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Papin senza età: torna in campo a 45 anni

Jean Pierre Papin
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© LaPresse
 
L’ex milanista ingaggiato dai dilettanti del Facture Biganos
PARIGI, 5 gennaio - Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un giocatore potente, reattivo, fulmineo. Tutta tecnica e velocità. Quando arrivò al Milan, nell'estate del 1992, Jean-Pierre Papin, detto Jpp, accettò una delle sfide più dure della sua straordinaria carriera di centravanti: entrare in competizione con Marco Van Basten, per giocarsi la maglia da titolare davanti agli occhi di don Fabio Capello, campione d'Italia in carica per la prima volta alla guida dal Milan. Papin sapeva che sarebbe stata dura, ma non ci fu gara, nel senso che il cigno di Utrecht venne messo fuori gioco dalla decisione (personale, e a molti apparsa oltremodo rischiosa) di farsi operare in una clinica di Saint-Moritz dal chirurgo ortopedico Marty.

Adesso, Jpp ha accettato una nuova e accattivante sfida: quella di tornare in campo a 45 anni suonati (li ha compiuti il 5 novembre dell'anno scorso), in pratica cinque anni dopo avere appeso le scarpe al chiodo con la maglia del Cap Ferret, squadra che trascinò verso la conquista di una promozione e due salvezze, segnando gol a grappoli (24 in 50 partite). Papin, dal settembre 2005 al giugno 2006, ha allenato il Bassin d'Arcachon Sud, squadra con la quale ha conquistato la promozione in 5ª Divisione e la Coppa d'Aquitania. Nel luglio 2006 è diventato allenatore dello Strasburgo, in Ligue 2, ed è riuscito a raggiungere la promozione nella Ligue 1. Licenziato, nonostante il risultato ottenuto (come Deschamps, ai tempi della Juve), è stato assunto dal Lens, dopo le dimissioni di Guy Roux. Adesso l'ingaggio dei dilettanti del Facture Biganos, ma non come allenatore, bensì come centravanti.

Riuscirà a rinverdire i fasti d'inizio anni '90, quando riuscì a vincere il Pallone d'Oro di France Football? Difficile dirlo. Certo è che le grandi sfide gli hanno sempre portato bene. In Francia è considerato un vincente, nonostante non si sia fregiato di molti titoli, e i tifosi dell'Olympique Marsiglia lo ricordano ancora per quel magico triennio, sotto la gestione di Bernard Tapie, che culminò con la conquista della Coppa dei Campioni. Papin, però, quella sera di maggio del '93 all'Olympiastadion di Monaco di Baviera, era dalla parte sbagliata, al suo posto c'era Rudy Voeller: il suo Milan venne infatti sconfitto dal suo Marsiglia. Ed era dalla parte sbagliata anche a Bari, due anni prima, quando l'OM si arrese a rigori al cospetto della Stella Rossa di Savicevic, Pancev, Mihajlovic, Jugovic e Belodici.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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