANALISI DI CIRO - Ciro Ferrara si gode il terzo successo consecutivo della sua Under 21 nelle qualificazioni all'Europeo 2013. Ma la vittoria sulla Turchia, prima nel Gruppo 7 (un 2-0 ampiamente meritato), non è stata facile ed il selezionatore si attende una sfida ancor più rovente tra un mese, quando l'Italia restituirà la visita. «In Turchia non sarà facile, come del resto non lo è stato questa sera - sottolinea il tecnico - nel primo tempo eravamo intimoriti dai loro 12 punti che ci obbligavano a vincere». Anche grazie al gol arrivato proprio al 45' - ha proseguito Ferrara - «abbiamo però giocato un grande secondo tempo. Devo fare i complimenti ai ragazzi che sono stati capaci di soffrire quando c'era da soffrire e non hanno mollato nulla fino alla fine». Peccato che per la trasferta in Turchia mancherà Insigne, espulso nel finale della partita per un calcetto restituito ad un avversario. Ferrara però esclude che nel caso del giocatore del Pescara possa scattare il 'codice eticò adottato nelle Nazionali azzurre. «Non credo proprio sia questo il caso - spiega l'allenatore - non gli ho visto tirare pugni o gomitate agli avversari e quindi lasciamo stare il codice etico».




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