Lutto in Brasile: è morto Socrates
Aveva 57 anni. L'ex capitano del Brasile era ricoverato in ospedale in terapia intensiva per un'infezione intestinale
© Foto LiveraniSUBITO SEPOLTO - Il corpo di Socrates è già stato spostato dall'ospedale Albert Einstein di San Paolo, per essere trasportato al cimitero di Riberao Preto, città d'origine dell'ex calciatore, dove alle 17 locali (le 20 in Italia) il 'Dottorè sarà sepolto nel cimitero del Buon Pastore, accanto alla tomba del padre. Alla stessa ora il Corinthians, squadra di cui Socrates è tuttora un simbolo, scenderà in campo allo stadio Pacaembu di San Paolo per giocare il derby cittadino contro gli arci-rivali del Palmeiras. Con un pareggio il "Timao" conquisterebbe il titolo nazionale 2011.
IL DISPIACERE DI PAOLO ROSSI - «Dispiace molto per Socrates, e un po' anche per noi: è un pezzo della nostra storia che si stacca e va via». È l'omaggio che Paolo Rossi, autore della storica tripletta al Brasile nel mondiale '82, rende a Socrates, capitano di quella Selecao. «Ricordo il gol che segnò a Zoff, era l'uno a uno - prosegue Rossi commentando la scomparsa dell'ex centrocampista brasiliano - non ci potevo credere che arrivasse su quel pallone, sembrava lento e invece non lo era». «Socrates, prosegue Paolo Rossi, era in effetti un falso lento. Era un giocatore di non grande dinamismo, ma dal piede eccelso e soprattutto di grandissima intelligenza di gioco. Con Zico e Falcao era il simbolo di quel Brasile, oltre ad esserne il capitano». Ma c'è anche un altro aspetto che a Pablito piace ricordare. «Socrates sembrava un giocatore di altri tempi - ricorda - era uno fuori dagli schemi. In campo certo, ma soprattutto fuori. Tutti lo conoscevano per la laurea in medicina e anche se non esercitava aveva tantissimi interessi culturali e sociali. Insomma, sotto tutti i punti di vista un atipico».
LE PAROLE DI ZOFF - «Da capitano a capitano, a Socrates dico che rimarrà nella storia». Dino Zoff ricorda così l'avversario della sfida al Mondiale '82, scomparso nella notte. «Dispiace per l'uomo. Anche per la giovane età. È stato un giocatore grandissimo, anche se in Italia aveva avuto delle difficoltà ad affermarsi. Ricordo quel gol dell'1-1 nell'82 - conclude Zoff, che in Nazionale era capitano come Socrates nel Brasile -. Quando si subisce una rete si pensa sempre di chi è la colpa ma gol così li fanno solo i campioni».
LE PAROLE DI ANTOGNONI - «Sono davvero addolorato, tutti avevamo sperato che stesse meglio, che potesse recuperare. Purtroppo non è stato così». Così Giancarlo Antognoni commentando la notizia della morte avvenuta stamani a San Paolo dell'ex calciatore brasiliano che ha giocato a Firenze nella stagione '84-85, nella sua stessa Fiorentina. «Quell'anno io ero infortunato e non giocai molto, ma conservo comunque dei bei ricordi di Socrates - ha continuato Antognoni -. Era un vero personaggio, sopra le righe, con le sue medotologie, il suo tenore di vita, le sue idee. Fece fatica ad ambientarsi nel nostro calcio ma era un autentico campione, dotato di classe sopraffina e di grande carisma e personalità. I ricordi più speciali sono legati alle sfide in nazionale, su tutte Italia-Brasile al Mondiale '82, lui segnò anche il gol del momentaneo 1-1 ma alla fine vincemmo noi».
LE PAROLE DI DE SISTI - «Socrates era un uomo molto intelligente, di grande classe. È venuto nonostante Antognoni, che aveva le chiavi del centrocampo della Fiorentina. Me lo ricordo come un obiettore, voleva sapere tutto: perchè non poteva fumare sul pullman, per quale motivo si dovesse andare in ritiro pre-partita il sabato. Un simpatico rompiscatole? Sì, è una definizione azzeccata». Dai microfoni dell'emittente romana TeleRadio Stereo, nel corso della trasmissione "La Signora in giallorosso", Giancarlo De Sisti ricorda il "Dottore" che allenò nella sua stagione alla Fiorentina. «Socrates era una persona intelligente, portato per la politica - dice ancora -, anche se purtroppo fumava e beveva un po' troppo». Sempre a proposito dell'ex centrocampista scomparso in mattinata, ed il cui fratello minore Raì fu campione del mondo ad Usa '94, 'Picchiò racconta un aneddoto che lo vide protagonista: «All'inizio della sua avventura alla Fiorentina - rivela De Sisti -, non stava andando benissimo e i giornali lo criticavano parecchio. Gli chiesi se sapeva di questa critiche, lui mi disse che i giornali li leggeva, ma guardava la parte politica, io gli dissi che invece leggevo solo la parte sportiva. A quel punto decidemmo di comprare un giornale solo e dividercelo. Poi mi ricordo anche quando eravamo in ritiro precampionato a Pinzolo ed io feci fare corse e ripetute alla squadra. Lui, che non era abituato ad allenarsi, ad un certo punto svenne e mi fece preoccupare».
LA FIORENTINA GIOCHERÀ CON LUTTO AL BRACCIO - La Fiorentina, oggi in campo contro la Roma allo stadio Franchi di Firenze, giocherà con il lutto al braccio per la morte di Socrates. Il giocatore brasiliano, deceduto in un ospedale di San Paolo dove era ricoverato, aveva vestito la maglia viola nella stagione '84-'85. La società ricorderà Socrates anche attraverso lo speaker ufficiale dello stadio prima dell'inizio della partita, mentre sul maxishermo scorreranno le immagini di Socrates nella sua stagione viola.
MINUTI DI SILENZIO IN FIORENTINA-ROMA - Per commemorare Socrates Brasileiro Sampaio De Souza Vieira De Oliveira, che in maglia viola ha giocato nella stagione 1984-85, la Fiorentina oltre a giocare con il lutto al braccio ha chiesto e ottenuto di far osservare un minuto di raccoglimento prima della partita con la Roma in programma questo pomeriggio allo stadio Franchi. Nel frattempo sul proprio sito ufficiale il club viola ha voluto ricordare l'ex giocatore brasiliano che è scomparso stamani a San Paolo all'età di 57 anni a causa di un'emorragia intestinale. Questo il testo: «All'indimenticabile "Dottore", che con la maglia viola giocò nella stagione 1984/85 disputando 25 partite e segnando 6 gol e che verrà sempre ricordato per la sua intelligenza calcistica, va l'affettuoso ricordo di società, squadra e tifosi della Fiorentina».


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