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Argentina, attaccata a sassate sede federazione

Argentina, attaccata a sassate sede federazione
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© Foto REUTERS
 
Intanto slitta il via ai campionati: colpa dei debiti
BUENOS AIRES, 5 agosto - Un centinaio di persone hanno attaccato a colpi di pietre e di bombe carta la sede dell'Afa, la Federcalcio argentina, situata a pochi isolati dal centro di Buenos Aires, provocando la rottura di molte finestre dell'edificio. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa statale Telam, precisando che gli assalitori, scesi da due pullman privati, hanno anche sbandierato cartelli in cui si definiva "ladro" il presidente dell'organismo Julio Grondona, senza però specificare una loro eventuale appartenenza a qualche gruppo. L'inedito attacco, è avvenuto a poche ore da una riunione tra Grondona ed il responsabile del Fisco Ricardo Echegaray, nel tentativo di trovare una soluzione all'indebitamento con l'ente dei club calcistici, che s'aggira attorno all'equivalente di oltre 50 milioni di euro. Più o meno la stessa cifra che diversi club, complessivamente, devono ai loro giocatori. Il presidente della federcalcio è anche impegnato sul fronte dei network tv per convincerli ad aumentare la spesa per i diritti sulla trasmissione delle partite, richiesta che ha lo scopo di consentire l'avvio del campionato di serie A, previsto per il 14 agosto. Al termine dell'incontro con Echegaray, però, Grondona ha ammesso senza mezzi termini: «Per ora non si comincia a giocare». Poche ore dopo è appunto avvenuto il violento attacco alla sede dell'Afa.

CAMPIONATO FERMO PER DEBITI - Fermi tutti, il campionato argentino non parte per debiti. L'Apertura doveva cominciare il 14 agosto, invece l'Afa, la federcalcio argentina ha sospeso tutti i campionati professionistici alla risoluzione del problema dell'indebitamento dei club, dal Boca Juniors e River Plate, Debiti con i giocatori (stipendi non pagati), sia col fisco (almeno 40 milioni di euro).
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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