Tuttosport.com

13 commenti

Lutto in Brasile: è morto Socrates

Aveva 57 anni. L'ex capitano del Brasile era ricoverato in ospedale in terapia intensiva per un'infezione intestinale

Lutto in Brasile: è morto Socrates© Foto Liverani
SAN PAOLO (BRASILE) - Una vita fatta di battaglie, in campo come in politica per un sogno chiamato democrazia. Davanti all'ultima, quella contro la grave infezione intestinale dovuta ad anni di sregolatezze ed alcol, si è dovuto arrendere: Socrates Brasileiro Sampaio de Sousa Vieira de Oliveira, noto semplicemente come Socrates non ce l'ha fatta, è morto stamattina all'alba nell'ospedale Albert Einstein di San Paolo, dove era ricoverato in terapia intensiva già da alcuni giorni. A 57 anni l'ex capitano del Brasile degli anni '80 lascia in lutto un intero paese che lo aveva amato per le sue qualità di calciatore, ma anche per il suo carisma che lo aveva reso un personaggio quasi fuori dal tempo. Nato a Belem il 19 febbraio 1954, Socrates apparteneva a quella generazione di grandi giocatori brasiliani (come Zico) che non riuscirono a conquistare la Coppa del mondo: lui era capitano della Selecao che al mundial spagnolo nell'82 fu eliminata da quell'Italia di Bearzot che poi avrebbe vinto il titolo iridato. Memorabile la sfida con gli azzurri in cui il gol di Socrates a Zoff non bastò a fermare il ciclone Italia, trascinata dalla tripletta di Pablito Rossi. Quattro anni più tardi ci pensò la Francia di Platini a stoppare ancora una volta il sogno mondiale di quel Brasile. Nato in una famiglia di origini piuttosto umili, ma in cui non mancavano i libri, Socrates si appassionò al pallone e giocò come centrocampista offensivo: veniva chiamato il "Dottore" e lui medico lo era sul serio, perchè si era laureato in medicina senza però mai esercitare la professione. Iniziò la sua carriera sportiva nel Botafogo di Ribeirao Preto nel 1974. Dal 1978 all'84 vestì la maglia del Corinthians di cui diventò subito un idolo, e non solo per le doti con la palla al piede. La politica scorreva nelle sue vene al pari della passione per il calcio, e proprio nel club paulista si rese protagonista e trascinatore di un'iniziativa che passò alla storia, almeno del pallone: la squadra si rifiutò di riconoscere l'autorità dell'allenatore e per tre anni mise in piedi una sorta di autogestione che venne definita "democrazia corinthiana". Nell'82 la celebrazione di quegli ideali ribelli in campo, perchè il Corinthians vinse il titolo e la squadra si presentò con la parola "Democrazia" ben impressa sulle maglie. Tra un colpo di tacco - erano la sua specialità -, e la medicina, Socrates non perse infatti mai di vista la passione politica: militante di sinistra, con il mito di Che Guevara, non fece mancare la sua voce nelle battaglie contro i sistemi dittatoriali del Sudamerica. Genio e sregolatezza, approdò in Italia nel 1984 vestendo la maglia della Fiorentina: ma la parentesi in Serie A calcisticamente fu poco entusiasmante. Dopo una deludente stagione tornò in Brasile, prima al Falmengo e poi al Santos, dove chiuse la carriera nel 1988. Poi un ritorno nel 2004 anche come allenatore del club inglese di dilettanti Garforth Town. Ma la sua vita fu segnata anche dalla passione per fumo e alcol, che hanno compromesso gravemente la sua salute: negli ultimissimi anni si erano infatti ripetuti i ricoveri in ospedale. Fino all'ultimo qualche giorno fa a causa di un'infezione intestinale con conseguente emorragia: le sue condizioni erano apparse subito gravissime. L'ex centrocampista brasiliano era entrato in coma e stamattina all'alba se n'è andato. Con lui un pezzo di storia di calcio e di vita del Brasile.

SUBITO SEPOLTO - Il corpo di Socrates è già stato spostato dall'ospedale Albert Einstein di San Paolo, per essere trasportato al cimitero di Riberao Preto, città d'origine dell'ex calciatore, dove alle 17 locali (le 20 in Italia) il 'Dottorè sarà sepolto nel cimitero del Buon Pastore, accanto alla tomba del padre. Alla stessa ora il Corinthians, squadra di cui Socrates è tuttora un simbolo, scenderà in campo allo stadio Pacaembu di San Paolo per giocare il derby cittadino contro gli arci-rivali del Palmeiras. Con un pareggio il "Timao" conquisterebbe il titolo nazionale 2011.

IL DISPIACERE DI PAOLO ROSSI - «Dispiace molto per Socrates, e un po' anche per noi: è un pezzo della nostra storia che si stacca e va via». È l'omaggio che Paolo Rossi, autore della storica tripletta al Brasile nel mondiale '82, rende a Socrates, capitano di quella Selecao. «Ricordo il gol che segnò a Zoff, era l'uno a uno - prosegue Rossi commentando la scomparsa dell'ex centrocampista brasiliano - non ci potevo credere che arrivasse su quel pallone, sembrava lento e invece non lo era». «Socrates, prosegue Paolo Rossi, era in effetti un falso lento. Era un giocatore di non grande dinamismo, ma dal piede eccelso e soprattutto di grandissima intelligenza di gioco. Con Zico e Falcao era il simbolo di quel Brasile, oltre ad esserne il capitano». Ma c'è anche un altro aspetto che a Pablito piace ricordare. «Socrates sembrava un giocatore di altri tempi - ricorda - era uno fuori dagli schemi. In campo certo, ma soprattutto fuori. Tutti lo conoscevano per la laurea in medicina e anche se non esercitava aveva tantissimi interessi culturali e sociali. Insomma, sotto tutti i punti di vista un atipico».

LE PAROLE DI ZOFF -  «Da capitano a capitano, a Socrates dico che rimarrà nella storia». Dino Zoff ricorda così l'avversario della sfida al Mondiale '82, scomparso nella notte. «Dispiace per l'uomo. Anche per la giovane età. È stato un giocatore grandissimo, anche se in Italia aveva avuto delle difficoltà ad affermarsi. Ricordo quel gol dell'1-1 nell'82 - conclude Zoff, che in Nazionale era capitano come Socrates nel Brasile -. Quando si subisce una rete si pensa sempre di chi è la colpa ma gol così li fanno solo i campioni».

LE PAROLE DI ANTOGNONI -  «Sono davvero addolorato, tutti avevamo sperato che stesse meglio, che potesse recuperare. Purtroppo non è stato così». Così Giancarlo Antognoni commentando la notizia della morte avvenuta stamani a San Paolo dell'ex calciatore brasiliano che ha giocato a Firenze nella stagione '84-85, nella sua stessa Fiorentina. «Quell'anno io ero infortunato e non giocai molto, ma conservo comunque dei bei ricordi di Socrates - ha continuato Antognoni -. Era un vero personaggio, sopra le righe, con le sue medotologie, il suo tenore di vita, le sue idee. Fece fatica ad ambientarsi nel nostro calcio ma era un autentico campione, dotato di classe sopraffina e di grande carisma e personalità. I ricordi più speciali sono legati alle sfide in nazionale, su tutte Italia-Brasile al Mondiale '82, lui segnò anche il gol del momentaneo 1-1 ma alla fine vincemmo noi».

LE PAROLE DI DE SISTI - 
«Socrates era un uomo molto intelligente, di grande classe. È venuto nonostante Antognoni, che aveva le chiavi del centrocampo della Fiorentina. Me lo ricordo come un obiettore, voleva sapere tutto: perchè non poteva fumare sul pullman, per quale motivo si dovesse andare in ritiro pre-partita il sabato. Un simpatico rompiscatole? Sì, è una definizione azzeccata». Dai microfoni dell'emittente romana TeleRadio Stereo, nel corso della trasmissione "La Signora in giallorosso", Giancarlo De Sisti ricorda il "Dottore" che allenò nella sua stagione alla Fiorentina. «Socrates era una persona intelligente, portato per la politica - dice ancora -, anche se purtroppo fumava e beveva un po' troppo». Sempre a proposito dell'ex centrocampista scomparso in mattinata, ed il cui fratello minore Raì fu campione del mondo ad Usa '94, 'Picchiò racconta un aneddoto che lo vide protagonista: «All'inizio della sua avventura alla Fiorentina - rivela De Sisti -, non stava andando benissimo e i giornali lo criticavano parecchio. Gli chiesi se sapeva di questa critiche, lui mi disse che i giornali li leggeva, ma guardava la parte politica, io gli dissi che invece leggevo solo la parte sportiva. A quel punto decidemmo di comprare un giornale solo e dividercelo. Poi mi ricordo anche quando eravamo in ritiro precampionato a Pinzolo ed io feci fare corse e ripetute alla squadra. Lui, che non era abituato ad allenarsi, ad un certo punto svenne e mi fece preoccupare».

LA FIORENTINA GIOCHERÀ CON LUTTO AL BRACCIO - 
La Fiorentina, oggi in campo contro la Roma allo stadio Franchi di Firenze, giocherà con il lutto al braccio per la morte di Socrates. Il giocatore brasiliano, deceduto in un ospedale di San Paolo dove era ricoverato, aveva vestito la maglia viola nella stagione '84-'85. La società ricorderà Socrates anche attraverso lo speaker ufficiale dello stadio prima dell'inizio della partita, mentre sul maxishermo scorreranno le immagini di Socrates nella sua stagione viola.

MINUTI DI SILENZIO IN FIORENTINA-ROMA - Per commemorare Socrates Brasileiro Sampaio De Souza Vieira De Oliveira, che in maglia viola ha giocato nella stagione 1984-85, la Fiorentina oltre a giocare con il lutto al braccio ha chiesto e ottenuto di far osservare un minuto di raccoglimento prima della partita con la Roma in programma questo pomeriggio allo stadio Franchi. Nel frattempo sul proprio sito ufficiale il club viola ha voluto ricordare l'ex giocatore brasiliano che è scomparso stamani a San Paolo all'età di 57 anni a causa di un'emorragia intestinale. Questo il testo: «All'indimenticabile "Dottore", che con la maglia viola giocò nella stagione 1984/85 disputando 25 partite e segnando 6 gol e che verrà sempre ricordato per la sua intelligenza calcistica, va l'affettuoso ricordo di società, squadra e tifosi della Fiorentina».

COMMENTI
  • tropical2104/12/2011 22:02:59
    18 anni avevo quel tardo pomeriggio dell'82. Il suo gol fu un calice amaro, un pugno sul tavolo come per dire, occhio Italia, siamo il Brasile. Mi sono poi chiesto per tante altre volte ancora come cavolo avesse fatto a mettere la palla tra palo e portiere,... e che portiere.

    Memorabili i suoi colpi di tacco, sembrava avesse gli occhi anche dietro la testa. Da uno juventino di lungo corso faccio le condoglianze ai tifosi viola. Sincere.
    Hasta la victoria siempre, Campeon!
  • superfantastico04/12/2011 21:46:03
    Riposa in pace, Dottore...
  • ale-1004/12/2011 20:31:54
    Ciao Socrates, sei stato un granissimo campione.
  • 04/12/2011 17:38:37
  • SUPERMAURO6704/12/2011 17:31:09
    Ciao Socrates, rimarrai x sempre nel storia del calcio Mondiale, x quella grande partita Italia - Brasile 3-2, una delle partite + belle di tutti i mondiali.
  • Bettega200904/12/2011 17:05:34
    Credo fosse il 1984 ed io quel giorno piccolo tifoso Juventino fui "costretto" dal papà tifoso interista ad assistere alla mia prima partita da spettatore alla stadio di San Siro quel giorno si disputava Inter-Fiorentina e quel giorno in campo c'era Socrates!,un commosso ricordo.
  • odiointeristi04/12/2011 14:00:46
    R.I.P. Grande Campione, tanti bei ricordi di te, specialmente i Mondiali 1982 che ancora oggi mi viene la pelle d`oca. Ciao Socratesssssss
  • beppecastelli6404/12/2011 13:51:27
    ADDIO SOCRATES!!
  • xenogearsnh304/12/2011 13:48:33
    Riposa in pace Dottore. Con te va via un'altro pezzo di storia e dei miei ricordi...
  • EXVIAOSLAVIA04/12/2011 13:18:24
    Dispiace che un campione come Socrates sia morto così! Un altro CAMPIONE se ne è andato! Ciao un giorno ti conoscerò!
  • inserito da iPhone Renato04/12/2011 13:00:44
    Ricordo la partita Italia v Brasile, 1982, mondiali in Spania. Partita incredibile !!!! Socrates, grande campione. RIP x
  • murba6304/12/2011 12:51:56
    ciao campione,ciao dottore......
  • tigerjack04/12/2011 12:04:59
    Sono dispiaciuto di questa notizia sia come campione che come uomo resterà memorabile l'incontro Italia- Brasile 82 di cui lui era il capitano addio grande campione.
     
    Scrivi un commento
    Per poter inserire un commento/articolo devi eseguire il login


     


     
    Se non sei ancora registrato clicca quì: REGISTRATI
     

    Kawasaki 3-2 Sendai - Giappone, G13

    Seconda sconfitta per la capolista che mantiene però la testa della classifica